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	<title>MindShake &#187; società</title>
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	<description>cosa ci frulla nella testa</description>
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		<title>Riformare: modificare a scopo di miglioramento uno stato di cose &#8211; Garzanti (di Silvia Z.)</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 17:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Ormai già da tempo si parla dell&#8217;inefficienza del sistema scolastico italiano, il quale sforna sempre più spesso studenti ignoranti ed impreparati ad affrontare il mondo del lavoro, almeno a detta delle statistiche. Una riforma della scuola dovrebbe andare a colmare le grandi lacune del nostro sistema, affinché dalle scuole e dalle università italiane escano giovani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1312" title="Ministero Istruzione" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/10/ministero_istruzione.jpg" alt="" width="300" height="246" />Ormai già da tempo <strong>si parla dell&#8217;inefficienza del sistema scolastico italiano</strong>, il quale sforna sempre più spesso studenti ignoranti ed impreparati ad affrontare il mondo del lavoro, almeno a detta delle statistiche. <strong>Una riforma della scuola dovrebbe andare a colmare le grandi lacune del nostro sistema, affinché dalle scuole e dalle università italiane escano giovani preparati</strong>, sui quali far ruotare tutto il sistema sociale, nonché economico, del nostro paese. Al centro dell&#8217;attenzione dovrebbe quindi esserci il problema sul come formare al meglio gli studenti italiani, e a tale scopo l&#8217;attuale ministro dell&#8217;istruzione Mariastella Gelmini avrebbe dovuto “proporre” la nuova riforma.</p>
<p>L&#8217;impressione è però un&#8217;altra; più che una riforma della scuola, <strong>quella proposta dalla Gelmini sembra essere una riforma economica, col solo fine di far quadrare il bilancio dello stato</strong>. Avete mai pensato a qual&#8217;è il termine più utilizzato nei notiziari o negli articoli di giornale negli ultimi tempi? &#8211; Tagli -. Si “taglia” ovunque per racimolare più denaro possibile, e giustamente <strong>non si può mica tagliare sugli stipendi dei parlamentari</strong>? Non sarebbe giusto! <strong>Si taglia invece alle scuole pubbliche, alle università, al fondamento stesso della nostra società</strong>. Tutti i provvedimenti presi mirano a risparmiare denaro pubblico, e non importa se, per risparmiare sugli stipendi dei maestri, un bambino si troverà in classi numerosissime dove a fine anno &#8211; forse &#8211; il maestro sarà riuscito a ricordare il suo nome, o se ad uno studente universitario verrà insegnata una materia di cui il professore ne sa &#8211; forse &#8211; un po&#8217; più di lui, tutto perché c&#8217;è stato un taglio sul personale docente.</p>
<p>La nuova legge va chiaramente contro il principio stesso di riforma, la quale, proprio per definizione, dovrebbe modificare uno stato di cose al fine di migliorarlo.</p>
<p>Come si può chiaramente notare, anche e soprattutto grazie ai numerosi altri articoli scritti a proposito, <strong>la nuova riforma (e non aggiungerei altro) andrà a danneggiare studenti e docenti, senza sconti per nessuno, se non per i famigerati baroni</strong> che, come sempre, non mancano. <br />
 Forse è già tardi per protestare, perché la legge 133 è già passata, guardacaso ad <strong>agosto</strong> (altro punto su cui si potrebbe molto discutere), ma la speranza è l&#8217;ultima a morire.</p>
<p>Per difendere la nostra università, il nostro diritto allo studio, <strong>occorre una protesta diversa, </strong><img class="alignright size-medium wp-image-1313" title="protesta" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/10/protesta.jpg" alt="" width="222" height="133" /><strong>compatta, coerente ed organizzata, una protesta che faccia notizia e che  possa coinvolgere anche persone che forse oggi non hanno nulla a che fare con l&#8217;università, ma che magari un giorno vi ci vedranno  studiare i propri figli o nipoti, o che invece vogliano solo che la nostra società migliori dalle sue radici</strong>.</p>
<p>Noi italiani siamo noti per essere un popolo dotato di molta inventiva; <strong>è forse arrivato il momento di sfruttare questa nostra caratteristica per qualcosa di veramente importante</strong>, e magari anche per dimostrare ai tanti che criticano i giovani, che sappiamo fare molto più che sfilare, urlare e scrivere “okkupazione”.</p>
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		<title>Dall&#8217;Assemblea studentesca di Lettere e Filosofia</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 07:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come forse non saprete, il mondo studentesco universitario è in forte agitazione per gli ENORMI, INSENSATI E INDISCRIMINATI TAGLI che colpiranno il sistema delle Università pubbliche, le quali potranno trasformarsi in Fondazioni private. Il sapere non doveva essere di tutti? Il famigerato decreto 112 farà danni ovunque, in particolare ridurrà drasticamente il numero di ricercatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come forse non saprete, il mondo studentesco universitario è in forte agitazione</strong> per gli ENORMI, INSENSATI E INDISCRIMINATI TAGLI che colpiranno il sistema delle Università pubbliche, le quali potranno trasformarsi in Fondazioni private.</p>
<p>Il sapere non doveva essere di tutti?<img class="alignright size-medium wp-image-1279" title="sapienza" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/10/sapienza.jpg" alt="" width="268" height="341" /></p>
<p>Il famigerato decreto 112 farà danni ovunque, in particolare <strong>ridurrà drasticamente il numero di ricercatori e il ricambio dei docenti, costringerà le Università ad aumentare le tasse agli studenti e non ci saranno più soldi per la ricerca, né per la didattica ordinaria</strong>. Già le nostre Università, <a href="http://mindshake.org/mortificazione-della-docenza-imbarbarimento-dello-studio/" target="_blank">come Fierabras ha scritto in precedenza,</a> non hanno vita facile, adesso siamo giunti al momento finale, ed è già pronto il funerale per la vecchia Università che ti aiutava e insegnava a ragionare, a crescere, non solo ad acquisire nozioni e crediti formativi.</p>
<p>Non venitemi a dire che finalmente saranno puniti i <strong><em>baroni</em></strong>.</p>
<p>Quelli che il Governo addita come <em>baroni</em> che percepiscono stipendi troppo alti, <strong>non verranno assolutamente toccati</strong>. Quale Premier sarebbe così scemo da scontentare i docenti anziani ed emeriti, che potrebbero addirittura fare notizia dando un parere contrario alla finanziaria?</p>
<p><strong>La stampa, la tv, i mezzi di informazione nazionale non stanno dicendo assolutamente NULLA di quello che accade</strong>. Sapete che in alcune Facoltà è già stata bloccata la didattica? Sapete che questo è l&#8217;unico mezzo per far sopravvivere l&#8217;Università pubblica? Mi chiedo <strong>quanto ancora il resto della popolazione italiana potrà restare indifferente a questa umiliazione della cultura</strong>. O vogliamo essere tutti schiavi scemi e felici invece di persone consapevoli e in grado di liberarsi grazie al proprio cervello?</p>
<p>In tantissime Università italiane si stanno facendo assemblee di studenti e cortei contro il decreto, e proprio ieri c&#8217;è stata l&#8217;Assemblea degli studenti a Lettere e Filosofia. Hanno preso la parola vari docenti e ragazzi.</p>
<p>Quello che è emerso è che <strong>bisogna generalizzare la protesta</strong>, e noi che siamo Sapienza, la più grande università d&#8217;Europa, dobbiamo essere di esempio per tutti gli altri istituti più piccoli. Se abbassiamo noi la testa, tutti gli altri la abbasseranno e ha aggiunto Marco, un dottorando del dipartimento di Fisica:</p>
<blockquote><p>C&#8217;è una grande agitazione nel mondo della scuola. Le Facoltà scientifiche di Firenze e Bologna sono occupate. I ricercatori sono sfruttati, lavorano gratis. E anche gli studenti lavorano gratis quando fanno mesi e mesi di stage non retribuiti presso le aziende</p>
</blockquote>
<p>Il processo di privatizzazione non è imputabile solo a questa finanziaria, ma anche a riforme precedenti.<br />
 Un docente di Scienze Umanistiche ci porta i saluti del Preside Roberto Antonelli e aggiunge che la nostra facoltà già da luglio distribuiva documenti di critica al decreto 112. Poi fa un confronto con la Germania:</p>
<blockquote><p>Anche in Germania il governo ha operato tagli alle Università, ma sono stati fatti con criterio e preceduti da uno studio e una valutazione del sistema universitario e sono stati dati generosi fondi alle Università con grandi risultati in ricerca e didattica</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1281" title="cervello" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/10/cervello.jpg" alt="" width="250" height="252" /></p>
<p><strong>Nei prossimi anni sarà assunto un ricercatore ogni cinque docenti che andranno in pensione</strong>. Per ora le entrate dovute alle tasse universitarie possono costituire <em>al massimo</em> il 23% del bilancio di una Università pubblica e attualmente Sapienza ha questo valore al 10%. Il che vuol dire che i tagli costringerebbero la nostra Università ad aumentare le tasse, e potrebbe più che raddoppiarle restando comunque al di sotto dei limiti consentiti.</p>
<p>Interviene poi il prof. Bevilacqua, docente di Storia contemporanea.</p>
<blockquote><p><strong>Approvo incondizionatamente la vostra causa</strong>. Non aspettatevi nulla dai docenti, perché se anche c&#8217;è scontento tra di loro, in pochi vi daranno appoggio. Dovete condurre la lotta da soli. <strong>Questa legge è perversa perché non è sentita dai docenti, ma sarete voi a subirne le conseguenze</strong>. Dovete essere tempestivi e mobilitarvi ora, perché vedete, in politica è molto importante il MOMENTO. Queste lotte non compaiono sulla stampa, dovete prendere contatti e diffondere al massimo la notizia. Fate inoltre una mappa con la geografia delle agitazioni per far capire che vi state mobilitando tutti. Bisogna partire da una occupazione <em>aperta</em> della Facoltà, e voi ragazzi politicizzati dovete conquistare e coinvolgere tutti gli altri, perché <strong>quella che difendete è una causa universale</strong>. Coinvolgete le famiglie, la gente per strada. La TV diffonde immagini sbagliate dell&#8217;Università e l&#8217;opinione comune la vede come un&#8217;istituzione distaccata ed elitaria. Perché ci sono i soldi per armare l&#8217;Italia in caso di guerra quando la Costituzione la rifiuta e non per voi giovani?<br />
 <strong>Il conformismo culturale e politico di questo paese è soffocante</strong>.</p>
</blockquote>
<p><strong>L&#8217;università è patrimonio di tutti i cittadini, è la culla dello sviluppo intellettuale di un paese, non si può prescindere da esso, perché da esso deriva ogni altro tipo di sviluppo</strong>.</p>
<p>Quando i telegiornali vorranno parlare di noi studenti e delle nostre proteste, l&#8217;italiano medio penserà: &#8220;Vedi le Università pubbliche? Non hanno voglia di fare niente questi ragazzi, meglio sopprimerle che sprecano solo soldi&#8221;.</p>
<p>Dobbiamo fare come in Francia.<strong> Protestare e bloccare la didattica</strong>. <strong>Una protesta civile ovviamente, ma ferma, compatta e fatta da tutti gli studenti, i professori, i ricercatori, le famiglie e le persone che vorranno difendere la cultura e la dignità del proprio paese</strong>.</p>
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		<title>La cultura fa male</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 10:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fierabras</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il risultato finale della controriforma culturale operante in Italia è il pensiero che, per l&#8217;appunto, la cultura faccia male e sia un intralcio verso la &#8220;vita vera&#8221;. Come gestore di un forum universitario posso vedere il pensare quotidiano di centinaia di studenti riflesso nei loro post e sfoghi, e il risultato è avvilente per un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il risultato finale della controriforma culturale operante in Italia è il pensiero che, per l&#8217;appunto, la cultura faccia male e sia un intralcio verso la &#8220;vita vera&#8221;. Come gestore di un forum universitario posso vedere il pensare quotidiano di centinaia di studenti riflesso nei loro post e sfoghi, e il risultato è avvilente per un futuro prossimo.</p>
<p>Una società dove lo studio è considerato una perdita di tempo, e solo chi si &#8220;impara un mestiere&#8221; gode di una dignità e di un determinato prestigio, è alquanto preoccupante e fa riflettere. Ricorda da vicino gli anni &#8217;50, quando i bassi strati sociali spesso si opponevano all&#8217;alfabetizzazione dei figli perché erano più utili a casa.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1259" title="futurama" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/10/futurama.jpg" alt="" width="180" height="299" /></p>
<p>Ma negli anni &#8217;50 spesso era una vera e propria necessità per le famiglie, <strong>ora no</strong>. Ora, con una scelta possibile, c&#8217;è chi coscientemente dice che l&#8217;istruzione è inutile e la &#8220;vita vera&#8221; è altro.</p>
<p>Manderei queste parole in calce a tutte quelle persone che negli ultimi 20 anni non hanno fatto nulla per opporsi al processo portato dal berlusconismo &amp; co, e anzi ne sono stati complici. Il loro futuro ricadrà anche su di voi, che vi piaccia o no.</p>
<p>Buonanotte Italia.</p>
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		<title>Mortificazione della docenza, imbarbarimento dello studio</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 22:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fierabras</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Forse non tutti sanno che, ma sarebbe bene la notizia fosse più diffusa, i docenti a contratto delle nostre Facoltà, e più in generale dell&#8217;università, percepiscono per lo svolgimento del &#8220;modulo&#8221; da 4 crediti una cifra non superiore ai 650 euro netti. Chi se ne frega, diremmo noi. Ma il discorso non è così. 650 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse non tutti sanno che, ma sarebbe bene la notizia fosse più diffusa, i docenti a contratto delle nostre Facoltà, e più in generale dell&#8217;università, percepiscono per lo svolgimento del <strong>&#8220;modulo&#8221;</strong> da 4 crediti una cifra non superiore ai <strong>650 euro netti</strong>. Chi se ne frega, diremmo noi. Ma il discorso non è così.<br />
 650 euro per svolgere, <strong>per un intero anno accademico</strong>, lezioni, esami, ricevimenti e via dicendo, vuol dire un grave peso sulle spalle del docente in questione, che se vuole sopravvivere deve fare come minimo altri 3/4 corsi e almeno qualche altro lavoro. Il che significa, detto spicciolamente, che c&#8217;è una discreta possibilità che l&#8217;operato del docente e quindi l&#8217;insegnamento ricevuto dagli studenti <strong>ne subiscano le conseguenze</strong>, con risultati immaginabili.<br />
 Noi studenti ci lamentiamo, e giustamente, quando ci troviamo di fronte a corsi confusionari, mal gestiti, e a mancati funzionamenti della Facoltà, ma come prima cosa dovremmo tirare fuori un po&#8217; di spirito critico e guardare esattamente contro chi puntare il dito.<br />
 La situazione dell&#8217;università e più in generale del mondo della ricerca intellettuale italiana è in una<strong> grave crisi</strong> a parte da almeno 10/15 anni, e tutto questo per un ben preciso disegno di restaurazione culturale operante in Italia da appunto un ventennio.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1191" title="universita" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/09/universita.bmp" alt="" width="180" height="199" /></p>
<p>La riforma, o meglio, <strong>controriforma universitaria</strong> che ha inaugurato il supermarket dei crediti e la svendita dei moduli, ha inferto il primo colpo decisivo alla struttura universitaria, con la sostituzione del concetto di esame come crescita e valutazione intellettuale dello studente con quello della laurea come raccolta punti volta ad appiattire barbaramente il livello non solo culturale, ma anche sociale dello studente. Finire una laurea &#8220;a punti&#8221; è letteralmente un terno al lotto, e a volte ci si chiede se alla fine del percorso ci si deve aspettare una laurea o un frullatore come premio.<br />
 Ma non è neanche così semplice. Perché l&#8217;introduzione di questo nuovo sistema ha implicato altri due gravi cambiamenti, dei quali noi studenti ormai &#8220;nati&#8221; nel Nuovo Ordinamento non abbiamo purtroppo potuto sentire la gravità. Il primo, come già detto, è la <strong>mortificazione e la precarizzazione del docente e del ricercatore</strong>. Il secondo, quello della <strong>mutilazione della libertà dello studente</strong>, che in passato, grazie alle conquiste del &#8217;68, che ora con tanta diligenza ci si sta adoperando per distruggere e demonizzare, aveva acquisito il <strong>diritto di un proprio percorso di studi individuale e libero</strong>, pur sempre nei limiti del corso di studi.<br />
 Ora tutto questo è stato disgregato e corrotto, e lo stesso studente raramente se ne rende conto, perché fin dal primo momento in cui mette piede all&#8217;università è risucchiato in un vortice di burocrazia e corsa selvaggia al credito. E&#8217; più importante riuscire con tutte le forza a ottenere tot crediti entro una certa scadenza, che soffermarsi a chiedere se si stanno facendo cose che davvero sentiamo ci stanno formando. Gli stessi esami, ridotti al rango di moduli e costretti a essere mutilati e sottomessi a un linguaggio burocratico sordo, si sono appiattiti e spesso si tratta di pura routine che i professori svolgono malvolentieri.<br />
 La forza di cambiare tutto questo c&#8217;è, e risiede in noi. Ma serve prima di tutto la consapevolezza, la cosa più importante che non a caso è proprio ciò che ci rubano costantemente.</p>
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