La grafica 3d è una cosa che molti credono un concetto inavvicinabile. Complicate operazioni matematiche e trasformazioni matriciali sembrano in grado di spaventare chiunque…E’ quindi il momento di farvi passare la paura.

Qui vi illustrerò come un triangolo viene disegnato a schermo. Con questo semplice concetto potrete poi disegnare a schermo ciò che vorrete visto che tutti gli oggetti sono rappresentabili da triangoli.
Innanzitutto vediamo i concetti di base. Nel nostro mondo virtuale ci occorre un origine, un punto 0.

Matematicamente esso è l’incrocio degli assi. Rispetto a questo punto definiremo le coordinate X, Y e Z del nostro ipotetico mondo virtuale. Avremo dunque 3 punti nello spazio che identificano il nostro triangolo 3d ognuno con le precedenti 3 coordinate che lo collocano nello spazio rispetto all’origine.
Fin qui mi direte: Mamma mia a questo ci arrivavo anche da solo.

Ma come ce lo metto su un o schermo?

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Molto spesso sul forum di ubuntu-it.org giovani pinguini scrivono topic come “Imparare a programmare” e simili.

La sezione Programmazione ne è ovviamente piena, ed è una cosa bella: mi auguro sempre che su dieci che vogliono iniziare, uno si metta a scrivere software libero.

Girando sul web, ho visto che questa tendenza c’è in qualsiasi community un po’ geek, come c’era su IRC quando bazzicavo anni fa i canali riguardanti Linux e le distribuzioni che usavo, e su qualsiasi forum con ragazzi che si avvicinano all’informatica oltre i videogiochi e l’uso da utente.

Indubbiamente è un argomento che attira molto, ma ci sono una serie di problematiche per chi inizia che spesso decretano il fallimento del tentativo e la successiva rinuncia:

  • Troppe risposte diverse. I consigli degli esperti spaziano dall’Assembler al F#.
  • Incapacità di chi aiuta di comprendere almeno un minimo la psicologia di chi scrive.
    Si assume che sia un geek qualcuno che ha appena installato Ubuntu e ha chiesto aiuto già tre volte per trovare il Solitario, e si consiglia il Logo a chi sta già provando a fare danni con la shell bash.
  • Sovraffollamento di documentazione. Già è difficile per chi inizia scegliere tra dieci manuali diversi, ma se gli esperti ne consigliano ciascuno uno diverso…ci siamo capiti :)
  • Difficoltà per il principiante di essere immediatamente operativo, con alcuni linguaggi e se i consigli non sono adeguati alla sua conoscenza del sistema.

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Non molto tempo fa ho letto di questo progetto appena iniziato, il Progetto Borges, che si propone si scrivere in ruby (quindi multipiattaforma) un gestionale libero per biblioteche.

Io ammiro chi si sforza di scrivere killer application libere che possano far migrare, in futuro, ambienti anche di nicchia al software libero. Purché diventino alternative valide, ovviamente.

Per questo c’è bisogno di sviluppatori. Aiuterei volentieri anche io, ma non conosco il ruby e quel poco che vedo non mi piace particolarmente. Se qualcuno lo conosce può dare una mano, credo che in questo momento abbiano bisogno soprattutto di codice, le idee sembra le abbiano chiare.

Ciò che mi è sempre piaciuto del Software Libero inteso come movimento culturale e sociale, è che ognuno può fare e fa la sua parte. Io scrivo sul blog, e qualcuno leggerà, qualcuno forse si unirà al progetto.

Loro intanto, come tanti altri nel mondo, scrivono codice facendo la loro parte. Magari, un giorno, qualcuno lo tradurrà in più lingue, o riuscirà a farlo installare in qualche biblioteca.

Spero che esista sempre questa spinta dal basso a creare, modificare, condividere, senza preoccuparsi del fatto di venire ripagati in denaro, ma sperando solamente di fare qualcosa di utile e di costruttivo, libero e utilizzabile da tutti.


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