La Dell ha raggiunto, con vari mesi di anticipo, uno degli obiettivi che si era posta di conseguire entro la fine del 2008: ridurre drasticamente le emissioni di CO2 provenienti dalle sue strutture.
All’inizio di quest’anno la Dell aveva annunciato che la sua sede centrale in Texas si alimentava totalmente con energia pulita. Ora sta facendo una generosa campagna di investimenti in energia eolica negli Stati Uniti, in Cina e in India.
La Dell ha calcolato che le sue emissioni di CO2 ammontano a circa 475000 tonnellate all’anno, dovute all’attività dei suoi uffici e strutture in tutto il mondo, e all’inquinamento conseguente agli spostamenti dei propri dipendenti con le macchine aziendali o per via aerea.
Ovviamente nel conto non rientra l’inquinamento causato dalla produzione di molte delle componenti che finiscono nei prodotti Dell, in quanto vengono realizzate da aziende esterne. Tuttavia la Dell ha chiesto anche a loro di ridurre le emissioni. E non rientrano neanche i consumi di elettricità dei suoi prodotti dopo l’arrivo al cliente.
Dopo aver calcolato l’ammontare delle proprie emissioni, l’azienda ha puntato su una efficiente politica di risparmio energetico e di investimento nel rinnovabile per alimentare le proprie sedi ed è anche arrivata a risparmiare circa 3 milioni di dollari all’anno con dei semplici accorgimenti: una maggiore attenzione ai consumi delle lampadine degli uffici e dei condizionatori e usando un sistema di spegnimento automatico della luce quando gli impiegati non sono a lavoro. 
Adesso che tutti gli uffici Dell del mondo sono a “carbone neutrale”, la compagnia si sta anche impegnando, grazie alla collaborazione con la Conservation International, a salvaguardare le foreste del Madagascar, minacciate dall’agricoltura locale che usa metodi arretrati e che ha bisogno di sempre più terreni da convertire alla coltivazione.
Grazie alla sua strategia l’azienda non solo ha guadagnato in immagine, ma si difende anche dalle conseguenze dell’elevato prezzo del petrolio. Di certo è un ottimo modello per qualsiasi altra azienda che voglia limitare l’impatto ambientale delle proprie strutture dimostrando che efficienza e sostenibilità non si escludono a vicenda.
Ma non possiamo neanche pensare che un notebook Dell sia “ecologico”, dato che non sappiamo se i suoi metodi di produzione, assemblaggio e spedizione siano davvero sostenibili. Tuttavia è un grande passo in avanti.
Vediamo ora di capire cosa si intende per “carbone neutrale”: un materiale la cui combustione, o il cui sfruttamento per ottenere energia, non causa emissioni di CO2 maggiori di quelle che avrebbe prodotto per via di una decomposizione naturale. Per essere più precisi:
La biomassa è una fonte energetica primaria di tipo rinnovabile, ed essendo ampiamente disponibile ovunque va considerata anche una risorsa locale.
L’utilizzazione delle biomasse per fini energetici non contribuisce ad aggravare il fenomeno in atto dell’effetto serra, poiché la quantità dell’anidride carbonica rilasciata durante la decomposizione, sia che essa avvenga naturalmente sia che avvenga a seguito di processi di conversione energetica (anche se attraverso la combustione), è equivalente a quella assorbita durante la crescita della biomassa stessa. Quindi, se le biomasse bruciate sono rimpiazzate con nuove biomasse, non vi è alcun contributo netto all’aumento del livello di CO2 nell’atmosfera. Questo avviene tutte le volte che si utilizzano residui, ovvero che si proceda a produrre appositamente la biomassa (es. colture energetiche), cioè ad estrarre materiale legnoso dai boschi secondo criteri adeguati (es. potature, estrazione di materiale legnoso in eccesso per riduzione del rischio di autoincendi, altre tecniche di esbosco per protezione antincendio, etc.).
Ci auguriamo che anche altre aziende nel settore IT vogliano seguire il suo esempio.
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