<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>MindShake &#187; porcellini d&#8217;india</title>
	<atom:link href="http://mindshake.org/tag/porcellini-dindia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://mindshake.org</link>
	<description>cosa ci frulla nella testa</description>
	<lastBuildDate>Sat, 19 Jun 2010 07:09:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Si chiamava Lilla</title>
		<link>http://mindshake.org/si-chiamava-lilla/</link>
		<comments>http://mindshake.org/si-chiamava-lilla/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 20:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[porcellini d'india]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindshake.org/?p=1303</guid>
		<description><![CDATA[I miei nonni sono agricoltori in Calabria, e fin da piccola ho imparato a conoscere e ad affezionarmi agli animali, a vederli vivere in libertà, a rispettare i loro tempi, a non trattarli come giocattoli e a convivere con loro. Ogni estate partivo per la Calabria da giugno a settembre e mia nonna mi faceva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I miei nonni sono agricoltori in Calabria, e <strong>fin da piccola ho imparato a conoscere e ad affezionarmi agli animali</strong>, a vederli vivere in libertà, a rispettare i loro tempi, a non trattarli come giocattoli e a convivere con loro. Ogni estate partivo per la Calabria da giugno a settembre e mia nonna mi faceva trovare cuccioli sempre diversi. <strong>Ho cresciuto cani, gatti, conigli, caprette, galline, anatre, maialini, vitelli</strong>. Ma non come una bambina viziata che vuole il pupazzo per un giorno. Mi prendevo cura di loro e non mi azzardavo a strapazzarli. E quando tornavo a Roma avevo sempre nostalgia di loro, fino a quando non li rivedevo l&#8217;estate successiva.</p>
<p><strong>Non ho mai chiesto ai miei genitori di farmi avere a Roma un cane o un gatto</strong>, ho sempre pensato che avessero bisogno di spazi aperti, di indipendenza e libertà, come dai nonni.</p>
<p>Un giorno di sette anni fa andai con una mia amica in un negozio di animali e <strong>vidi in una gabbia un porcellino d&#8217;india</strong> pelosissimo, dagli occhioni dolci. Lo portai via, tutto tremolante, in una scatola di cartone e il giorno dopo aveva già la sua gabbia con il fieno, frutta fresca, acqua e verdura.<img class="alignright" title="Lilla" src="http://www.maleasohr.altervista.org/_altervista_ht/lilla2.jpg" alt="" width="360" height="269" /></p>
<p><strong>Non so se avete mai avuto la fortuna di avere un animaletto a casa</strong>. In compagnia della mia porcellina (era femmina) ho trascorso gli anni del liceo e questi dell&#8217;università. Non sono riuscita a trovarle mai un nome che mi piacesse. In famiglia l&#8217;abbiamo sempre chiamata con nomignoli temporanei. Finché uno non è stato usato più degli altri: Lilla. Banale, convenzionale e usato per i cani. <strong>Ma a noi piaceva, e così lei è diventata Lilla.</strong></p>
<p><strong>Lilla fischiava, saltava, faceva le feste quando rientravamo a casa</strong>. Le piacevano le coccole ed era una cicciona golosa. Sapeva riconoscere il rumore del frigorifero che si apriva e quello delle buste di insalata e faceva il suo verso finché non ne riceveva una foglia. Ogni volta che le pulivamo la gabbia, si faceva lunghe passeggiate sul terrazzo per sgranchirsi le zampe e poi quando era stanca si avvicinava a noi per rientrare in casa. Mio padre le fischiava e lei rispondeva, mia madre la chiamava e lei iniziava a saltare. Da me voleva le coccole, da mia sorella il cibo.</p>
<p>Una settimana fa la abbiamo trovata immobile nella gabbia, con la testa bassa. <strong>Non voleva mangiare né bere e non fischiava più</strong>. Siamo corsi in una clinica di pronto soccorso, ci hanno dato vitamine e antibiotico e l&#8217;hanno mandata via. Dopo alcuni giorni l&#8217;abbiamo fatta ricoverare perché peggiorava.</p>
<p><strong>La mia Lilla non c&#8217;è più</strong>. Stamattina l&#8217;ho seppellita in un grande parco, tra un cespuglio di more e un grande albero, sotto uno strato di terra umida e soffice che si asciugava sotto un bel cielo azzurro.</p>
<p>Non ho rimpianti, è stata sempre trattata con ogni riguardo, con affetto. L&#8217;unica cosa che cambierei se potessi tornare indietro è che <strong>non l&#8217;avrei fatta morire nella clinica, ma a casa sua, con noi a coccolarla</strong>.<br />
Se solo avessi fatto in tempo.</p>
<p>Adesso mi manca.<strong> Mi manca tutto di lei, mi manca che non sia qui con me a farmi arrabbiare, a farmi aprire il frigorifero ogni due minuti per darle da mangiare</strong>. Mi sembra impossibile averla persa.</p>
<p>Ma quando passerà la tristezza voglio ricordarla con un sorriso, e con il pensiero rivolto al suo dolce musetto che annusa l&#8217;aria mentre dico il suo nome.</p>
<p><strong>Lilla</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindshake.org/si-chiamava-lilla/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
