Il Fanboysmo del Popolo Informatico

da koteko, in Articoli e Riflessioni | 5 Settembre 2008 @ 03:25 | un commento

Si parla spesso nella BlogSfera di Software Libero e proprietario, in termini tecnici, filosofici o di puro confronto con altre realtà.

Il confronto può essere civile e pacato, oppure sfociare in un flame, il cui casus belli si chiama quasi sempre Microsoft.

Vi sono discussioni più o meno interessanti, che spesso sfociano in sterili dibattiti guidati dai pregiudizi, dall’ignoranza e dal fanboysmo sfrenato. Questa è una caratteristica tutta umana, peraltro comunissima in ogni aspetto della nostra epoca: lo sport, la politica, l’arte, la religione, il lavoro, lo studio.

E’ interessante quando, da una parte e dall’altra, si argomentano le proprie tesi. Ciò offre spunti notevoli ai partecipanti (o spettatori) della discussione per costruirsi un proprio pensiero critico.

Troppo spesso ci facciamo condizionare da fattori che influenzano la nostra opinione senza averci ragionato su, e restiamo ancorati al nostro punto di vista facendo muro contro le posizioni diverse dalle nostre.

Il Fanboysmo non è un male di per sé, può nascere da un principio, da un’ideale, da una lunga e felice quotidianità. L’accezione negativa riguarda, a mio parere, coloro che con urla e spintonate digitali (e non), insultano l’altro e rivendicano la propria ragione.

Tutto questo può sembrare naturale, di routine ormai, mentre in realtà è estremamente controproducente se si sta cercando di costruire qualcosa, di fare la propria piccola parte in un progetto in cui si crede.

Sarebbe bello leggere una quantità maggiore di critiche costruttive dall’una e dall’altra parte, argomentate portando prove (screenshot, documenti, link, video) e senza sfociare in inutili episodi di celodurismo e di celopiulunghismo.

Io penso che chi ha a cuore la causa del Software Libero debba essere il primo a chiedersi, prima di parlare, se davvero saprebbe provare che ciò che difende strenuamente è effettivamente migliore delle controparti closed.

O se il Free Software può portare veramente a un miglioramento dell’Informatica, della concorrenza tra aziende, dell’efficienza dei prodotti che l’utente utilizzerà.

Troppi, purtroppo, parlano senza sapere. Ciò comporta il prosperare dei luoghi comuni, dell’incertezza, dello spreco di risorse in inutili e sterili discussioni.

Compito del Fanboy consapevole dovrebbe essere quello di saper smontare efficacemente un luogo comune grazie alle proprie conoscenze, non quello di trollare o peggio: ingannare volontariamente, per avere ragione o zittire e umiliare l’altro.

O per avere un ritorno di qualche tipo: per quello ci sono già i commerciali Microsoft.


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La Cisco System ha confermato di aver stipulato un accordo per rilevare PostPath, l’alternativa open source a Microsoft Exchange.

L’acquisto è costato 215 milioni di dollari e si inserisce nella strategia, annunciata a inizio mese da Cisco, di inglobare progetti che sul mercato occupano una posizione esterna rispetto al business attuale dell’azienda.

PostPath è il software ideale per rispondere alle intenzioni di Cisco di estendere le funzionalità della sua piattaforma collaborativa WebEx, basata sul modello Saas, software-come-servizio, che comprende già instant messaging, videoconferenze, gestione di dati e documenti e applicazioni Web 2.0.

PostPath è basato su software open source tra cui Gnu/Linux (kernel 2.6), Postfix e Samba e andrà ad integrare le funzionalità calendario ed email di WebEx.

Gli sviluppatori hanno dovuto fare reverse engineering dei protocolli Active Directory e MAPI della Microsoft. Protocolli che sono stati aperti in seguito da Redmond su decisione della Commissione Europea, la cui azione favorisce adesso la nascita di nuovi progetti alternativi a PostPath, come OpenChange.

Microsoft Exchange ha attualmente il 65% di share, tuttavia l’acquisto di PostPath da parte di un gigante come Cisco non avrà fatto di certo sorridere Ballmer.

Noi siamo sempre felici quando la concorrenza aumenta, soprattutto quando a beneficiarne sono gli utenti, dal punto di vista della qualità, dell’interoperabilità e del costo del prodotto.


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Molto spesso sul forum di ubuntu-it.org giovani pinguini scrivono topic come “Imparare a programmare” e simili.

La sezione Programmazione ne è ovviamente piena, ed è una cosa bella: mi auguro sempre che su dieci che vogliono iniziare, uno si metta a scrivere software libero.

Girando sul web, ho visto che questa tendenza c’è in qualsiasi community un po’ geek, come c’era su IRC quando bazzicavo anni fa i canali riguardanti Linux e le distribuzioni che usavo, e su qualsiasi forum con ragazzi che si avvicinano all’informatica oltre i videogiochi e l’uso da utente.

Indubbiamente è un argomento che attira molto, ma ci sono una serie di problematiche per chi inizia che spesso decretano il fallimento del tentativo e la successiva rinuncia:

  • Troppe risposte diverse. I consigli degli esperti spaziano dall’Assembler al F#.
  • Incapacità di chi aiuta di comprendere almeno un minimo la psicologia di chi scrive.
    Si assume che sia un geek qualcuno che ha appena installato Ubuntu e ha chiesto aiuto già tre volte per trovare il Solitario, e si consiglia il Logo a chi sta già provando a fare danni con la shell bash.
  • Sovraffollamento di documentazione. Già è difficile per chi inizia scegliere tra dieci manuali diversi, ma se gli esperti ne consigliano ciascuno uno diverso…ci siamo capiti :)
  • Difficoltà per il principiante di essere immediatamente operativo, con alcuni linguaggi e se i consigli non sono adeguati alla sua conoscenza del sistema.

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Non molto tempo fa ho letto di questo progetto appena iniziato, il Progetto Borges, che si propone si scrivere in ruby (quindi multipiattaforma) un gestionale libero per biblioteche.

Io ammiro chi si sforza di scrivere killer application libere che possano far migrare, in futuro, ambienti anche di nicchia al software libero. Purché diventino alternative valide, ovviamente.

Per questo c’è bisogno di sviluppatori. Aiuterei volentieri anche io, ma non conosco il ruby e quel poco che vedo non mi piace particolarmente. Se qualcuno lo conosce può dare una mano, credo che in questo momento abbiano bisogno soprattutto di codice, le idee sembra le abbiano chiare.

Ciò che mi è sempre piaciuto del Software Libero inteso come movimento culturale e sociale, è che ognuno può fare e fa la sua parte. Io scrivo sul blog, e qualcuno leggerà, qualcuno forse si unirà al progetto.

Loro intanto, come tanti altri nel mondo, scrivono codice facendo la loro parte. Magari, un giorno, qualcuno lo tradurrà in più lingue, o riuscirà a farlo installare in qualche biblioteca.

Spero che esista sempre questa spinta dal basso a creare, modificare, condividere, senza preoccuparsi del fatto di venire ripagati in denaro, ma sperando solamente di fare qualcosa di utile e di costruttivo, libero e utilizzabile da tutti.


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Jamendo, musica libera e gratuita

da koteko, in Musica, Film e Libri | 17 Agosto 2008 @ 09:53 | 3 commenti

Le libertà digitali sono un al centro di una battaglia quotidiana che vede contrapposti governi, major, autori un poco ottusi ( si, sono di parte :) ) e persone che chiedono solo di poter fruire, dopo aver pagato il proprio prodotto, della libertà di utilizzarlo come meglio credono.

E’ un discorso spinoso che tocca le coscienze e le tasche di molte persone, gruppi e lobby, e che non sarà di facile risoluzione, né nel breve né nel medio periodo.

Ma intanto qualcuno sperimenta nuovi tipi di business e di condivisione del prodotto del proprio ingegno.

Nell’informatica ormai spopola il software libero, ma anche tentativi di hardware libero (Neo Frerunner, gle-mips).

Per i testi, già da molto tempo possiamo trovare doc, howto, tutorial o veri e propri libri con licenza free, generalmente la LGPL ma anche le personalizzabili Creative Commons, sotto una delle quali è licenziato anche questo blog.

Per il video, qualcosa si muove: dopo Elephant’s Dream ora c’è Big Buck Bunny :)

Per la musica invece sta accadendo qualcosa di spettacolare.

Musica libera e gratuita..sogno o son desto?

Parlo di Jamendo, un social network dove chiunque si può registrare come artista per creare un proprio spazio graficamente integrato, da dove far scaricare i propri album esclusivamente con licenza che permetta la free distribution (ad esempio una CC), o come utente per votare, commentare, recensire o aggiungere ai propri preferiti i gruppi e le canzoni che preferiamo.

Le canzoni possono essere sia ascoltate in streaming che scaricate, tramite un player integrato.

Dietro Jamendo c’è un’azienda che ha fatto le cose veramente in grande: tramite paypal è possibile fare donazioni agli autori che preferiamo, così da creare un sistema di pay-if-you-want tanto comune nel mondo open source, ad esempio.

Ha ovviamente delle pubblicità, ma sono annunci AdSense assolutamente non invasivi. Vi è inoltre la possibilità per un’azienda di prenotarsi lo spazio pubblicitario a partire da un CPM di 5€.

La veste grafica è molto curata, così come anche la navigazione in stile Web 2.0.

E molti album sono davvero di qualità. Per un orecchio normale come il mio, almeno :)

Conclusioni

Trovo un’idea fantastica quella di unire in un unico social network tantissime band di generi musicali diversissimi, per fortuna accessibili anche grazie a una Tag Cloud a dir poco necessaria, ormai, con 11167 album pubblicati ad oggi.

Ed è interessante anche l’utilizzo di un sistema integrato di donazioni, che funziona in fondo come anche quello di molti blog (il classico offrimi una birra/caffè), può permettere a piccole band emergenti, ma fortemente webizzate e con un po’ di capacità di marketing, di fare anche qualche soldo oltre che farsi conoscere.

Da parte mia, continuerò ad ascoltare la musica di Jamendo, facendo piccole donazioni agli artisti che più ho apprezzato e scrivendo, ogni volta che posso, un commento/recensione per essere d’aiuto.

Conclusioni 2. Si, non ho mai amato i P.S.

Se avete qualche band Jamendiana da consigliarmi…fate pure! Ascolto generi molto diversi, e in generale non sono schizzinoso alle novità ;)

Se volete scriveteli sul vostro blog con un link a questo articolo, così li vedrò dai trackback.


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Recentemente ho messo una canzone come suoneria del telefonino.

Piccolo problema: era troppo lunga! Così, ho installato Audacity

sudo aptitude install audacity

e l’ho avviato

Ho poi importato il file da File/Import/Audio

E ho selezionato solo la parte che mi interessava (potete sentirla, dopo averla selezionata, cliccando sul triangolo verde del play).

Selezionata perfettamente la parte che volevo, l’ho poi esportata (File/Export Selection) scegliendo come tipo di file l’MP3 (ma ve ne sono altri!).

Fatto! (Non vi ricorda qualcuno? =P )

E’ molto facile, ma in caso di problemi postate pure qui ;)


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BaoBar il locale Open Source - Foto

da phantom, in Noi e la Terra | 7 Agosto 2008 @ 11:48 | un commento

A grande richiesta ecco le foto del Bao;Bar, il locale Open Source a Roma, di cui abbiamo già parlato.


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BaoBar il locale Open Source a Roma

da koteko, in Noi e la Terra | 5 Agosto 2008 @ 10:55 | 20 commenti

Uscendo la sera, a Roma, avete mai pensato

Vorrei proprio una buona birra..

e, mentre lo pensavate, vi siete resi conto che avreste gradito anche poter aggiornare il vostro blog, o visitare un sito, o farvi qualche risata con gli amici davanti a un video di YouTube?

A me è capitato. Succede quando nel proprio gruppo ci sono varie persone mediamente informatizzate.

Quando in mezzo alla settimana non si hanno molti soldi da spendere ma si vuole uscire lo stesso, stare con gli amici, farsi una bella, sana birra.

Quando, magari, si è anche un po’ nerd.

Beh, per i romani finalmente questa è realtà, da qualche anno ormai.

A Colli Aniene, quartiere della periferia di Roma, c’è il Bao;Bar.

Si può bere dell’ottima birra, la Menabrea italiana, o la Franziskaner Weiss, o la Ceres Strong Ale, a prezzi abbordabili.

I cocktail sono fatti bene, da mani esperte. Per chi ama prendersi un tè con i pasticcini…c’è anche quello.

E non solo tè, ma anche infusi di vario tipo, vini, preparazione di cibarie sane (chi ha pensato bruschetta con prosciutto?).

Ma ciò che è più straordinario di questo Bar, è che vi sono quattro postazioni computer, connesse in rete con Fastweb, da cui poter accedere gratuitamente a internet, senza blocchi o censure di sorta.

E tutte e quattro le postazioni sono GNU/Linux Powered!

Appena entrati, si capisce subito che il Pinguino è nel cuore dei proprietari. E’ unico nel suo genere, e per quanto il locale sia relativamente piccolo, ci sono molti tavoli e si sta bene dentro, con l’aria condizionata, la musica di sottofondo, e i video rigorosamente open source (come Elephant’s Dream, ad esempio) proiettati in grande sul muro.

Vi è inoltre una libreria, che chiamano Bao;lib, in cui ci sono molti testi legati al mondo open source, alla programmazione, all’intelligenza artificiale, alla cultura hacker.

Spero di avervi incuriosito, per mia fortuna ci abito vicino, ma consiglio a tutti i romani interessati di fargli visita, un giorno, per poter vedere come con il Software Libero anche le vie di business sono infinite.

Qui trovate le indicazioni per arrivare al Bao.

Fatemi sapere se ci andate, e lasciatemi un messaggio per dirmi come vi è sembrato!

Il messaggio lasciatemelo direttamente dal Bao, ovviamente ;)


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Quando, ormai molti anni fa, mi abbonai a Fastweb, il primo problema fu: come installo il mulo?

eMule, il celebre programma di file sharing, esiste anche in versione multipiattaforma: aMule.

Il buon team di AdunanzA rilascia da sempre patch per eMule e aMule, così che venendo da Windows, Mac Os X o GNU/Linux (o *BSD) si possa sempre sfruttare appieno la banda offerta da Fastweb (che fino a pochi anni fa, ahimé, era veramente di alta qualità rispetto agli altri).

Purtroppo per aMule e aMule AdunanzA il problema da sempre è il tempo di rilascio delle nuove release, che ci costringono ad installare versioni CVS (peraltro spesso molto stabili).

Vediamo come installare aMule AdunanzA CVS su Ubuntu 8.04, abilitando un repository sicuro, e come configurarlo poi a dovere.

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Pinguini di tutta Italia…aggregatevi!

da koteko, in La BlogSfera | 31 Luglio 2008 @ 23:13 | 4 commenti

Di aggregatori di feed ve ne sono molti, per tutti i gusti, ma negli ultimi mesi necessitavo di aggregatori puri (quindi niente segnalazione notizie e aggregamento passivo dai feed iscritti) riguardanti esclusivamente il mondo Open Source e il sistema del Pinguino :)

Ne ho trovati quattro, di cui tre ottimi e uno…beh, probabilmente i primi tre sono abbastanza, per ora, perché dopo poco ha chiuso.

Questo è (era) I Love my Tux, inutile cercarlo perché l’autore ha cancellato l’account (era su netsons), ma ho voluto comunque citarlo perché mi piace chi nonostante tutto ci prova.

Passiamo ora agli aggregatori ancora vivi e vegeti, nel panorama pinguinesco italiano.

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