4Chan e Anonymous (di Arnan)

da koteko, in Informatica Libera | 8 Ottobre 2008 @ 23:53 | 2 commenti

Prima di iniziare questo articolo ho bisogno di fare una piccola premessa.
Internet, come sappiamo, può essere un luogo tanto spaventoso quanto pieno di meraviglie. Tuttavia fino ad oggi non è sicuramente un luogo sicuro. Scrivendo questo articolo infrangerò alcune regole di una web community che dispone di cracker esperti, che nel passato hanno dimostrato di saper rovinare con effetto la identità internet di chiunque. Sono quindi contento che il blog non pubblichi direttamente indirizzo e-mail o simili.

Ok. Dopo questa piccola e insignificante premessa posso cominciare a parlarvi di una della comunità più grandi e assurde del web: 4chan.org. Questo nome probabilmente non vi dirà niente, e anche se provate ad inserirlo nel vostro browser a una prima occhiata vi sembrerà un sito innocuo e dalla grafica antiquata. Ma 4chan è molto di più.


4Chan è il sito che non vi risulterà mai direttamente in una ricerca su Google perchè illegale in parecchi Paesi occidentali.
È il forum, o meglio l’imageboard che ospita la comunità chiamata Anonymous, i cui cracker sono recentemente entrati nel sito di Sarah Palin, l’aspirante vicepresidente repubblicana. Sono gli stessi che nel gennaio 2008 cominciarono ad attaccare Scientology: ne fecero crashare il sito Scientology.org e organizzarono manifestazioni per tutto il mondo davanti alle varie sedi, solitamente indossando una maschera di Guy Fawkes (quella di V per Vendetta, tanto per intenderci) per evitare eventuali querele.

Anonymous è una comunità nata nella sezione Random (casuale) di 4chan. Questa sezione, anche chiamata /b/, riceve per l’appunto post senza praticamente alcuna regola: le immagini e i commenti più assurdi, orribili o orribilmente divertenti che possiate immaginare qui sono di casa. Un modo per descrivere /b/ può essere questo: prendete il politically correct, invertitelo e avrete una vaga idea di quello che può essere /b/. Certo possono valere anche altre definizioni.

/b/ è anche il luogo dove lo spam diventa qualcosa di concretamente strutturato, dove il postare a caso acquista un senso in sè e dove a nessuno importa niente di niente. È il mondo dove tutti sono Anonymous e l’unico scopo sono i “lulz”, termine derivato da “lol”, ridere sguaiatamente.
Anonymous definisce perfettamente il genere di sito in cui state entrando. Anonymous, se vogliamo, è colui che si mette una maschera sulla faccia e perciò si toglie quella sull’anima. In termini schietti, quando nessuno sa chi sei non te ne frega più nulla di quello che scrivi.

Non si sa esattamente quanti utenti conti 4chan: essendo tutti anonimi, non esiste certo un qualche tipo di lista contatti.
Tuttavia può bastare andare su /b/, far caricare la pagina e cliccare ‘Refresh’ immediatamente per farsi un’idea di quanti possano effettivamente essere: la pagina cambierà quasi completamente nello spazio di quel secondo o poco più. Migliaia, sicuramente decine di migliaia, probabilmente centinaia di migliaia di persone.
Non sarebbe esagerato azzardare un milione di visitatori al giorno, tra tutte le sezioni di 4chan.

Una delle più grandi eppure al contempo invisibile comunità internet a livello mondiale.


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Il Fanboysmo del Popolo Informatico

da koteko, in Articoli e Riflessioni | 5 Settembre 2008 @ 03:25 | un commento

Si parla spesso nella BlogSfera di Software Libero e proprietario, in termini tecnici, filosofici o di puro confronto con altre realtà.

Il confronto può essere civile e pacato, oppure sfociare in un flame, il cui casus belli si chiama quasi sempre Microsoft.

Vi sono discussioni più o meno interessanti, che spesso sfociano in sterili dibattiti guidati dai pregiudizi, dall’ignoranza e dal fanboysmo sfrenato. Questa è una caratteristica tutta umana, peraltro comunissima in ogni aspetto della nostra epoca: lo sport, la politica, l’arte, la religione, il lavoro, lo studio.

E’ interessante quando, da una parte e dall’altra, si argomentano le proprie tesi. Ciò offre spunti notevoli ai partecipanti (o spettatori) della discussione per costruirsi un proprio pensiero critico.

Troppo spesso ci facciamo condizionare da fattori che influenzano la nostra opinione senza averci ragionato su, e restiamo ancorati al nostro punto di vista facendo muro contro le posizioni diverse dalle nostre.

Il Fanboysmo non è un male di per sé, può nascere da un principio, da un’ideale, da una lunga e felice quotidianità. L’accezione negativa riguarda, a mio parere, coloro che con urla e spintonate digitali (e non), insultano l’altro e rivendicano la propria ragione.

Tutto questo può sembrare naturale, di routine ormai, mentre in realtà è estremamente controproducente se si sta cercando di costruire qualcosa, di fare la propria piccola parte in un progetto in cui si crede.

Sarebbe bello leggere una quantità maggiore di critiche costruttive dall’una e dall’altra parte, argomentate portando prove (screenshot, documenti, link, video) e senza sfociare in inutili episodi di celodurismo e di celopiulunghismo.

Io penso che chi ha a cuore la causa del Software Libero debba essere il primo a chiedersi, prima di parlare, se davvero saprebbe provare che ciò che difende strenuamente è effettivamente migliore delle controparti closed.

O se il Free Software può portare veramente a un miglioramento dell’Informatica, della concorrenza tra aziende, dell’efficienza dei prodotti che l’utente utilizzerà.

Troppi, purtroppo, parlano senza sapere. Ciò comporta il prosperare dei luoghi comuni, dell’incertezza, dello spreco di risorse in inutili e sterili discussioni.

Compito del Fanboy consapevole dovrebbe essere quello di saper smontare efficacemente un luogo comune grazie alle proprie conoscenze, non quello di trollare o peggio: ingannare volontariamente, per avere ragione o zittire e umiliare l’altro.

O per avere un ritorno di qualche tipo: per quello ci sono già i commerciali Microsoft.


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MindShake su Bloghissimo.it

da koteko, in La BlogSfera | 25 Agosto 2008 @ 16:41 | 2 commenti

MindShake è stato accettato  da Bloghissimo, relativamente nuovo aggregatore di Feed RSS con una particolarità: l’iscrizione non è automatica, lo Staff di Bloghissimo valuterà i vostri contenuti per un periodo di tempo prima di accettare i vostri Feed.

Per questo motivo i contenuti sono generalmente di buona qualità. Se unite questo alla professionalità dello Staff ( tra cui Alessandro Coscia, che molti di voi già conosceranno tramite CodiceFacile) e alla gradevolissima vesta grafica, avete un aggregatore che vale la pena di aggiungere ai vostri Feed Reader :)

Ciò che inoltre è interessante rispetto agli altri aggregatori tipici, è la predominanza di articoli di Citizen Journalism, che fa di bloghissimo.it un luogo dove leggere notizie utili e originali, perché fuori dai circuiti mediatici tradizionali, e in un certo senso anche dall’informazione tramite blog.

Esempio di questo è YouReporter.it, che ho conosciuto leggendo articoli su Bloghissimo. Video e Foto da ogni parte d’Italia, con un breve commento vicino, permettono a chiunque di denunciare malfunzionamenti pubblici o privati che sarebbero passati, sui media tradizionali, sicuramente sotto silenzio. Per gran parte almeno.

Buona navigazione su questi siti allora, e se volete potete lasciarmi un commento su cosa ne pensiate e come vi siete trovati visitandoli.


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Jamendo, musica libera e gratuita

da koteko, in Musica, Film e Libri | 17 Agosto 2008 @ 09:53 | 3 commenti

Le libertà digitali sono un al centro di una battaglia quotidiana che vede contrapposti governi, major, autori un poco ottusi ( si, sono di parte :) ) e persone che chiedono solo di poter fruire, dopo aver pagato il proprio prodotto, della libertà di utilizzarlo come meglio credono.

E’ un discorso spinoso che tocca le coscienze e le tasche di molte persone, gruppi e lobby, e che non sarà di facile risoluzione, né nel breve né nel medio periodo.

Ma intanto qualcuno sperimenta nuovi tipi di business e di condivisione del prodotto del proprio ingegno.

Nell’informatica ormai spopola il software libero, ma anche tentativi di hardware libero (Neo Frerunner, gle-mips).

Per i testi, già da molto tempo possiamo trovare doc, howto, tutorial o veri e propri libri con licenza free, generalmente la LGPL ma anche le personalizzabili Creative Commons, sotto una delle quali è licenziato anche questo blog.

Per il video, qualcosa si muove: dopo Elephant’s Dream ora c’è Big Buck Bunny :)

Per la musica invece sta accadendo qualcosa di spettacolare.

Musica libera e gratuita..sogno o son desto?

Parlo di Jamendo, un social network dove chiunque si può registrare come artista per creare un proprio spazio graficamente integrato, da dove far scaricare i propri album esclusivamente con licenza che permetta la free distribution (ad esempio una CC), o come utente per votare, commentare, recensire o aggiungere ai propri preferiti i gruppi e le canzoni che preferiamo.

Le canzoni possono essere sia ascoltate in streaming che scaricate, tramite un player integrato.

Dietro Jamendo c’è un’azienda che ha fatto le cose veramente in grande: tramite paypal è possibile fare donazioni agli autori che preferiamo, così da creare un sistema di pay-if-you-want tanto comune nel mondo open source, ad esempio.

Ha ovviamente delle pubblicità, ma sono annunci AdSense assolutamente non invasivi. Vi è inoltre la possibilità per un’azienda di prenotarsi lo spazio pubblicitario a partire da un CPM di 5€.

La veste grafica è molto curata, così come anche la navigazione in stile Web 2.0.

E molti album sono davvero di qualità. Per un orecchio normale come il mio, almeno :)

Conclusioni

Trovo un’idea fantastica quella di unire in un unico social network tantissime band di generi musicali diversissimi, per fortuna accessibili anche grazie a una Tag Cloud a dir poco necessaria, ormai, con 11167 album pubblicati ad oggi.

Ed è interessante anche l’utilizzo di un sistema integrato di donazioni, che funziona in fondo come anche quello di molti blog (il classico offrimi una birra/caffè), può permettere a piccole band emergenti, ma fortemente webizzate e con un po’ di capacità di marketing, di fare anche qualche soldo oltre che farsi conoscere.

Da parte mia, continuerò ad ascoltare la musica di Jamendo, facendo piccole donazioni agli artisti che più ho apprezzato e scrivendo, ogni volta che posso, un commento/recensione per essere d’aiuto.

Conclusioni 2. Si, non ho mai amato i P.S.

Se avete qualche band Jamendiana da consigliarmi…fate pure! Ascolto generi molto diversi, e in generale non sono schizzinoso alle novità ;)

Se volete scriveteli sul vostro blog con un link a questo articolo, così li vedrò dai trackback.


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