Sedici (perché scriverlo fa più effetto!) i morti ammazzati nel giro di cinque mesi in un piccolo fazzoletto di terra tra Casal di principe e Casal Volturno senza una motivazione (come se avere una motivazione rendesse lecito l’omicidio).

In qualunque paese “democratico” del Pianeta basterebbe questo per far scalpore.

Ma noi…. beh siamo in Italia!!

E da noi in Italia c’è la Camorra. Come se fosse una mattanza a cui siamo fin troppo abituati. Certe cose non fanno più scalpore, neanche a livello politico. Ma cosa vuoi che interessi ai politici se, delle 16 persone ammazzate o meglio trucidate con colpi di pistola e Kalashnikov, nessuna o quasi di quelle erano i reali bersagli degli “attentati”. Che importa se la ‘ndrangheta in Calabria fattura più di un’intera finanziaria nazionale

Perché mai queste cose dovrebbero fare notizia?

Roberto Saviano ne parla approfonditamente con toni forti e intensi, come è solito fare lui, senza nascondere nomi cognomi e addirittura luoghi in cui certi “latitanti” si nascondono. Spiega bene anzi in maniera eccellente questo e molti altri concetti nel suo ultimo e “breve” lavoro Lettera a Gomorra tra killer e omertà, lettera pubblicata da “la Repubblica” il 22 settembre scorso. Si legge amarezza e sicuramente solitudine nelle sue parole, ma si coglie altrettanto bene un forte invito alla RESISTENZA.

Ecco il testo della lettera.

Forse è il caso di soffermarsi a pensare…anche solo un minuto!


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La cultura fa male

da Fierabras, in Articoli e Riflessioni | 4 Ottobre 2008 @ 12:59 | nessun commento

Il risultato finale della controriforma culturale operante in Italia è il pensiero che, per l’appunto, la cultura faccia male e sia un intralcio verso la “vita vera”. Come gestore di un forum universitario posso vedere il pensare quotidiano di centinaia di studenti riflesso nei loro post e sfoghi, e il risultato è avvilente per un futuro prossimo.

Una società dove lo studio è considerato una perdita di tempo, e solo chi si “impara un mestiere” gode di una dignità e di un determinato prestigio, è alquanto preoccupante e fa riflettere. Ricorda da vicino gli anni ‘50, quando i bassi strati sociali spesso si opponevano all’alfabetizzazione dei figli perché erano più utili a casa.

Ma negli anni ‘50 spesso era una vera e propria necessità per le famiglie, ora no. Ora, con una scelta possibile, c’è chi coscientemente dice che l’istruzione è inutile e la “vita vera” è altro.

Manderei queste parole in calce a tutte quelle persone che negli ultimi 20 anni non hanno fatto nulla per opporsi al processo portato dal berlusconismo & co, e anzi ne sono stati complici. Il loro futuro ricadrà anche su di voi, che vi piaccia o no.

Buonanotte Italia.


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Tendenzialmente in Italia la cultura di Sinistra (ma anche di Destra, se è per questo, tranne qualche singola eccezione) è statalista. Questo significa aziende statali, ma anche la tendenza a salvare grandi compagnie in difficoltà con liquidità dello Stato, quindi con i soldi dei cittadini.

L’idea (innocente) è buona: il Popolo, per mezzo dello Stato, controlla i maggiori impianti industriali ed economici nazionali, evitando così di venire sfruttato. Lo Stato comprende quali sono i settori che hanno bisogno di un sostegno economico, in un dato momento, e con i soldi del Popolo risana la situazione.

Le tre “Grazie”

FIAT, Telecom e Alitalia, se questo sistema funzionasse, sarebbero oggi dovute essere delle aziende di prim’ordine, pienamente in grado di affrontare qualsiasi crisi mondiale.

La FIAT è un’ottima azienda, dal 2001. Anno in cui ha smesso di ricevere finanziamenti statali. Più precisamente, è Marchionne, dal 2004, che le ha permesso di arrivare dove è ora.

La nostra azienda automobilistica ha rischiato seriamente il fallimento nel decennio che va dagli anni ‘90 al 2000, eppure durante l’amministrazione di Vittorio Ghidella, tra gli anni ‘80 e ‘90, era arrivata ad avere ottimi fatturati.

E’ sotto gli occhi di tutti che Telecom, da quando ha perso l’appoggio statale e la concorrenza ha potuto farsi valere, sta finalmente cominciando a darsi da fare con offerte oneste e servizi piano piano meno schifosi. Ma il marcio ancora c’è, e ce ne sarà per molto tempo. Credo che solo in Italia ci possa essere un Manager così.

E Alitalia. Questo patata bollente che rischia, oggi, di mandare a casa migliaia di lavoratori. Dovremmo nazionalizzarla? E farla tornare a essere un terribile peso sulle finanze statali, e di conseguenza sulle nostre tasche?

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Tutto nasce da una cena quasi per caso e da un incontro…un ragazzo di Scampia e la sua storia, da alcune foto… quelle famose Vele rese celebri da Gomorra e da una sua frase:

Voi pensate di essere lontani da noi, però mentre io mi affaccio dalla finestra e vedo i tossici con la bava alla bocca … voi avete chi viene da me alla ricerca di contatti per investire i suoi i miliardi (di €!!)… la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta da noi hanno presenza fisica, fanno mattanza ma è da voi…da voi che investono i loro soldi; nelle vostre università studiano i loro figli, da voi!!! e voi?? Perché tanto adesso noi ,al giorno d’oggi, soffriamo delle sindrome del telecomando: sentiamo storie ,anche commoventi, ma tornati a casa col telecomando spegniamo il cervello e la mattina dopo…solo un vago ricordo, quando va bene, se no il nulla più totale…quindi lo so che tornati a casa ve ne fotterete di me e di mio cugino che è stato assassinato…

Ed è quel voi che a me fece male quella sera, come se lui, abitante di un quartiere di Napoli, venisse da un altro Paese, come se non fosse Italiano, come se lui avesse frequentato un liceo scientifico con un programma diverso dal mio…come se lui, più piccolo di me, ne sapesse mille volte più di me…perché io a 21 anni un tossico dalla bocca non l’ho mai visto schiumare!!

Così nasce la mia esperienza in Libera, da un incontro, da una presa di coscienza: la società si può cambiare e siamo noi cittadini che abbiamo il diritto, e a parer mio anche il dovere, di impegnarci per renderla migliore. Perché se tutti continuamente ce ne laviamo le mani, che resterà di tutto ciò che viviamo?? Perché non bisogna pensare sempre alla lunga e quindi a eventuali figli che verranno ma anche semplicemente ed egoisticamente a noi stessi tra qualche anno…

Perché Libera è prima di tutto voglia di cambiamento, di impegno sociale, il credere in un progetto grande. Libera sono cittadini che si incontrano nei Presidi e leggono, studiano, discutono di antimafia; cittadini che fanno la fatica di informarsi, di organizzare manifestazioni, marce.
E poco importa se giornali e telegiornali Nazionali si dimenticano di dire che a Bari il 13 marzo 2008 per le vie della città a passeggiare pacificamente e in silenzio c’erano 100 mila persone, che in silenzio passeggiano per le vie di una città ricordando i morti innocenti ammazzati dalla mafia… non è da poco!!

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La memoria tradita

da Fierabras, in Articoli e Riflessioni | 9 Settembre 2008 @ 07:01 | un commento

Non esiste una storia sola, dicono autorevoli studiosi contemporanei. La storia la fanno i vincitori, dicono altri dotti studiosi. La storia la (ri)facciamo noi, dicono altri politici.

Può esistere un paese continua preda della sua storia nel senso più negativo possibile? Certo, e non dobbiamo guardare molto lontano sfortunatamente. Ma davvero possiamo immaginare un paese dove, dopo più di 60 anni, ci sia ancora chi si riazzardi a rivalutare il fascismo?

Del resto, chi è colto di sorpresa dalle uscite di La Russa e Alemanno, o è un finto tonto o è una persona con una scarsa conoscenza storica e dell’attualità. Il progetto di un’ala politica e sociale inevitabilmente nostalgica dei bei tempi del Ventennio e dell’Impero continua a compiersi giorno dopo giorno, e grazie a piccole dosi di veleno quotidiane, a frasi dette e poi rimangiate, a gesti fatti e poi negati, giorno dopo giorno, un virus si insinua in una società già pervasa e anestetizzata dall’indifferenza e dalla massificazione culturale.

La storia per questa società non ha più valore, innanzitutto perché nessuno la conosce, e per questo chi è al potere, a differenza di quanto accadeva trent’anni fa, può osare pronunciare bugie sfacciate, perché sa che non c’è una coscienza collettiva pronta a sbugiardarlo e a fremere di rabbia.

La società, la storia, la cultura, le coscienze, sono nelle mani di chi si professa vittima ma è carnefice. Di chi si dice perseguitato ma è il peggior perseguitatore. Di chi grida continuamente ma poi per primo tortura quotidianamente quello che di più bello c’è: la libertà della mente.


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L’enciclopedia di Berlusconi

da phantom, in Articoli e Riflessioni | 2 Settembre 2008 @ 10:09 | 3 commenti

Cosa fanno insieme il Presidente del Consiglio, un ex vee-jay di Mtv e un ex frate segnalato dal Ministero dell’Interno per l’aver fondato un’associazione definibile come setta?

La risposta sta in un progetto già in corso d’opera, che anzi sta vedendo le sue battute finali. Ovvero la stesura di un’enciclopedia in videoclip in cui la storia da noi conosciuta, sarà filtrata dalle lenti di un gruppo societario collegato a Fininvest.

Ho trovato questa notizia scorrendo la Home dell’Espresso online, e sono rimasta di stucco quando ho letto l’intero articolo. Sintetizzare il contenuto di quanto è scritto non permetterebbe di conoscere i particolari di una vicenda di cui nulla, a mio parere, può essere tralasciato.

Perciò non posso far altro che lasciarvi il link alla notizia.. leggete e commentatene tutti!

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Silvio-riscrive-la-storia/2038993//0


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Come Maga Maghella

da phantom, in Vignette | 26 Agosto 2008 @ 19:05 | nessun commento

Ho un vecchio mazzo di tarocchi, appartenuto alla mia bisnonna. Le carte sono ingiallite e consumate ma le figure, seppur scolorite, conservano il loro fascino grottesco e seducente.

Una mia amica un giorno è venuta a casa e ha visto i tarocchi.
“Posso leggerti le carte?” Mi ha chiesto
“Sei capace? Io no”.
“Ci provo, faccio come Maga Maghella!”

Così ha mescolato il mazzo, ha messo delle carte coperte sul tavolo e ne ho scelta una. Prima di girarla mi ha detto di formulare una domanda. Ci ho pensato un po’ e poi ho chiesto:
“Che succede se non sono sempre sincera?”

La mia amica ha sollevato e rivelato il tarocco che avevo scelto. Ridacchiando poi ha esclamato:
Il Presidente del Consiglio!”
“E che vuol dire?” Ho sgranato gli occhi.
“Le bugie accorciano le gambe ma accrescono il potere!”

La carta era pressappoco così:


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Senza critica

da Fierabras, in Articoli e Riflessioni | 17 Agosto 2008 @ 10:55 | nessun commento

Uno spettro si aggira per le strade italiane: Dante la chiamava ignavia, e riservava per coloro che ne erano soggetti le pene più dolorose del suo Inferno. Più modernamente, definiamo come qualunquismo la malattia sociale, tipicamente italiana specie di questi tempi, che consiste nel subire con rassegnazione qualsiasi cosa ci tocchi, che sia una riforma delle pensioni, dei militari per le strade, una crisi sociale che non sembra avere vie d’uscita.

Al qualunquismo nulla sfugge: è ciò che se sei all’università e scopri che l’anno prossimo probabilmente verranno sospese le lezioni a causa del taglio dei fondi del governo, non ti fa incazzare come una iena e dire che ci si deve ribellare, ma ti fa dire “e ora io come faccio a fare gli esami a settembre se sospendono le lezioni?? Università di m***a!!”.

E’ ciò che ti fa pensare, se senti al telegiornale che hanno violentato una donna rumena incinta di 4 mesi, che per fortuna non era italiana.

E’ ciò che ti fa pensare che se continuano a ripeterti che c’è un complotto di giudici comunisti che vogliono sovvertire lo stato democratico accusando povere persone oneste che hanno solo alle spalle condanne per associazione mafie o eversione nera, qualcosa di vero ci deve essere e bisogna dare a queste persone più potere.

Tutto questo può avere vari nomi: razzismo, non pensiero, disinteresse. Certo, molte di queste cose fanno parte di cambiamenti subiti più che voluti. Ma cambia davvero la sostanza? Davvero tutta questa nube grigio-scura, che prende il nome di qualunquismo, è un qualcosa troppo grosso e involontario per essere affrontato?

Mi pare una risposta un po’ qualunquista.


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Ero appena uscita da una lunga lezione mattutina, passata con il sedere a terra vicino alla cattedra, nel caldo soffocante che può esserci in un’aula affollata da 200 persone compresse come le mucche che vengono portate nei camion dall’Argentina.
Dopo aver attraversato il cortile per uscire dall’uni, mi ero comodamente sistemata su una panchina del parco li vicino per leggere e sgranocchiare qualcosa in attesa del Koteko.

Nonostante gli sguardi malevoli “GuardaCheMaleducatiQuestiGiovaniD’Oggi” delle vecchie, mi ero sdraiata a metà, con i piedi sulla panchina e leggevo e mangiavo, tutta concentrata e presa dalla lettura.
Mi beavo godendo della meritata pausa, cercando anche di catturare qualche raggio di sole per abbronzare le guance, quando qualcuno si è frapposto tra me e il sole, facendo ombra sul mio libro e sul mio viso.

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