Una casa domotica a Roma

da phantom, in Informatica Libera | 27 dicembre 2008 @ 12:02 | nessun commento

cervello homerLa notizia si è diffusa molto velocemente sui siti di vari giornali e su diversi blog. Io l’avevo appresa leggendo un articolo sul “La Repubblica”, dove si parla della realizzazione da parte di un team di professionisti guidati da Fabio Babiloni, di una casa in cui non solo gli elettrodomestici, ma diverse altre apparecchiature possono essere azionate grazie alla rilevazione dell’attività elettrica cerebrale.

Qui l’articolo di La Repubblica.

Per chi fosse curioso e  volesse dare uno sguardo dentro la casa, domenica 28 dicembre, durante la trasmissione Elisir, in onda sui Rai 3 alle ore 21:30, ci sarà un collegamento in diretta con i laboratori della Fondazione Santa Lucia di Roma, dove è stato realizzato il progetto nel laboratorio di “Modellistica e di Immagini NeuroElettriche e di Interfacce Cervello Computer” e i ricercatori daranno un assaggio e una dimostrazione dei risultati ottenuti ;)

Qui la comunicazione uscita sul sito dell’Università.


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In Finlandia un nuovo supercomputer

da phantom, in Informatica Libera | 15 novembre 2008 @ 17:41 | nessun commento

Cray Inc. e il CSC (IT Center for Science Ltd) hanno annunciato che il supercomputer Cray del CSC è stato portato a 85 teraflop. Questo fa del Cray XT5 il supercomputer più potente mai prodotto nelle università dei paesi del Nord Europa, e uno dei più veloci supercomputer in tutta l’Europa.

La PRACE (EU’s Partnership for Advanced Computing in Europe) finanzierà un ulteriore aggiornamento che permetterà al Cray di raggiungere un picco di performance fino a 100 teraflop. PRACE, che attualmente comprende 16 paesi, permette agli scienziati e agli ingegneri europei di avere a propria disposizione delle tecnologie all’avanguardia e ad alte prestazioni.
Il supercompurter Cray da 100 teraflop ci metterà un millesimo di secondo per risolvere un problema che l’ESKO, il primo computer finlandese, poteva risolvere in 50 anni.

I ricercatori useranno il supercomputer per risolvere problemi scientifici in tantissimi campi, e ci saranno applicazioni ad esempio nell’ambito dello studio sui cambiamenti climatici, su energie e materiali, nella ricerca medica.

Come sottolinea Kimmo Koski, managing director del CSC, questi due aggiornamenti hanno permesso ai ricercatori e agli ingegneri del CSC di usufruire di tecnologie all’avanguardia e di confermare il loro impegno nella cooperazione a livello europeo.

Ulla Thiel, vice presidente del Cray Europe, ha espresso la propria soddisfazione sul ruolo che si prospetta per il CSC, come centro di eccellenza in cui risolvere i più complessi problemi scientifici grazie alla tecnologia dei supercomputer.


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Art. 16.

Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e’ trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e’ ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.

6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.

7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l’equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l’entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e’ esercitata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e’ assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.

12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell’ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell’ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.

Art. 17.

Progetti di ricerca di eccellenza

1. Al fine di una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche volte al sostegno e all’incentivazione di progetti di ricerca di eccellenza ed innovativi, ed in considerazione del sostanziale esaurimento delle finalità originariamente perseguite, a fronte delle ingenti risorse pubbliche rese disponibili, a decorrere dal 1° luglio 2008 la Fondazione IRI e’ soppressa.

2. A decorrere dal 1° luglio 2008, le dotazioni patrimoniali e ogni altro rapporto giuridico della Fondazione IRI in essere a tale data, ad eccezione di quanto previsto al comma 3, sono devolute alla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.

3. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e’ disposta l’attribuzione del patrimonio storico e documentale della Fondazione IRI ad una società totalitariamente controllata dallo Stato che ne curerà la conservazione. Con il medesimo decreto potrà essere altresì disposta la successione di detta società in eventuali rapporti di lavoro in essere con la Fondazione IRI alla data di decorrenza di cui al comma 1, ovvero altri rapporti giuridici attivi o passivi che dovessero risultare incompatibili con le finalità o l’organizzazione della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.

4. Le risorse acquisite dalla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia ai sensi del comma 3 sono destinate al finanziamento di programmi per la ricerca applicata finalizzati alla realizzazione, sul territorio nazionale, di progetti in settori tecnologici altamente strategici e alla creazione di una rete di infrastrutture di ricerca di alta tecnologia localizzate presso primari centri di ricerca pubblici e privati.

5. La Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia provvederà agli adempimenti di cui all’articolo 20 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318.

Art. 66.

Turn over

1. Le amministrazioni di cui al presente articolo provvedono, entro il 31 dicembre 2008 a rideterminare la programmazione triennale del fabbisogno di personale in relazione alle misure di razionalizzazione, di riduzione delle dotazioni organiche e di contenimento delle assunzioni previste dal presente decreto.

2. All’articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 le parole «per gli anni 2008 e 2009» sono sostituite dalle parole «per l’anno 2008» e le parole «per ciascun anno» sono sostituite dalle parole «per il medesimo anno».

3. Per l’anno 2009 le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell’anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell’anno precedente.

4. All’articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 le parole «per gli anni 2008 e 2009» sono sostituite dalle seguenti: «per l’anno 2008».

5. Per l’anno 2009 le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere alla stabilizzazione di personale in possesso dei requisiti ivi richiamati nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell’anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da stabilizzare non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell’anno precedente.

6. L’articolo 1, comma 527, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e’ sostituito dal seguente: «Per l’anno 2008 le amministrazioni di cui al comma 523 possono procedere ad ulteriori assunzioni di personale a tempo indeterminato, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, nel limite di un contingente complessivo di personale corrispondente ad una spesa annua lorda pari a 75 milioni di euro a regime. A tal fine e’ istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze pari a 25 milioni di euro per l’anno 2008 ed a 75 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009. Le autorizzazioni ad assumere sono concesse secondo le modalità di cui all’articolo 39, comma 3-ter della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.».

7. Il comma 102 dell’articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ sostituito dal seguente: «Per gli anni 2010 e 2011, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessato nell’anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascun anno, il 20 per cento delle unità cessate nell’anno precedente.

8. Sono abrogati i commi 103 e 104 dell’articolo 3, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

9. Per l’anno 2012, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di quella relativa al personale cessato nell’anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere il 50 per cento delle unità cessate nell’anno precedente.

10. Le assunzioni di cui ai commi 3, 5, 7 e 9 sono autorizzate secondo le modalità di cui all’articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, previa richiesta delle amministrazioni interessate, corredata da analitica dimostrazione delle cessazioni avvenute nell’anno precedente e delle conseguenti economie e dall’individuazione delle unità da assumere e dei correlati oneri, asseverate dai relativi organi di controllo.

11. I limiti di cui ai commi 3, 7 e 9 si applicano anche alle assunzioni del personale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Le limitazioni di cui ai commi 3, 7 e 9 non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette e a quelle connesse con la professionalizzazione delle forze armate cui si applica la specifica disciplina di settore.

12. All’articolo 1, comma 103 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, come modificato da ultimo dall’articolo 3, comma 105 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 le parole «A decorrere dall’anno 2011» sono sostituite dalle parole «A decorrere dall’anno 2013».

13. Le disposizioni di cui al comma 7 trovano applicazione, per il triennio 2009-2011 fermi restando i limiti di cui all’articolo 1, comma 105 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nei confronti del personale delle università. Nei limiti previsti dal presente comma e’ compreso, per l’anno 2009, anche il personale oggetto di procedure di stabilizzazione in possesso degli specifici requisiti previsti dalla normativa vigente. Nei confronti delle università per l’anno 2012 si applica quanto disposto dal comma 9. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette. In relazione a quanto previsto dal presente comma, l’autorizzazione legislativa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e’ ridotta di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.

14. Per il triennio 2010-2012 gli enti di ricerca possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nei limiti di cui all’articolo 1, comma 643, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere in ciascuno dei predetti anni non può eccedere le unità cessate nell’anno precedente.


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Quando il muso di una macchina ci sembra una faccia

da phantom, in Fun | 24 settembre 2008 @ 23:17 | nessun commento

Cosa vedono le persone nelle parti anteriori delle automobili, e quanto spesso riconoscono nel “muso” di una vettura un’espressione umana?
Una recente ricerca, condotta da Truls Thorstensen (EFS Consulting Vienna), Karl Grammer (Ludwig Boltzmann Institute for Urban Ethology) e altri ricercatori della Università di Vienna, ha indagato sulla percezione che abbiamo del design delle automobili, e in che modo le associamo a volti umani.

Alle persone è stato chiesto di riferire quali caratteristiche, emozioni, tratti caratteriali e atteggiamenti attribuiscono a determinate parti anteriori di macchine, poi hanno studiato i dati ottenuti.

Un terzo degli intervistati ha associato al 90% delle automobili esaminate una espressione umana o di un animale, e tutte le persone vedono in più della metà delle macchine degli occhi (le luci), una bocca (la griglia davanti) e un naso. E soprattutto gli intervistati sono stati tutti d’accordo su quali tipi di macchina avessero particolari tratti. Alle persone piacevano soprattutto le auto con un assetto e un design che suggeriva loro il concetto di potenza e sia le donne che gli uomini preferivano macchine con un aspetto arrogante, aggressivo e “arrabbiato”.

Se queste sono le caratteristiche preferite, ciò vuol dire che le persone comprano sempre le macchine che le possiedono?
I ricercatori, nei prossimi studi cercheranno di capire quanto il nostro giudizio su una macchina sia condizionato dalle nostre impressioni stereotipate o dalla presenza delle caratteristiche desiderate. E fino a che punto crediamo sia un vantaggio il guidare una macchina aggressiva per vincere le “battaglie” quotidiane della strada.

In futuro si cercherà di stabilire quanto le caratteristiche estetiche influenzino la nostra scelta e in che modo le case automobilistiche sfruttano o potrebbero sfruttare a proprio favore le percezioni e le sensazioni dei consumatori.


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Dipingiamo i tetti di bianco

da phantom, in Noi e la Terra | 16 settembre 2008 @ 22:12 | nessun commento

Secondo uno studio del Lawrence Berkeley National Laboratory presso la University of California, se la superficie dei tetti degli edifici degli USA fosse di colore bianco - per riflettere i raggi del sole invece di assorbirli - si ridurrebbero del 20% i consumi dovuti all’aria condizionata.

Se invece i tetti bianchi fossero presenti in tutto il mondo, e se anche le strade fossero bianche, si ridurrebbero le emissioni di gas serra per un totale di circa 44 miliardi di tonnellate all’anno. Di sicuro un passo avanti per la stabilizzazione delle crescenti emissioni di CO2.

Un accordo mondiale volto a rendere tutti i tetti bianchi, potrebbe essere una alternativa ai trattati di Kyoto, secondo gli scienziati che hanno condotto la ricerca. “Con l’installazione di tetti e strade di colore chiaro nelle città di tutto il mondo, non ci sarebbe bisogno di negoziati delicati tra le nazioni per quel che riguarda la limitazione dei tassi di emissione di CO2 di ogni paese”.

E’ una di quelle soluzioni dettate dal buon senso che non richiede una tecnologia avanzata, e che può essere utile sia al risparmio energetico, sia al riscaldamento globale. Soluzione che da secoli è usata, ad esempio, in molti paesi che si affacciano sul Mediterraneo, non senza una ragione.

Pensare ad una città come Roma, interamente colorata di bianco mi fa rabbrividire, ma se questo può far abbassare la febbre del nostro pianeta, ben venga. Ancora meglio sarebbe rivestire i tetti di pannelli solari, per catturare e convertire l’energia che altrimenti andrebbe dissipata.

Una domanda però sorge spontanea.. se d’estate risparmiamo sui condizionatori, d’inverno quanta energia consumiamo per difenderci dal freddo di abitazioni bianche?


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Active Video Games e calorie

da phantom, in Corpo e Salute | 6 settembre 2008 @ 23:30 | 2 commenti

Un recente studio pubblicato il primo settembre su Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, dice che quando giocano ad un Active Video Game, i bambini bruciano una quantità di calorie quattro volte superiore rispetto a quella consumata con un videogioco sedentario, e il loro battito cardiaco aumenta.

I videogiochi hanno rapidamente scalato la classifica dei passatempi preferiti dai bambini, negli ultimi 10 anni il giro di affari delle case produttrici negli USA è aumentato di 5,2 miliardi di dollari e oltre l’83% di bambini statunitensi tra gli 8 e i 18 anni ha una console in camera.

Non si pensa a una coincidenza quando si registrano tassi di aumento dell’obesità infantile, ora però sembra giunta una nuova era dell’intrattenimento per bambini, con giochi che simulano ad esempio il bowling o il tennis (XaviX gaming system).

Robin R. Mellecker e Alison M. McManus dell’istituto di Human Performance, University of Hong Kong, Pokfulam hanno misurato il battito cardiaco e il consumo di calorie di 18 bambini tra i 6 e i 12 anni impegnati in un gioco della durata di 25 minuti. I partecipanti si riposavano per 5 minuti, poi iniziavano con le attività, alternando un gioco sedentario a uno di movimento, dedicando cinque minuti a ciascuno e riposandosi per cinque minuti tra uno e l’altro.

In rapporto al momento di riposo, i bambini bruciavano il 39% in più di calorie quando giocavano a un videogame sedentario, il 98% in più quando giocavano ad un active videogame e il 451% in più durante un gioco di corsa (XaviX J - Mat).

La prevenzione del sovrappeso si ha con il consumo di circa 150 calorie al giorno in attività di movimento, e il dispendio energetico richiesto dal modello di gioco  XaviX J - Mat, raggiunge questa soglia se il bambino vi gioca per 35 minuti al giorno.

Russel R. Pate, dell’Università della South Carolina School of Public Health, Columbia scrive nell’editoriale che accompagna la pubblicazione della ricerca :

I risultati mostrano che i bambini che giocano con i videogiochi di nuova generazione che richiedono una attività fisica, spendono energia a livelli che possono aiutare a prevenire il sovrappeso. Questa osservazione è importante perché l’intrattenimento elettronico non scomparirà. Perciò, se vogliamo promuovere l’attività fisica nel contesto della società contemporanea, dobbiamo combattere il fuoco con il fuoco. I videogame con attività fisica possono essere una parte dell’antidoto alla dannosa crescita dell’intrattenimento sedentario.

L’importanza dell’attività fisica nella fase di crescita è largamente riconosciuta per i benefici che apporta all’organismo. Come però precisa il dr. Pate, manca una strategia precisa per diffondere su larga scala questi giochi.

Qualora le aziende decideranno di investire in questo business, sapremo quali saranno i benefici effettivi sulla salute e sugli indici di obesità infantile.


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