<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>MindShake &#187; tecnologia</title>
	<atom:link href="http://mindshake.org/tag/tecnologia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://mindshake.org</link>
	<description>cosa ci frulla nella testa</description>
	<lastBuildDate>Thu, 05 Jan 2012 15:12:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>In Finlandia un nuovo supercomputer</title>
		<link>http://mindshake.org/in-finlandia-un-nuovo-supercomputer/</link>
		<comments>http://mindshake.org/in-finlandia-un-nuovo-supercomputer/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 15:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[cray]]></category>
		<category><![CDATA[finlandia]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[supercomputer]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindshake.org/?p=1364</guid>
		<description><![CDATA[Cray Inc. e il CSC (IT Center for Science Ltd) hanno annunciato che il supercomputer Cray del CSC è stato portato a 85 teraflop. Questo fa del Cray XT5 il supercomputer più potente mai prodotto nelle università dei paesi del Nord Europa, e uno dei più veloci supercomputer in tutta l&#8217;Europa. La PRACE (EU&#8217;s Partnership [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-1378 alignright" title="prace_logo11" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/11/prace_logo11-400x249.gif" alt="" width="400" height="249" /><strong>Cray Inc.</strong> e il <strong>CSC</strong> (<a href="http://www.csc.fi" target="_blank">IT Center for Science Ltd</a>) hanno annunciato che il supercomputer Cray del CSC è stato portato a <strong>85 teraflop</strong>. Questo fa del Cray XT5 il supercomputer più potente mai prodotto nelle università dei paesi del Nord Europa, e uno dei più veloci supercomputer in tutta l&#8217;Europa.</p>
<p>La <strong>PRACE</strong> (<a href="http://www.prace-project.eu/" target="_blank">EU&#8217;s Partnership for Advanced Computing in Europe</a>) finanzierà un ulteriore aggiornamento che permetterà al Cray di raggiungere un picco di performance fino a <strong>100 teraflop</strong>. PRACE, che attualmente comprende 16 paesi, permette agli scienziati e agli ingegneri europei di avere a propria disposizione delle tecnologie all&#8217;avanguardia e ad alte prestazioni.<strong><br />
 </strong>Il supercompurter Cray da 100 teraflop ci metterà <strong>un millesimo di secondo per risolvere un problema che l&#8217;ESKO, il primo computer finlandese, poteva risolvere in 50 anni.</strong></p>
<p>I ricercatori useranno il supercomputer per risolvere problemi scientifici in tantissimi campi, e ci saranno applicazioni ad esempio nell&#8217;ambito dello studio sui cambiamenti climatici, su energie e materiali, nella ricerca medica.</p>
<p>Come sottolinea <strong>Kimmo Koski</strong>, <em>managing director</em> del CSC, questi due aggiornamenti hanno permesso ai ricercatori e agli ingegneri del CSC di usufruire di tecnologie all&#8217;avanguardia e di confermare il loro impegno nella cooperazione a livello europeo.</p>
<p><strong>Ulla Thiel</strong>, vice presidente del Cray Europe, ha espresso la propria soddisfazione sul ruolo che si prospetta per il CSC, come <strong>centro di eccellenza in cui risolvere i più complessi problemi scientifici</strong> grazie alla tecnologia dei supercomputer.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindshake.org/in-finlandia-un-nuovo-supercomputer/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nvidia &#8211; I chip difettosi</title>
		<link>http://mindshake.org/nvidia-i-chip-difettosi/</link>
		<comments>http://mindshake.org/nvidia-i-chip-difettosi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 20:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[class action]]></category>
		<category><![CDATA[gpu]]></category>
		<category><![CDATA[ilbloggatore]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[nvidia]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindshake.org/?p=1157</guid>
		<description><![CDATA[Martedì è stata depositata una denuncia contro Nvidia, che avrebbe violato le leggi statunitensi nascondendo per molto tempo l&#8217;esistenza nelle sue schede grafiche di un grave difetto dei chip. Secondo quanto dichiarato, il CEO (chief executive officer) Jen-Hsun Huang e il CFO (chief financial officer) Marvin Burkett di Nvidia erano a conoscenza del problema fin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì è stata depositata una denuncia contro <strong>Nvidia</strong>, che avrebbe violato le leggi statunitensi nascondendo per molto tempo l&#8217;esistenza nelle sue schede grafiche di un grave difetto dei chip.</p>
<p>Secondo quanto dichiarato, il <strong>CEO</strong> (<em>chief executive officer</em>) <strong>Jen-Hsun Huang</strong> e il <strong>CFO</strong> (<em>chief financial officer</em>) <strong>Marvin Burkett</strong> di Nvidia erano a conoscenza del problema fin dal Novembre 2007, che <strong>causava un elevato tasso di rottura</strong> dei dispositivi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1168 aligncenter" title="Nvidia Logo" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/09/nvidia-logo.jpg" alt="" width="200" height="192" /></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Nvidia ha pubblicamente ammesso l&#8217;esistenza di questo difetto il 2 Luglio scorso</strong>, annunciando di volersi incaricare delle spese per coprire i costi di garanzia provocati ai consumatori dal difetto (<strong>circa 200 milioni di dollari</strong>). Questa decisione ha causato pesanti ripercussioni economiche all&#8217;azienda.</p>
<p>Sottolineando la gravità delle accuse, si è anche detto che la <strong>HP aveva rilasciato un aggiornamento del BIOS</strong>, per mitigare le conseguenze del problema, ben otto mesi prima dell&#8217;annuncio ufficiale agli investitori.</p>
<p>Nvidia dovrà vedersela anche con una <strong>probabile class-action</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindshake.org/nvidia-i-chip-difettosi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Introduzione alla grafica 3D (by Patrizio Tamorri)</title>
		<link>http://mindshake.org/introduzione-alla-grafica-3d-by-patrizio-tamorri/</link>
		<comments>http://mindshake.org/introduzione-alla-grafica-3d-by-patrizio-tamorri/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 10:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaio Giulio Patrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[directx]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[ilbloggatore]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindshake.org/?p=1151</guid>
		<description><![CDATA[La grafica 3d è una cosa che molti credono un concetto inavvicinabile. Complicate operazioni matematiche e trasformazioni matriciali sembrano in grado di spaventare chiunque&#8230;E&#8217; quindi il momento di farvi passare la paura. Qui vi illustrerò come un triangolo viene disegnato a schermo. Con questo semplice concetto potrete poi disegnare a schermo ciò che vorrete visto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La grafica 3d è una cosa che molti credono un concetto inavvicinabile. Complicate operazioni matematiche e trasformazioni matriciali sembrano in grado di spaventare chiunque&#8230;<strong>E&#8217; quindi il momento di farvi passare la paura</strong>.</p>
<p>Qui vi illustrerò come un triangolo viene disegnato a schermo. Con questo semplice concetto potrete poi disegnare a schermo ciò che vorrete visto che tutti gli oggetti sono rappresentabili da  triangoli.<br />
 Innanzitutto vediamo i concetti di base. Nel nostro mondo virtuale <strong>ci occorre un origine, un punto 0</strong>.</p>
<p>Matematicamente esso è l&#8217;incrocio degli assi. Rispetto a questo punto definiremo le coordinate <em>X, Y e Z </em>del nostro ipotetico mondo virtuale. Avremo dunque 3 punti nello spazio che identificano il nostro triangolo 3d ognuno con le precedenti 3 coordinate che lo collocano nello spazio rispetto all&#8217;origine.<br />
 Fin qui mi direte: Mamma mia a questo ci arrivavo anche da solo.</p>
<p><strong>Ma come ce lo metto su un o schermo?</strong></p>
<p><span id="more-1151"></span></p>
<p>Qui inizia una parte un po piu complicata. Innanzitutto dovete avere un punto di questo spazio che chiameremo <strong>telecamera</strong>. Il punto telecamera come immaginerete è il punto da cui stiamo vedendo il nostro triangolo.</p>
<p>Ma manca ancora qualcosa per poter vedere il nostro mondo. Manca la direzione in cui stiamo guardando. <strong>Se noi avessimo la nostra testa in un punto di quello spazio e non sappiamo dove stiamo guardando, come faremo a sapere cosa vediamo</strong>?</p>
<p>Qui qualcuno potrebbe pensare a usare un vettore che indichi la direzione ma invece noi useremo una matrice. <strong>AAAAAAHHHHH</strong>. Un boato assordante mi raggiunge mentre leggete questa frase. Tranquilli. <strong>Una matrice è un sistema per risolvere principalmente sistemi di equazioni</strong>.</p>
<p>Una cosa del genere ad esempio:</p>
<blockquote><p>3* X + 5*Y + 3*Z = 4 <br />
 4* X + 1*Y + 3*Z = 6<br />
 3* X + 2*Y + 4*Z = 2</p>
</blockquote>
<p>la potete risolvere facendo la seguente operazione matriciale:</p>
<blockquote><p>|3  5 3 4| <br />
 |4 1  3 6|<br />
 |3 2  4 2|</p>
</blockquote>
<p>e trovandone il determinante.</p>
<p>Difatti potete rappresentare attraverso una serie di matrici particolari le seguenti operazioni: <strong>Traslazione di un punto, Rotazione, Scala</strong> (potete aumentare ogni distanza tra due punti del 50% ad esempio).</p>
<p>Ecco ad esempio la matrice necessaria per effettuare una rotazione su un asse qualsiasi X, Y o Z</p>
<blockquote><p>1 0      0    0<br />
 0 cos  sin  0<br />
 0 -sin cos  0<br />
 0   0    0    1</p>
</blockquote>
<p>Questa matrice di per se non fa niente. Ma se la moltiplicate per il valore della coordinata da ruotare e poi sostituite il valore precendente con quello nuovo otterrete un punto ruotato. In pratica <strong>per ruotare sull&#8217;asse X di 45 gradi un punto T</strong> si deve fare:</p>
<p><strong>X del punto da ruotare</strong> = &#8220;Matrice vista prima con cos e sin sostituiti con cos di 45 e sin di 45 gradi&#8221;<br />
 <strong>moltiplicata con prodotto scalare per il valore della X del punto da ruotare</strong>.</p>
<p>Facile no? Le matrici particolari per fare ogni operazione si trovano in ogni sito internet se volete provare altre. Il funzionamento è uguale. Di bello le matrici hanno che se le moltiplicate tra loro gli effetti si sommano. Ad esempio <strong>moltiplicate una rotazione per una traslazione e avrete una roto-traslazione</strong> ;)</p>
<p>Tornando al discorso di prima al nostro punto camera assoceremo una matrice  che chiameremo di <em>&#8220;World To Camera Space&#8221;</em>. In pratica questa matrice prenderà ogni punto del grafo con le sue coordinate riferite al punto di origine (lo zero di prima) e le trasformerà in <em>camera space</em> (ovvero ogni punto avrà come origine il punto telecamera. Se ci pensate è come se avessimo spostato ogni punto insieme alla telecamera e avessimo posto al telecamera sul punto di origine).</p>
<p>Ora però manca qualcosa. Questa operazione di per se non sembra averci fatto guadagnare molto. <strong>Ora abbiamo ogni punto e la sua posizione rispetto alla telecamera ma non sappiamo ancora dove guarda &#8216;sta telecamera.</strong> Definiamo quindi una matrice che identifichi dove stiamo guardando. La sua derivazione è complicata ma le <em>DirectX</em> se vi può fare comodo usano la seguente definizione:</p>
<p><strong>pEye </strong><br />
 Vettore che contiene la X, Y e Z del punto della telecamera.<br />
 <strong>pAt </strong><br />
 Vettore che identifica dove guarda la telecamera.<strong><br />
 pUp<br />
 </strong>Vettore che punta in alto. In genere è [0, 1, 0], ovvero la Y positiva è l&#8217;alto.<br />
 Potete ottenere effetti carini cambiando questa proprietà come ad esempio rotazioni i quello che vedete.</p>
<blockquote><p>zaxis = normal(At &#8211; Eye)<br />
 xaxis = normal(cross(Up, zaxis))<br />
 yaxis = cross(zaxis, xaxis)</p>
<p>xaxis.x           yaxis.x           zaxis.x          0<br />
 xaxis.y           yaxis.y           zaxis.y          0<br />
 xaxis.z           yaxis.z           zaxis.z          0<br />
 -dot(xaxis, eye)  -dot(yaxis, eye)  -dot(zaxis, eye) 1</p>
</blockquote>
<p>dove quelle indicate sono le classiche operazioni tra vettori come normale, prodotto scalare (<em>dot</em>) e vettoriale (<em>cross</em>).</p>
<p>In genere qualsiasi libreria userete (<em>OpenGL</em> o <em>DirectX</em>) <strong>vi metterà a disposizione una funzione che ve lo fa automaticamente</strong>. In <em>DirectX</em> è <strong>D3DXMatrixLookAtLH</strong>.</p>
<p>Ora che avete questa matrice in genere ogni algoritmo che faccia <em>Rendering</em> (ovvero che scriva a schermo oggetti 3d o 2d) in questa fase fa il cosiddetto <em>clipping</em> ovvero sceglie quali triangoli renderizzare (ovvero disegnare a schermo). A noi non interessa al momento. Abbiamo un solo triangolo =).</p>
<p>Finora abbiamo quindi:<br />
 1) Ottenuto un mondo 3d anche se piccolo con riferimento a un punto origine.<br />
 2) Trasformato ogni punto in camera space.<br />
 3) Creato una matrice che ci indica dove stiamo guardando. In pratica adesso ogni punto verrà ruotato rispetto alla telecamera (che si trova nell&#8217;origine) e avrò quindi un ambiente in cui posso determinare gli oggetti visibili.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1159 aligncenter" title="Grafica 3D" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/09/grafica3d-400x166.jpg" alt="" width="400" height="166" /></p>
<p>Come vedete nell&#8217;ultima immagine ho praticamente solo aggiustato il mondo in modo che abbia la mia visuale centrata sull&#8217;asse Z (la c della figura) dalla situazione scomoda iniziale.</p>
<p>Ora resta un passo da fare. Capire quanto sono vicini e lontani i vari oggetti. Un oggetto lontano appare più piccolo di uno vicino. Questa proprietà è però un po&#8217; complessa perché a differenza di come siamo abituati a disegnare in genere <strong>un oggetto non diventa più piccolo in maniera lineare ma si basa sulle leggi ben più complesse della prospettiva</strong>. Non voglio entrare nei dettagli ma per chi ne vuole sapere di più ecco la descrizione della documentazione <em>DirectX</em> su come computarla.</p>
<p><strong>fovy </strong><br />
 ampiezza campo visivo Y, in radianti<br />
 <strong>Aspect </strong><br />
 Aspetto dello schermo. Vi sarà capitato di vedere che il vostro monitor è a 800/600 = 4/3  =  larghezza/ampiezza. Quelli dei cinema sono più stretti infatti spesso ci mettono le barre sopra e sotto quando  trasportano i film per la tv.<br />
 <strong>zn</strong><br />
 Piano più vicino. In pratica quanto volete vedere vicino (vertici più vicini non li vedrete)<br />
 <strong>zf </strong><br />
 Piano più lontano.</p>
<blockquote><p>yScale = cot(fovy/2) ovvero la cotangente<br />
 xScale = yScale / aspect ratio</p>
<p>xScale     0          0               0<br />
 0        yScale       0               0<br />
 0          0       zf/(zf-zn)         1<br />
 0          0       -zn*zf/(zf-zn)     0<br />
 where:</p>
</blockquote>
<p>Anche qui in genere ci sono le funzioni apposta quindi fanno loro ;)</p>
<p>Ora avete tutto in regola per scrivere a schermo. Basterà far passare ogni vertice per<br />
 1) la trasformazione in camera space (moltiplicazione tra matrice e coordinata) ovvero la funzione vista prima che in <em>DirectX</em> si otteneva chiamando <em>D3DXMatrixLookAtLH</em>.<br />
 2) la trasformazione di proiezione che è l&#8217;ultima che abbiamo visto.</p>
<p>Ora avrete le coordinate fisiche su cui scrivere a schermo i vostri vertici.</p>
<p>Chiaramente questa escursione nel mondo del 3d manca di moltissime cose ma è <strong>una base per farvi capire come funzionano le principali meccaniche</strong> che stanno dietro ai giochi che vedete in giro oggi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindshake.org/introduzione-alla-grafica-3d-by-patrizio-tamorri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cisco e PostPath &#8211; l&#8217;alternativa a Exchange</title>
		<link>http://mindshake.org/cisco-e-postpath/</link>
		<comments>http://mindshake.org/cisco-e-postpath/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 13:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[cisco]]></category>
		<category><![CDATA[ilbloggatore]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindshake.org/?p=1005</guid>
		<description><![CDATA[La Cisco System ha confermato di aver stipulato un accordo per rilevare PostPath, l&#8217;alternativa open source a Microsoft Exchange. L&#8217;acquisto è costato 215 milioni di dollari e si inserisce nella strategia, annunciata a inizio mese da Cisco, di inglobare progetti che sul mercato occupano una posizione esterna rispetto al business attuale dell&#8217;azienda. PostPath è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1007" title="postpath" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/08/postpath.jpg" alt="" width="166" height="39" />La <strong>Cisco System</strong> <a href="http://newsroom.cisco.com/dlls/2008/corp_082708.html" target="_blank">ha confermato</a> di aver stipulato un accordo per rilevare <a href="http://www.postpath.com/" target="_blank"><strong>PostPath</strong></a>, l&#8217;alternativa open source a <strong>Microsoft Exchange</strong>.</p>
<p>L&#8217;acquisto è costato <strong>215 milioni di dollari </strong>e si inserisce nella strategia, annunciata a inizio mese da Cisco, di inglobare progetti che sul mercato occupano una posizione esterna rispetto al business attuale dell&#8217;azienda.</p>
<p>PostPath è il software ideale per rispondere alle intenzioni di Cisco di estendere le funzionalità della sua piattaforma collaborativa <strong>WebEx</strong>, basata sul modello Saas, software-come-servizio, che comprende già instant messaging, videoconferenze, gestione di dati e documenti e applicazioni Web 2.0.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1012" title="logo Cisco" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/08/ciscosystems_24.jpg" alt="" width="221" height="140" /></p>
<p>PostPath è basato su software open source tra cui Gnu/Linux (kernel 2.6), Postfix e Samba e andrà ad integrare le funzionalità calendario ed email di WebEx.</p>
<p>Gli sviluppatori hanno dovuto fare <em>reverse engineering </em>dei <strong>protocolli Active Directory e MAPI della Microsoft</strong>. Protocolli che sono stati aperti in seguito da Redmond su decisione della Commissione Europea, la cui azione favorisce adesso la nascita di nuovi progetti alternativi a PostPath, come <a href="http://www.openchange.org/" target="_blank"><strong>OpenChange</strong></a>.</p>
<p>Microsoft Exchange ha attualmente il 65% di<em> share, </em>tuttavia l&#8217;acquisto di PostPath da parte di un gigante come Cisco non avrà fatto di certo sorridere Ballmer.</p>
<p>Noi siamo sempre felici quando la concorrenza aumenta, soprattutto quando a beneficiarne sono gli utenti, dal punto di vista della <strong>qualità, dell&#8217;interoperabilità e del costo del prodotto</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindshake.org/cisco-e-postpath/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fujitsu Siemens &#8211; il monitor zero watt</title>
		<link>http://mindshake.org/fujitsu-siemens-il-monitor-zero-watt/</link>
		<comments>http://mindshake.org/fujitsu-siemens-il-monitor-zero-watt/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 09:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[fujitsu siemens]]></category>
		<category><![CDATA[ilbloggatore]]></category>
		<category><![CDATA[LG]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindshake.org/?p=884</guid>
		<description><![CDATA[Si chiamano SCENICVIEW ECO monitor, e quando sono in modalità power save, non vogliono corrente, a differenza dei normali schermi, che consumano in standby da uno a sei watt. Sono già in commercio nel nostro continente, e il prodotto ha riscosso l&#8217;approvazione dell&#8217;Unione Europea perché consentirebbe un notevole risparmio energetico se utilizzato, ad esempio, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-910" title="Fujitsu zero watt monitor" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/08/fujitsu-zero-watt-monitor.jpg" alt="" width="269" height="138" />Si chiamano <strong>SCENICVIEW ECO monitor</strong>, e quando sono in modalità <em>power save</em>, non vogliono corrente, a differenza dei normali schermi, che consumano in standby da uno a sei watt. <br />
 Sono già in commercio nel nostro continente, e il prodotto ha riscosso l&#8217;approvazione dell&#8217;Unione Europea perché consentirebbe un notevole risparmio energetico se utilizzato, ad esempio, in tutti gli uffici pubblici degli Stati Membri.</p>
<p>Quando il monitor non riceve più segnali dal computer, uno switch integrato spegne completamente e in modo automatico il display. Quando riceve un nuovo output dal computer, un impulso elettrico fa riaccendere lo schermo.</p>
<p>Gli ECO monitor sono dotati anche della funzione detta <strong>DisplayView AutoBright</strong>, ovvero di un controllo automatico della luminosità che adatta la luce del monitor a quella dell&#8217;ambiente circostante, prevenendo l&#8217;affaticamento degli occhi oltre quello delle tasche.</p>
<p>Questo monitor è unico nel suo genere, ma la <strong>Fujitsu Siemens</strong> non è di certo la sola azienda ad aver investito nella realizzazione di prodotti che puntano al risparmio energetico.</p>
<p>Poco tempo fa abbiamo visto che la <strong>LG</strong> ha lanciato il<strong> FLATRON W2252TE</strong>, un monitor da 22 pollici che permette (a detta loro) il 45% di risparmio di corrente, con un consumo di 22 watt.<img class="alignright size-medium wp-image-913" title="LG Flatron" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/08/lg-flatron-w2252te_c.jpg" alt="" width="279" height="229" /></p>
<p>Un grande passo avanti, non c&#8217;è che dire. Quello che però bisogna tenere a mente è che è solo la minima parte di quello che potrebbero realmente fare queste aziende. <strong>Ok</strong>, potete anche fare i monitor che sprecano zero. Ma <em>come</em> li producete? <em>Quanti</em> gas immettete nell&#8217;atmosfera? <em>Perché</em> non puntate prima a diminuire gli sprechi energetici e l&#8217;inquinamento della vostra catena produttiva?</p>
<p>La risposta è una e sempre la stessa.<strong> Non conviene</strong>. Conviene piuttosto atteggiarsi a paladini dell&#8217;ambiente, e lanciare sul mercato prodotti con nuove caratteristiche, secondo la moda del momento.</p>
<p>Quando verrà la moda di trasformare veramente ogni processo industriale in qualcosa di ecocompatibile? Non ci è dato saperlo.<br />
 <a href="http://mindshake.org/dell-il-carbone-neutrale/"><span style="color: #3366ff;">Per ora solo la Dell ha fatto qualcosa in qu</span><span style="color: #3366ff;">esta direzione</span></a>.</p>
<p>Intanto è un segnale di speranza il fatto che le grandi aziende investano soldi in questi progetti. Non tanto perché un<strong> monitor che ci fa risparmiare meno di dieci euro all&#8217;anno di energia sulla base di un ipotetico uso di otto ore al giorno e di 16 di standby </strong>può aiutare lo stato di salute del nostro pianeta. Né perché nel puro interesse economico è contemplata un&#8217;etica ambientale (sarebbe da ingenui crederlo). Ma per gli effetti positivi sulla ricerca.</p>
<p>I finanziamenti ricevuti per brevettare sempre nuovi dispositivi, permettono ai laboratori di ricerca di lavorare per creare tecnologia pulita, e di estendere le possibili applicazioni ad altri prodotti.</p>
<p>In fondo si tratta di marketing ma ci auguriamo che serva a smuovere le coscienze e che davvero gli uffici pubblici (e privati) decidano di convertire il loro parco macchine. Solo così avremo un sensibile risparmio di energia e di denaro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindshake.org/fujitsu-siemens-il-monitor-zero-watt/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La nuova tecnica sperimentale per il 3D</title>
		<link>http://mindshake.org/la-nuova-tecnica-sperimentale-per-il-3d/</link>
		<comments>http://mindshake.org/la-nuova-tecnica-sperimentale-per-il-3d/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 10:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[ilbloggatore]]></category>
		<category><![CDATA[interazione uomo-macchina]]></category>
		<category><![CDATA[realtà virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindshake.org/?p=828</guid>
		<description><![CDATA[I ricercatori dell&#8217;Università Politecnico della Catalogna e dell&#8217;Università di Lovanio in Belgio, hanno messo a punto una nuova tecnica per catturare i movimenti umani e mostrarli in 3D sullo schermo di un computer. Il risultato di questa ricerca apre nuovi spunti per le applicazioni nel campo dei videogiochi interattivi, grazie al riconoscimento dei movimenti delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-831 alignleft" title="Minority Report" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/08/minority-report-ui1.jpg" alt="" width="304" height="202" />I ricercatori dell&#8217;<strong>Università Politecnico della Catalogna</strong> e dell&#8217;<strong>Università di Lovanio</strong> in Belgio, hanno messo a punto una nuova tecnica per catturare i movimenti umani e mostrarli in 3D sullo schermo di un computer. Il risultato di questa ricerca apre nuovi spunti per le applicazioni nel campo dei videogiochi interattivi, grazie al riconoscimento dei movimenti delle mani e dei piedi.</p>
<p>Uno degli scopi dei ricercatori è stato arrivare al risultato con il minor effetto invasivo possibile. Eravamo abituati a vedere persone con cavi attaccati da tutte le parti o vestite con tute provviste di sensori. Adesso invece <strong>basta una telecamera</strong>: le immagini filmate vengono analizzate da un algoritmo inventato dai ricercatori. Questo algoritmo sfrutta il concetto matematico di <em>distanza geodesica</em> per riconoscere le estremità del corpo, i dati poi vengono elaborati al fine di creare uno <strong>scheletro morfologico</strong> grazie al quale vengono individuate le cinque estremità possibili: testa, mano destra, mano sinistra, piede destro e piede sinistro.</p>
<p>Grazie all&#8217;uso di due telecamere si ottiene una triangolatura che consente di posizionare i punti colorati che individuano le estremità, in uno spazio tridimensionale. Una telecamera frontale infatti ha il compito di valutare le posizini verticale e orizzontale, la seconda serve alla profondità.</p>
<p>Il margine di errore è compreso tra il 4% e il 9% e il basso livello di complessità del sistema consente la sua installazione in qualsiasi contesto, anche quello domestico: pensiamo alla domotica, alla realtà virtuale applicata ai videogiochi, alle interfacce grafiche dei computer, e in generale a tutti gli obiettivi della ricerca sull&#8217;<strong>interazione uomo-macchina</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindshake.org/la-nuova-tecnica-sperimentale-per-il-3d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dell &#8211; il carbone neutrale</title>
		<link>http://mindshake.org/dell-il-carbone-neutrale/</link>
		<comments>http://mindshake.org/dell-il-carbone-neutrale/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Aug 2008 12:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[ilbloggatore]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindshake.org/?p=739</guid>
		<description><![CDATA[La Dell ha raggiunto, con vari mesi di anticipo, uno degli obiettivi che si era posta di conseguire entro la fine del 2008: ridurre drasticamente le emissioni di CO2 provenienti dalle sue strutture. All&#8217;inizio di quest&#8217;anno la Dell aveva annunciato che la sua sede centrale in Texas si alimentava totalmente con energia pulita. Ora sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-759" title="Dell" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/08/dell.jpeg" alt="" width="116" height="116" />La Dell ha raggiunto, con vari mesi di anticipo, uno degli obiettivi che si era posta di conseguire entro la fine del 2008: ridurre drasticamente le emissioni di <strong>CO<sub>2</sub></strong> provenienti dalle sue strutture.</p>
<p>All&#8217;inizio di quest&#8217;anno la Dell aveva annunciato che la sua sede centrale in Texas si alimentava totalmente con energia pulita. Ora sta facendo una generosa campagna di investimenti in energia eolica negli Stati Uniti, in Cina e in India.</p>
<p>La Dell ha calcolato che <strong>le sue emissioni</strong> di CO<sub>2</sub> ammontano a circa <strong>475000 tonnellate</strong> all&#8217;anno, dovute all&#8217;attività dei suoi uffici e strutture in tutto il mondo, e all&#8217;inquinamento conseguente agli spostamenti dei propri dipendenti con le macchine aziendali o per via aerea.</p>
<p>Ovviamente nel conto non rientra l&#8217;inquinamento causato dalla produzione di molte delle componenti che finiscono nei prodotti Dell, in quanto vengono realizzate da aziende esterne. Tuttavia la Dell ha chiesto anche a loro di ridurre le emissioni. E non rientrano neanche i consumi di elettricità dei suoi prodotti dopo l&#8217;arrivo al cliente.</p>
<p>Dopo aver calcolato l&#8217;ammontare delle proprie emissioni, l&#8217;azienda ha puntato su una <strong>efficiente politica di risparmio energetico e di investimento nel rinnovabile</strong> per alimentare le proprie sedi ed è anche arrivata a risparmiare circa <strong>3 milioni di dollari</strong> all&#8217;anno con dei semplici accorgimenti: una maggiore attenzione ai consumi delle lampadine degli uffici e dei condizionatori e usando un sistema di spegnimento automatico della luce quando gli impiegati non sono a lavoro.  <img class="alignright size-medium wp-image-763" title="madagascar1" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/08/madagascar1.jpg" alt="" width="297" height="207" /></p>
<p>Adesso che tutti gli uffici Dell del mondo sono a &#8220;carbone neutrale&#8221;, la compagnia si sta anche impegnando, grazie alla collaborazione con la <strong>Conservation International</strong>, a salvaguardare le foreste del Madagascar, minacciate dall&#8217;agricoltura locale che usa metodi arretrati e che ha bisogno di sempre più terreni da convertire alla coltivazione.</p>
<p>Grazie alla sua strategia l&#8217;azienda non solo ha guadagnato in immagine, ma si difende anche dalle conseguenze dell&#8217;elevato prezzo del petrolio. Di certo è un ottimo modello per qualsiasi altra azienda che voglia limitare l&#8217;impatto ambientale delle proprie strutture dimostrando che efficienza e sostenibilità non si escludono a vicenda.</p>
<p>Ma non possiamo neanche pensare che un notebook Dell sia &#8220;ecologico&#8221;, dato che non sappiamo se i suoi metodi di produzione, assemblaggio e spedizione siano davvero sostenibili. Tuttavia è un grande passo in avanti.</p>
<p>Vediamo ora di capire cosa si intende per <strong>&#8220;carbone neutrale&#8221;</strong>: un materiale la cui combustione, o il cui sfruttamento per ottenere energia, non causa emissioni di CO<sub>2</sub> maggiori di quelle che avrebbe prodotto per via di una decomposizione naturale. Per essere più precisi:</p>
<blockquote><p>La biomassa è una fonte energetica primaria di tipo rinnovabile, ed essendo ampiamente disponibile ovunque va considerata anche una risorsa locale.<br />
 L’utilizzazione delle biomasse per fini energetici non contribuisce ad aggravare il fenomeno in atto dell’effetto serra, poiché la quantità dell’anidride carbonica rilasciata durante la decomposizione, sia che essa avvenga naturalmente sia che avvenga a seguito di processi di conversione energetica (anche se attraverso la combustione), è equivalente a quella assorbita durante la crescita della biomassa stessa. Quindi, se le biomasse bruciate sono rimpiazzate con nuove biomasse, non vi è alcun contributo netto all’aumento del livello di CO2 nell’atmosfera. Questo avviene tutte le volte che si utilizzano residui, ovvero che si proceda a produrre appositamente la biomassa (es. colture energetiche), cioè ad estrarre materiale legnoso dai boschi secondo criteri adeguati (es. potature, estrazione di materiale legnoso in eccesso per riduzione del rischio di autoincendi, altre tecniche di esbosco per protezione antincendio, etc.).</p>
</blockquote>
<p>Ci auguriamo che anche altre aziende nel settore IT vogliano seguire il suo esempio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindshake.org/dell-il-carbone-neutrale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ma faranno veramente male questi cellulari?</title>
		<link>http://mindshake.org/ma-faranno-veramente-male-questi-cellulari/</link>
		<comments>http://mindshake.org/ma-faranno-veramente-male-questi-cellulari/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 18:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[radiazione elettromagnetica]]></category>
		<category><![CDATA[sar]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindshake.netsons.org/?p=264</guid>
		<description><![CDATA[Questa è una domanda che, ormai, si fanno in molti, di qualsiasi ceto sociale, dal contadino interessato alla sua salute al biologo che analizza i dati dell&#8217;ultimo campione. Ma perché non si riesce a dare ancora una risposta precisa? Dando uno sguardo alla storia dei telefonini, vediamo che il primo mobile phone commerciale fu venduto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-333" title="Cellulare e Cervello" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/07/cellulare-e-cervello.jpg" alt="" width="290" height="189" />Questa è una domanda che, ormai, si fanno in molti, di qualsiasi ceto sociale, dal contadino interessato alla sua salute al biologo che analizza i dati dell&#8217;ultimo campione.</p>
<p>Ma perché non si riesce a dare ancora <strong>una risposta precisa</strong>?</p>
<p>Dando uno sguardo alla storia dei telefonini, vediamo che il primo <em>mobile phone</em> commerciale fu <strong>venduto nel 1978</strong>, quindi 30 anni fa.<br />
 Chiaramente bisogna aspettare ancora alcuni anni prima che diventi un <em>oggetto di massa</em>, e abbiamo quindi, diciamo, una ventina d&#8217;anni di campione estremamente eterogeneo.</p>
<p>Sono stati fatti innumerevoli studi sugli <strong>effetti a breve e lungo termine</strong>, ma i risultati sono discordanti. E non è difficile immaginare perché: chi usa il cellulare, probabilmente vive in una città inquinata, fuma e/o beve alcolici, è soggetto a continue altre radiazioni elettromagnetiche (computer, televisori, cavi dell&#8217;alta tensione..) di varia intensità, magari mangia anche male e, senza saperlo, cibo contaminato da <em>qualcosa</em>.</p>
<p><span id="more-337"></span></p>
<p>Inutile fare allarmismo, le sappiamo tutti queste cose. Ci si può in parte proteggere, cercare di fare <strong>una vita sana</strong>, prendersi una <strong>vacanza ogni anno in montagna</strong> o in qualche <strong>paese pulito e pieno di sole</strong>, ma resta il fatto che forse tra 20, 30 o 50 anni sapremo sulla nostra pelle e sulla carta cosa faceva <em>male</em> e quanto.</p>
<p>Tra i rischi legati all&#8217;esposizione alla radiazione elettromagnetica, il più preoccupante e monitorato è quello del cancro.</p>
<p>Come ho già detto vi sono innumerevoli ricerche e documenti per chi voglia saperne di più, ma recentemente ho letto una nota a riguardo particolarmente saggia e utile.</p>
<p>Ronald B. Herberman, dell<em>&#8216;Istituto dei Tumori, Università di Pittsburgh</em>, ha scritto, il 24 Luglio di quest&#8217;anno, <a href="http://environmentaloncology.org/node/201" target="_blank">una nota interna</a> che ricordava come <strong>non vi sia evidenza scientifica che i cellulari non siano implicati nella crescita dei tumori, né per il contrario</strong>. Tuttavia diventa sempre più chiaro che dovremmo <strong>ridurre l&#8217;esposizione</strong>, soprattutto i bambini e i ragazzi, ma anche vicino a loro.</p>
<p>E&#8217; il caso ad esempio di studi epidemiologici che hanno riscontrato maggiori probabilità di sviluppare <em>neurinomi del nervo acustico</em> sul lato della testa più spesso utilizzato per rispondere al telefono.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-298 aligncenter" title="Assorbimento delle Onde Elettromagnetiche nel Cervello" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/07/assorbimento-onde-elettromagnetiche-cervello-400x132.jpg" alt="" width="400" height="132" /></p>
<p>Questa figura mostra come nei<strong> bambini vi sia una maggiore penetrazione della radiazione</strong> rispetto agli adulti, che tuttavia non ne sono immuni.</p>
<p>Saggiamente, il dottor Herberman parla di <strong>semplice prevenzione al posto di un successivo, doloroso pentimento</strong>, e sono pienamente d&#8217;accordo con lui.</p>
<p>Per facilitare a tutti il compito, ha stilato una lista di dieci punti di <em>buon senso</em>, da seguire per limitare moltissimo i possibili danni per se e per gli altri.</p>
<h3>I Dieci Punti</h3>
<p>1. <strong>Non permettete ai bambini di usare il cellulare se non per le emergenze</strong>. Gli organi in via di sviluppo di un feto o di un bambino sono i più esposti alla sensibilità verso i possibili effetti dell&#8217;esposizione a campi elettromagnetici.</p>
<p>2. Mentre comunicate usando il cellulare, cercate di tenere l&#8217;apparecchio lontano dal corpo il più possibile. L&#8217;ampiezza del campo elettromagnetico è un quarto dell&#8217;intensità a una distanza di due pollici e cinquanta volte inferiore alla distanza di tre piedi.<br />
 Ogni qualvolta sia possibile, <strong>usate la funzione altoparlante o un dispositivo Bluetooth</strong>, che ha meno di 1/100 dell&#8217;emissione elettromagnetica di un normale cellulare. <strong>Anche l&#8217;uso di un auricolare può ridurre l&#8217;esposizione</strong>.</p>
<p>3. Evitate di usare il cellulare in luoghi, come l&#8217;autobus, dove potete esporre gli altri in modo passivo al campo elettromagnetico del vostro cellulare.</p>
<p>4. Evitate di avere sempre il cellulare a contatto con il corpo. <strong>La notte non tenetelo vicino a voi</strong>, ad esempio sotto il cuscino o sul comodino, <strong>specialmente se siete incinte</strong>. Potete anche impostare le modalità <em>flight</em> o <em>off-line</em>, che arrestano le emissioni elettromagnetiche.</p>
<p>5. Se dovete portare con voi il cellulare, <strong>assicuratevi che la tastiera sia posizionata verso il corpo e il retro verso l&#8217;esterno</strong>, in modo che il campo elettromagnetico trasmesso si allontani da voi invece di venirvi incontro.</p>
<p>6. Usate il cellulare solo per stabilire contatti o per conversazioni di pochi minuti perchè gli effetti biologici sono direttamente collegati alla durata dell&#8217;esposizione.<br />
 <strong>Per le conversazioni più lunghe, usate una linea telefonica a telefono con filo</strong>, non un apparecchio cordless, che sfrutta una tecnologia ad emissione elettromagnetica simile a quella dei cellulari.</p>
<p>7. <strong>Cambiate spesso orecchio</strong> quando parlate al cellulare per diminuire l&#8217;esposizione. Prima di portare all&#8217;orecchio il cellulare, aspettate che l&#8217;altra persona abbia risposto. Questo limita la forza del campo elettromagnetico emesso vicino al vostro orecchio e la durata dell&#8217;esposizone.</p>
<p>8. <strong>Evitate di usare il cellulare quando il segnale è debole</strong> o quando vi muovete ad alta velocità, come in macchina o in treno, perchè questo fa aumentare la potenza al massimo quando il telefono cerca ripetutamente di connettersi a una nuova antenna.</p>
<p>9. Quando possibile, <strong>comunicate attraverso messaggi di testo</strong> piuttosto che fare una chiamata, limitando così la durata dell&#8217;esposizione e la vicinanza al corpo.</p>
<p>10. Scegliete un <strong>dispositivo con la SAR più bassa possiblie</strong> (SAR= <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tasso_d%27assorbimento_specifico" target="_blank"><em>Tasso di assorbimento specifico</em></a>, che è una misura dell&#8217;intensità del campo magnetico assorbito dal corpo). I livelli di SAR dei telefoni moderni dei diversi produttori sono reperibili attraverso la ricerca su internet di &#8220;sar ratings cell phones&#8221;.</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>Cercando su google, come dice il punto 10 ma anche con altre <em>query</em>, si trovano molte risorse utili per sapere il SAR del proprio telefonino, tra cui <a href="http://sarvalues.wordpress.com/" target="_blank">questo blog su wordpress.com</a>, o il blog di <a href="http://www.alessandroronchi.net/tabella-sar-dei-cellulari/" target="_blank">Alessandro Ronchi</a> che ha anche creato un&#8217;<a href="http://www.alessandroronchi.net/tabella-sar-dei-cellulari/tabella-ordinata-sar-dei-cellulari-sar-cell-phone-ordered-table/" target="_blank">ottima tabella</a>, ordinata dal SAR più basso al più alto, di moltissimi modelli di cellulari.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindshake.org/ma-faranno-veramente-male-questi-cellulari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

