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	<title>MindShake &#187; libri</title>
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	<description>cosa ci frulla nella testa</description>
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		<title>Anobii, il Social Network intelligente</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 18:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli ultimi quattro-cinque anni sono stati caratterizzati da un aumento spropositato dei cosiddetti social network, piattaforme web per lo scambio di&#8230;di che? Fondamentalmente di chiacchiere. Chiacchiere scritte, citate, lanciate a mandrie di amici in collegamento nei più svariati modi. In tutto questo ovviamente c&#8217;è chi ci fa soldi, chi li usa per coordinare le proprie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ultimi quattro-cinque anni sono stati caratterizzati da un aumento spropositato dei cosiddetti <em>social network</em>, <strong>piattaforme web per lo scambio di&#8230;di che?</strong></p>
<p><strong>Fondamentalmente di chiacchiere.</strong> Chiacchiere scritte, citate, lanciate a mandrie di amici in collegamento nei più svariati modi.</p>
<p>In tutto questo ovviamente c&#8217;è chi ci fa soldi, chi li usa per coordinare le proprie attività lavorative, chi per tenersi in contatto con amici e parenti (o, come la cronaca insegna,<strong> ritrovarli dopo averli perduti per anni</strong>). Ci sono anche professori che li usano per tenersi in contatto con i propri studenti, che è una cosa nobilissima e <strong>una rivoluzione rispetto al passato</strong>.</p>
<p>Personalmente io ci sto alla larga, per la mia tendenza a perdere tempo. Facebook e/o twitter distruggerebbero sicuramente la mia produttività duramente guadagnata negli ultimi anni.</p>
<p>C&#8217;è da dire tuttavia che vi sono anche social network non puramente ludici o <em>da chiacchiera</em>, e questo è il caso di <a href="http://www.anobii.com" target="_blank"><strong>Anobii</strong></a>.</p>
<p><strong>Anobii è un social network nel quale</strong> invece di condividere chiacchiere, pettegolezzi, amori adolescenziali o discussioni politiche&#8230;<strong>si condividono libri.</strong></p>
<p>Puoi creare la tua libreria, aggiungendo in modo semplice i libri ancora non iniziati, quelli letti e quelli in lettura, scrivere una recensione, leggere quelle degli altri, comprare o mettere in vendita un proprio libro, tenere traccia dei prestiti e un po&#8217; di altre cose.</p>
<p><strong>Ho trovato utilissimo il sistema di compatibilità gusti con gli altri utenti e l&#8217;adorabile Lista dei Desideri</strong>, che popolo continuamente di nuovi libri quando, di tanto in tanto, vado in esplorazione nello sterminato archivio di Anobii.</p>
<p>Insomma un sistema <em>social</em> per sapere<strong> se un dato libro è come ce lo aspettiamo</strong>, se vi sono libri simili, se qualcuno ce lo vende a metà prezzo..</p>
<p>Parlavo prima di un sistema di compatibilità dei gusti. In pratica ogni volta che visualizzate la libreria di qualcuno, comparirà in alto a sinistra una stima (basata sul confronto delle vostre librerie) <strong>della vostra vicinanza in termini di gusti letterari. </strong></p>
<p>Persone con gusti molto simili ai vostri hanno un&#8217;altra probabilità di potervi essere utili: <strong>magari hanno un libro che voi non avreste mai visto in vita vostra</strong>, e guardare la loro libreria può essere una risorsa inestimabile per gli assetati di letture.</p>
<p>Quelli che vi piacciono di più potrete inserirli come Amici o come Vicini, cosa che vi permetterà di <strong>tener traccia di qualsiasi modifica facciano alla loro libreria.</strong></p>
<p>Insomma, consiglio a tutti gli amanti della lettura di iscriversi e inserire i propri libri (magari un po&#8217; per volta :P ). <strong>Anobii è una risorsa che si sta rivelando, per me, veramente molto utile.</strong></p>
<p>Per chi fosse interessato, <a href="http://www.anobii.com/koteko/books" target="_blank">questa è la mia libreria.</a> Non ho ancora inserito tutto, ho letto veramente molti libri negli ultimi anni :)</p>
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		<title>Arion Days &#8211; 25% di sconto su tutti i libri!</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 16:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come tutti gli anni (più volte all&#8217;anno) è tempo di sconti in libreria! Oggi, domani e dopodomani in ogni libreria del gruppo Arion avrete il 25% di sconto su ogni libro, che è veramente un&#8217;offerta ghiotta a cui non si può rinunciare (io, almeno, non ci rinuncio mai). Vi rimando al sito delle librerie Arion [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come tutti gli anni (più volte all&#8217;anno) è tempo di sconti in libreria!</p>
<p>Oggi, domani e dopodomani in ogni libreria del gruppo Arion avrete il <strong>25% di sconto su ogni libro</strong>, che è veramente un&#8217;offerta ghiotta a cui non si può rinunciare (io, almeno, non ci rinuncio mai).</p>
<p>Vi rimando al sito delle librerie Arion per trovare quella più vicina a casa vostra..ovviamente, solo per i <em>fortunati</em> che abitano a Roma :)</p>
<p><a href="http://www.libreriearion.it"><strong>http://www.libreriearion.it</strong></a></p>
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		<title>Lezioni su &#8220;L&#8217;ultimo dei Mohicani&#8221; di Cooper &#8211; 6</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 09:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Trascrizione non ufficiale di una lezione di letteratura angloamericana Queste differenze sono presentate come insormontabili perché hanno a che fare con il sangue e non si possono cambiare. Nel mezzo tra indiani e bianchi ci sono delle figure problematiche, come Occhio di Falco, che ripete sempre di essere bianco. Si pone una questione importante: che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Trascrizione non ufficiale di una lezione di letteratura angloamericana<br />
 </em></p>
<p>Queste differenze sono presentate come insormontabili perché hanno a che fare con il sangue e non si possono cambiare. Nel mezzo tra indiani e bianchi ci sono delle figure problematiche, come Occhio di Falco, che ripete sempre di essere bianco. Si pone una questione importante: <strong>che tipo di collocamento ha? E&#8217; un eroe con dei limiti</strong>. Cooper ha in mente dei modelli epici (le epigrafi vengono da capolavori inglesi o da classici dell&#8217;epica), ma <strong>Natty non è un eroe omerico</strong>. E&#8217; necessario a mediare tra la <em>wilderness</em> e la civiltà, ma non è un fondatore di civiltà.</p>
<p>La sua ragione di vita è quella di vivere nella <em>wilderness</em> e si trova in una situazione paradossale perché non ama la civiltà bianca, né il mondo delle convenzioni, etichette. <strong>Gli piace l&#8217;avventura e la vita di frontiera, ma è consapevole che con il tipo di attività che svolge è come l&#8217;uomo che si tira via il tappeto da sotto i piedi.</strong> Nel favorire gli insediamenti della civiltà, favorisce la scomparsa di figure come la sua. Lui ha un senso fintanto che esiste la <em>wilderness</em> e quando un giorno questa scomparirà lui non avrà più ragione d&#8217;essere.</p>
<p>Sarà un personaggio destinato a scomparire, e questo ci fa anche pensare che nella macchina della nostalgia che è il romanzo, <strong>Cooper immagina come oggetto di rimpianto non solo l&#8217;indiano ma anche lo stesso Natty, che è destinato a scomparire</strong>. E&#8217; una figura che storicamente diventerà obsoleta, e in più anche il mondo della frontiera, nella sua bellezza vergine, viene soppiantato dall&#8217;agricoltura. Processo di continuo ammodernamento e nostalgia verso un mondo che va scomparendo.</p>
<p>All&#8217;interno di questa visione il personaggio di riferimento della <em>middle class</em> che non può identificarsi in Natty è Duncan, che nella <em>wilderness</em> è quasi un inetto pur essendo valoroso e coraggioso. <strong>L&#8217;ultimo dei Mohicani</strong> è il secondo libro di un ciclo che, col senno di poi, è stato definito il ciclo di <em>Leather Stocking</em> (uno degli altri nomi di Occhio di Falco).</p>
<p>Il primo romanzo è &#8220;<strong>The Pioneers</strong>&#8221; e parla in realtà di un Natty molto più anziano, come anche Chingachgook è molto diverso. E&#8217; interessante che Cooper prima scrive questo romanzo e poi &#8220;<strong>L&#8217;ultimo dei Mohicani</strong>&#8220;, in cui si inventa un episodio precedente. Il terzo romanzo è &#8220;<strong>La Prateria</strong>&#8221; in cui Natty muore. E sembra che il ciclo sia chiuso. Cooper scrive altri romanzi, viaggia etc., ma le sue altre opere non raggiungono lo stesso successo. Perciò vi torna su e Lawrence dice: Natty è come il mito dell&#8217;America, in America diventi sempre più giovane&#8221;.</p>
<p>Cooper scrive &#8220;<strong>The Pathfinder</strong>&#8221; che racconta un episodio in cui Natty era aitante e forte e poi l&#8217;ultimo romanzo è l&#8217;ultimo della serie, in cui <strong>Natty è molto giovane e ancora non ha ucciso nessuno e il romanzo culmina con la scena in cui lui uccide il suo primo indiano.</strong> Ed è anche l&#8217;unico romanzo in cui c&#8217;è un plot romantico che ovviamente non va a buon fine. Natty ha un solo grande amore: la natura. E una donna sarebbe solo un ingombro.</p>
<p>Il romanzo americano: andare a cercare l&#8217;avventura con un amico maschio, meglio se di un&#8217;altra razza.</p>
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		<title>Lezioni su &#8220;L&#8217;ultimo dei Mohicani&#8221; di Cooper &#8211; 5</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 14:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Trascrizione non ufficiale di una lezione di letteratura angloamericana Le culture non esistono e per definizione sono l&#8217;assemblaggio di stimoli e realtà diverse che si mescolano continuamente. E ovviamente questo è un discorso che Cooper non riesce neanche a vedere perché nel mito del vanishing American c&#8217;era l&#8217;idea che, anche se alcuni indiani sopravvivono, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Trascrizione non ufficiale di una lezione di letteratura angloamericana</em></p>
<p><strong>Le culture non esistono e per definizione sono l&#8217;assemblaggio di stimoli e realtà diverse che si mescolano continuamente. </strong>E ovviamente questo è un discorso che Cooper non riesce neanche a vedere perché nel mito del <em>vanishing American</em> c&#8217;era l&#8217;idea che, anche se alcuni indiani sopravvivono, non sono come gli indiani dell&#8217;epoca. E&#8217; un modo di ragionare che purtroppo abbiamo ancora oggi. <strong>Una delle cose più irritanti per un indiano è sentirsi chiedere se viva come le altre persone o ancora nelle tende</strong>, senza tecnologia, come se noi a Roma dovessimo vestire ancora come i centurioni.</p>
<p>E quindi c&#8217;è l&#8217;idea della cultura come di qualcosa che una volta era puro, quando invece le culture in forma pura non sono mai esistite. Inoltre dalla genetica abbiamo avuto la dimostrazione che le razze non esistono. <strong>Ecco perché quando leggiamo Cooper non possiamo non essere disturbati da alcuni ragionamenti che vengono fatti.</strong> Quando ad esempio Occhio di Falco non manca mai l&#8217;occasione di dire che è un bianco puro anche se ha vissuto tra gli indiani.</p>
<p>E naturalmente ci tiene anche a sottolineare che i suoi compagni indiani sono Mohicani puri. C&#8217;è una insistenza maniacale nel dire chi sono i purosangue, e questa è un&#8217;ossessione europea, che Cooper ha presente perché ribadisce anche le differenze di rango oltre che di razza. Egli dunque prevede una sorta di <em>natural aristocracy</em> dovuta alle doti che la natura distribuisce in modo diseguale. <strong>Che poi questo è un discorso un po&#8217; ambivalente, perché poi si scopre spesso che quelli che hanno più soldi sono anche i più intelligenti</strong>, facendo coincidere il discorso della <em>natural democracy</em> con quello della casta.</p>
<p>Cooper crede che esista un discorso di deferenza: crea un personaggio centrale come quello di Occhio di Falco, ma è consapevole che il suo protagonista è un ignorante, un rozzo. Ha doti naturali importanti, ma dal punto di vista intellettuale ha dei limiti. <strong>Se Cooper vedesse il film del suo romanzo, si stupirebbe per come il personaggio principale è stato cambiato.</strong> Perché lui non ha alcuna attrazione per le donne del romanzo, né è mai contemplata la possibilità di un interesse romantico perché sono le figlie di un colonnello e non sta bene che un rozzo cacciatore faccia la corte a una donna di rango più elevato.</p>
<p>La trama romantica, che non è l&#8217;interesse primario di Cooper, riguarda invece il personaggio di Duncan Heyward, che è un ufficiale e può legittimamente fare la corte a Alice.<strong> Perché Alice e non Cora?</strong> Cora, dal punto di vista di un uomo è più desiderabile perché è più matura e coraggiosa (Alice invece è una bambina) e presenta tratti più sensuali. Cos&#8217;è che la rende così intellettuale? E&#8217; la sua storia personale. Pur essendo la sorella di Alice, ha una madre differente. Lo capiamo perché Alice è bionda con gli occhi azzurri e Cora bruna con occhi neri.</p>
<p>E sin dall&#8217;inizio vediamo la grande differenza tra le due. Nel primo capitolo lei, vedendo Magua, ha un&#8217;espressione di pietà, ammirazione e orrore. <strong>Sono quasi le reazioni verso qualcosa di sublime, che fa paura ma che al tempo stesso attrae.</strong> E perché è la ragazza scura a farlo? Nell&#8217;ideologia razziale di Cooper c&#8217;è affinità tra Magua e Cora perché lei è scura. E l&#8217;interesse ha una sorta di base nel sangue e non è un caso che all&#8217;inizio del secondo capitolo a Core viene data una battuta che dal nostro punto di vista contemporaneo sarebbe quasi politicamente corretta, di tolleranza.</p>
<p>Infatti, mentre Heyward e Alice sono preoccupati di affidarsi a un indiano, Core dice &#8220;<strong>perché non dobbiamo fidarci solo perché ha costumi divrsi e la pelle più scura?</strong>&#8220;. Notiamo quindi che è un po&#8217; suscettibile sull&#8217;argomento, vuol dire che anche lei è un po&#8217; più scura..</p>
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		<title>Lezioni su &#8220;L&#8217;ultimo dei Mohicani&#8221; di Cooper &#8211; 4</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 20:17:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Trascrizione non ufficiale di una lezione di letteratura angloamericana Nonostante queste pecche, la lettura di questi romanzi continua a essere importante perché hanno raccontato l&#8217;America e gli indiani d&#8217;America a tutto il mondo, e anche se l&#8217;hanno fatto con una serie di pregiudizi, di stereotipi, di presupposti ideologici che oggi troviamo erronei, hanno però modellato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Trascrizione non ufficiale di una lezione di letteratura angloamericana<br />
 </em></p>
<p>Nonostante queste pecche, la lettura di questi romanzi continua a essere importante perché <strong>hanno raccontato l&#8217;America e gli indiani d&#8217;America a tutto il mondo</strong>, e anche se l&#8217;hanno fatto con una serie di pregiudizi, di stereotipi, di presupposti ideologici che oggi troviamo erronei, hanno però modellato la fantasia di generazioni di persone. Prende corpo un certo mito dell&#8217;America, che diventa importante per tutta la cultura europea.</p>
<p>Pensiamo a come i <em>punk </em>reinventano la figura del Mohicano, che si esplicita attraverso l&#8217;uso della cresta, che è tipica di queste tribù. Le fantasie dunque restano al di là della loro attendibilità, assumono una loro vitalità. Sono come i mitemi di<strong> Levi Strauss</strong>: dei pezzetti di discorso che si rendono indipendenti,<strong> come se innestati in altri ambienti culturali assumessero una propria vita</strong>, si ibridano e si riproducono in forme nuove.</p>
<p>E&#8217; un quadro di riferimento fondamentale che sta dietro a una serie di variazioni che esistono da 200 anni. Se queste opere meritano di essere studiate è perché certamente fanno parte della nostra cultura, della nostra immaginazione. E anche per gli indiani d&#8217;America sono immagini importanti con cui si devono confrontare e con le quali devono fare i conti.</p>
<p><strong>E&#8217; utile anche per capire come gli scrittori indiani, la cultura indiana e il loro cinema cercano di decostruire certi stereotipi, certe figure che si sono sedimentati nella nostra mente</strong>. L&#8217;ideologia perniciosa che innerva questo romanzo è quella visibile dal titolo stesso: l&#8217;indiano è un oggetto di interesse nella misura in cui è l&#8217;ultimo della sua specie. E&#8217; interessante proprio perché è sul punto di scomparire, perché si tratta di una civiltà al suo ultimo stadio, che possiamo guardare con uno sguardo malinconico, struggente, e come a qualcosa che ormai appartiene al passato.</p>
<p>E&#8217; pernicioso perché è un modo, a livello elementare, per lavarsi la coscienza: li abbiamo sterminati però ora li rimpiangiamo. E tutto è avvenuto per una legge naturale: siamo più forti, siamo culturalmente superiori e perciò destinati a dominare. <strong>Questo è il modo in cui le culture si assolvono dei propri peccati, dimenticano quello che hanno fatto e sembra che le cose accadano perché devono accadere.</strong></p>
<p>Il grande antropologo americano Renato Rosanto ha dato un nome a questa categoria: <strong>nostalgia imperialista</strong>, gli imperialisti si dolgono di quello che loro stessi hanno distrutto. In America appunto esiste il &#8220;mito dell&#8217;americano sul punto di scomparire&#8221; (l&#8217;americano è ovviamente l&#8217;indiano d&#8217;America):<strong> l&#8217;idea che gli indiani erano destinati a scomparire perché la loro cultura e quella europea erano incompatibili.</strong></p>
<p>Nel romanzo l&#8217;ideologia purista delle &#8220;culture incompatibili&#8221; è fondamentale. I bianchi, che sono una razza diversa, rimpiazzano la razza degli indiani e le due razze non possono convivere, ma una deve avere il sopravvento sull&#8217;altra. La versione culturale di tutto questo è che una cultura è una realtà a chiusura stagna e dove si incontra con un&#8217;altra, è destinata a scontrarsi finché una non ha la meglio.<strong> E&#8217; un discorso falso</strong>. E&#8217; uno di quegli argomenti su cui possiamo fare un discorso scientifico.</p>
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		<title>Lezioni su &#8220;L&#8217;ultimo dei Mohicani&#8221; di Cooper &#8211; 3</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 15:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trascrizione non ufficiale di una lezione di letteratura angloamericana Cooper ambienta gli eventi al periodo precedente alla rivoluzione americana, quando Francia e Inghilterra si contendevano i territori del Nord America in una lotta &#8220;futile&#8221; perché nessuna di loro alla fine avrebbe mantenuto quei territori. La guerra si conclude con una sorta di pareggio perché gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Trascrizione non ufficiale di una lezione di letteratura angloamericana<br />
</em></p>
<p>Cooper ambienta gli eventi al periodo precedente alla rivoluzione americana, quando Francia e Inghilterra si contendevano i territori del Nord America in una lotta &#8220;futile&#8221; perché nessuna di loro alla fine avrebbe mantenuto quei territori. La guerra si conclude con una sorta di pareggio perché <strong>gli inglesi mantengono la parte degli odierni USA e i francesi una parte del Canada.</strong> Poi gli inglesi abbandoneranno quei territori dopo la rivoluzione, come pure i francesi faranno con il canada.</p>
<p><strong>Cooper intuisce l&#8217;importanza di scrivere dei romanzi con materiali basati su fatti storici.</strong> Infatti egli sa che il pubblico a cui si rivolge è educato sulla letteratura inglese, che all&#8217;epoca preferiva il romanzo storico, dove accanto a dei personaggi inventati, ci sono figure e fatti veramente esistiti.</p>
<p><strong>Il modello di Cooper è il romanzo storico di Walter Scott, le sue opere si interrogano sulla nascita di una nazione, della cultura nazionale, di come il passato viene a dare forma al presente.</strong> La genialità di Cooper sta nell&#8217;interrogarsi sul passato pre-rivoluzionario dell&#8217;America, e di legarlo a un discorso in cui ha un peso importante la &#8220;materia indiana&#8221;. Quando parliamo di &#8220;materia indiana&#8221; in un romanzo che si intitola &#8220;<strong>The last of the Mohicans</strong>&#8220;, occorre mettere in chiaro alcuni concetti.</p>
<p>Cooper vive nell&#8217;America dei primi dell&#8217;800 dove gli indiani sono ancora molti, ma nello Stato di New York dove si trova lui, che proviene da una famiglia di proprietari terrieri ed <strong>è imparentato tanto con la vecchia aristocrazia di discendenza inglese</strong>, quanto con i rivoluzionari americani, di indiani non ce ne sono molti e già conoscono l&#8217;esperienza amara delle riserve.</p>
<p>Per Cooper gli indiani sono soprattutto dei personaggi che vivono ai margini della società. Questo spiega <strong>il tono nostalgico che lui usa nel romanzo, e pure il titolo che parla di indiani che sono quasi scomparsi.</strong> Si parla di questi popoli come appartenenti a mondi importanti ma scomparsi, che sono un retroterra ma ormai parte di una storia pregressa. Al tempo stesso Cooper non è un antropologo moderno. Oltre alla sua esperienza personale, si basa su altri libri che parlano della storia degli indiani.</p>
<p>Libri scritti da altri bianchi che, ovviamente, <strong>ne danno interpretazioni anche discutibili ai nostri occhi</strong>, frutto di un modo europeo di vedere la storia, e <strong>scritti da storici che ancora non dovevano seguire i vincoli e i criteri che oggi usano i nostri storici</strong> per affrontare la materia (oggettività, veridicità, affidabilità delle fonti&#8230;).</p>
<p>Quello che più preme a Cooper sono gli indiani come figure simboliche di tutto un discorso che lui vuole articolare, non si preoccupa dell&#8217;attendibilità di quello che dice.</p>
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		<title>Lezioni su &#8220;L&#8217;ultimo dei Mohicani&#8221; di Cooper &#8211; 2</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 14:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trascrizione non ufficiale di una lezione di letteratura angloamericana Si giungerà poi ad una enorme dilatazione dei territori conquistati originariamente (le tredici colonie) e quindi al progressivo distaccamento dal mondo europeo che certo resta dal punto di vista culturale un importante punto di riferimento, ma diventa meno pressante. C&#8217;è sempre più l&#8217;idea che la cultura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Trascrizione non ufficiale di una lezione di letteratura angloamericana<br />
</em></p>
<p>Si giungerà poi ad una enorme dilatazione dei territori conquistati originariamente (le tredici colonie) e quindi al <strong>progressivo distaccamento dal mondo europeo</strong> che certo resta dal punto di vista culturale un importante punto di riferimento, ma diventa meno pressante. C&#8217;è sempre più l&#8217;idea che la cultura americana si deve definire in rapporto al luogo specifico nel quale si trova a vivere.</p>
<p>Il territorio quindi deve fornire la base per la costruzione della cultura del futuro che non può continuare a pensare alla vecchia Europa. E&#8217; un processo lento e complicato. <strong>Pensiamo ad esempio al fatto che la letteratura americana della fine del &#8217;700 è ancora improntata su modelli inglesi</strong> e molti scrittori si preoccupano di realizzare la grande epica americana perché sono consapevoli che tutte le grandi civiltà hanno prodotto un grande poema epico (<strong>Grecia -&gt; Omero, Roma -&gt; Virgilio, Inghilterra -&gt; Milton, Italia -&gt; Dante</strong>).</p>
<p>I poemi erano in versi e gli scrittori americani provavano a scriverli, nella maggior parte dei casi con risultati scadenti. Uno dei temi favoriti era la Rivoluzione Americana. Questi testi sono concepiti con la testa in Europa, cioè con l&#8217;idea che il grande poema epico vada scritto in versi. In realtà sappiamo che <strong>nel &#8217;700 la centralità dell&#8217;epica non c&#8217;è più, la forma letteraria preferita è il romanzo.</strong> In America è molto più facile comprare i romanzi degli scrittori europei piuttosto che produrli, in quanto non c&#8217;è una legge sul copyright per cui possono pubblicare edizioni pirata di tutti i romanzi degli scrittori europei senza pagare i diritti, e guadagnare molto perché sono opere già famose.</p>
<p>Questo è molto più conveniente che pubblicare il nuovo romanzo dell&#8217;illustre sconosciuto americano, di successo dubbio (e questo è anche uno dei fattori che inizialmente scoraggia la produzione letteraria in America). <strong>Naturalmente poi la situazione cambia e gli scrittori americani riscuotono successo anche in Inghilterra e poi in Europa</strong> (come <strong>Washington Irving</strong>). La letteratura americana cerca anche di costruire delle storie importando una tradizione del folklore europeo e radicandola negli Stati Uniti (come <em>Rip Van Winkle</em>).</p>
<p><strong>Cooper è con Washington Irving certamente lo scrittore che nei primi decenni del 1800 riesce a ideare delle storie radicate nel tessuto socio-culturale americano e di interesse anche per un pubblico extra-americano.</strong> Cooper riesce addirittura a conquistare un pubblico non di lingua inglese. I romanzi di Cooper sono fra i primi della letteratura americana ad essere tradotti in lingue altre. Ancora oggi &#8220;<strong>L&#8217;ultimo dei Mohicani</strong>&#8221; è il libro americano più conosciuto nel mondo, con una fama che non ha mai conosciuto momenti di crisi.</p>
<p>Anche perché è un testo che si presta facilmente ad altri adattamenti, da quello cinematografico, a quello teatrale, al fumetto, alle versioni per ragazzi. Il protagonista inoltre diventa, come spesso accade ai personaggi che hanno una statura mitologica, quasi indipendente dal testo in cui nasce. <strong>E&#8217; un prototipo al quale seguiranno una serie di declinazioni di figure che avranno molte delle sue caratteristiche.</strong></p>
<p><strong>Tex Willer </strong>ad esempio è un bianco, capo degli indiani Navajo, che sposa una donna indiana che muore quasi subito, ha un figlio (<strong>Kit</strong>) che è un bianco che però<em> knows the indian ways</em>.</p>
<p>L&#8217;archetipo di Cooper è un altro personaggio storico, <strong>Daniel Boone</strong>, un vero esploratore della frontiera, la cui vita viene raccontata da Filson. <strong>Boone insieme ad altre figure leggendarie, tipo David Crockett, oppure Kit Carson, Buffalo Bill, diventerà una figura mitica, un eroe.</strong></p>
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		<title>Lezioni su &#8220;L&#8217;ultimo dei Mohicani&#8221; di Cooper &#8211; 1</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 22:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Trascrizione non ufficiale di una lezione di letteratura angloamericana Nell&#8217;esigenza di storie che trattino dell&#8217;esperienza di persone tra gli indiani, c&#8217;è l&#8217;esigenza anche di conoscere quello che succede sulle nuove frontiere. Frontiera che si sposta sempre più verso l&#8217;ovest. All&#8217;inizio, infatti, la frontiera sta nel New England ma poi piano piano ci si sposta verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Trascrizione non ufficiale di una lezione di letteratura angloamericana<br />
</em></p>
<p>Nell&#8217;esigenza di storie che trattino dell&#8217;esperienza di persone tra gli indiani, c&#8217;è l&#8217;esigenza anche di conoscere quello che succede sulle nuove frontiere.</p>
<p>Frontiera che si sposta sempre più verso l&#8217;ovest. All&#8217;inizio, infatti, la frontiera sta nel New England ma poi piano piano ci si sposta verso le grandi pianure, che costituiranno lo scenario classico del cinema western, che continuerà a riprendere alcuni di questi temi.</p>
<p>Anche ora che il cinema western non è più così centrale nella produzione hollywoodiana, conosciamo, attraverso film di qualche tempo fa, il tema del bianco che si indianizza. Ad esempio, in &#8220;<strong>Balla coi lupi</strong>&#8221; il protagonista va con i <em>Lakota</em> <strong>per poter vivere l&#8217;eccitante esperienza della frontiera prima che questa scomparisse.</strong></p>
<p>Infatti, uno dei tanti temi ricorrenti è quello di <strong>Mary Rowlandson</strong>, rielaborato frattanto che la cultura è cambiata e che ha assorbito elementi dalla tipica sensibilità romantica, che guarda alla natura in modo diverso, come a qualcosa con cui si può avere un rapporto o addirittura ci si può fondere.</p>
<p>Viene richiamata quindi la categoria del sublime: le foreste ad esempio sono una delle figure del sublime, e il terrore che la natura può suscitare, fa parte della sua bellezza. <strong>Quello che da un lato sembra terrorizzare, dall&#8217;altro è anche particolarmente attraente.</strong></p>
<p>C&#8217;è un tipo di rapporto con l&#8217;idea di confine, con l&#8217;idea di frontiera, che è mutato <strong>rispetto a quello che poteva avere Mary Rowlandson, che tende a vedere soltanto l&#8217;aspetto duro e terrorizzante.</strong></p>
<p>In America il nuovo sguardo alla natura attecchisce in modo particolare. E&#8217; vero che in Europa all&#8217;epoca la rivoluzione industriale stava muovendo i primi passi, ma i grandi spazi selvaggi erano drasticamente diminuiti, tant&#8217;è che <strong>quando i poeti devono immaginare delle figure del sublime nella natura selvaggia, pensano ad esempio alle montagne, alle vallate nascoste</strong>, a quei punti del mondo naturale che non sono ancora stati alterati dalla mano dell&#8217;uomo.</p>
<p>In America c&#8217;è un&#8217;abbondanza di territori che ancora non hanno conosciuto la mano dell&#8217;uomo nel senso che il paesaggio, il <em>landscape</em>, non è stato cambiato. Ci sono certo degli insediamenti indigeni, ma questi sono sparsi su un territorio molto vasto e nella maggior parte dei casi non comportano drastiche trasformazioni del paesaggio, <strong>molto spesso si tratta di culture nomadi che non praticano l&#8217;agricoltura.</strong></p>
<p>Perciò questi popoli non hanno il rapporto che invece hanno gli europei con la terra. Ricordiamo che coltura e cultura hanno la stessa radice proprio perché si da per scontato che la cultura nasce nel momento in cui c&#8217;è l&#8217;agricoltura, cioè c&#8217;è il rapporto stabile con il territorio, stanziale.</p>
<p>Agli occhi degli europei questa distesa sterminata è tutta <em>virgin land</em>. Dalla fine del &#8217;700 questi europei diventeranno pienamente americani, smettono di guardare ossessivamente solo ad est, alla prospettiva e al rapporto col mondo da cui provengono, e<strong> guardano ad ovest, cioè al mondo del futuro, al mondo che li attende.</strong></p>
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		<title>Creata una biblioteca virtuale di manoscritti medievali</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 21:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi dieci anni, tra i 5000 e i 1000 manoscritti rari e preziosi di epoca medievale sono stati scannerizzati e salvati in formati che potrebbero essere consultati online dagli studiosi&#8230;se solo sapessero della loro esistenza! Così dice Matthew Fisher, ricercatore di Inglese alla University of California, Los Angeles: Cercando [su Google, NdR] manoscritti medievali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi dieci anni, tra i 5000 e i 1000 manoscritti rari e preziosi di epoca medievale sono stati scannerizzati e salvati in formati che potrebbero essere consultati online dagli studiosi&#8230;<strong>se solo sapessero della loro esistenza!</strong></p>
<p>Così dice <strong>Matthew Fisher</strong>, ricercatore di Inglese alla <strong>University of California, Los Angeles</strong>:</p>
<blockquote><p>Cercando [su Google, <em>NdR</em>] manoscritti medievali si ottengono milioni di risultati, la maggior parte dei quali non hanno niente a che fare con i manoscritti, e quando lo hanno, <strong>di solito mostrano solo immagini di una singola pagina</strong> invece che l&#8217;intero libro.</p>
</blockquote>
<p>Fino a poco tempo fa, questi documenti di valore inestimabile, finalmente trasformati in un formato accessibile da chiunque, <strong>non erano stati però &#8220;pubblicizzati&#8221;</strong>:</p>
<blockquote><p>Poiché trovare questi grandi progetti è così difficile, essi sono<strong> funzionalmente invisibili.</strong></p>
</blockquote>
<p>Due anni fa Fisher, con l&#8217;aiuto di due studenti laureati in inglese, un informatico dell&#8217;<em>UCLA&#8217;s Center for Digital Humanities</em> e <strong>Christopher Baswell</strong>, un<em> former professor</em> di Inglese, ha deciso di raccogliere link a ogni manoscritto (risalente dal periodo tra l&#8217;ottavo e il quindicesimo secolo) che sia stato completamente digitalizzato da <strong>biblioteche archivi, istituti o privati di qualsiasi parte del mondo.</strong></p>
<p>Da Dicembre 2008, l&#8217;<strong>UCLA-based Catalogue of Digitized Medieval Manuscripts</strong> linka a quasi 1000 manoscritti di 193 autori in 20 lingue, da 50 biblioteche sparse in tutto il mondo, permettendo agli utenti di spaziare dall&#8217;Inghilterra, alla Francia, alla Svizzera, agli Stati Uniti, per nominare solo alcune delle località in cui si trovano gli archivi, con un solo click del mouse.</p>
<p>I pezzi forti degli archivi virtuali comprendono:</p>
<ul>
<li>La più grande collezione esistente delle opere di <strong>Christine de Pizan</strong>, una delle prime donne in Europa a guadagnarsi da vivere con il lavoro di scrittice.</li>
<li><strong>Una copia irlandese del Vangelo di Giovanni</strong>, rilegato in avorio e offerto in dono a Carlo Magno intorno all&#8217;800.</li>
<li><strong>Il manoscritto Junius</strong>, uno degli unici quattro principali manoscritti che conservano la poesia in <em>Old English</em>.</li>
</ul>
<p>Nelle sue prime tre settimane di attività il sito ha ricevuto <strong>quasi 5000 visite da molti Stati</strong> (tra cui l&#8217;Italia), sia da parte di bibliotecari, che di ricercatori, ma anche di appassionati.</p>
<p>Importanti sono le motivazioni che hanno portato Fisher e i suoi collaboratori ad avviare questo progetto:</p>
<blockquote><p>Il prezzo d&#8217;ingresso non deve essere un biglietto d&#8217;aereo per una libreria in Europa o in Australia. <strong>Questi documenti sono parte del patrimonio culturale del mondo</strong>. Chiunque dovrebbe potervi accedere.</p>
</blockquote>
<p>Fisher ora spera di ricevere altri fondi, esterni alla sua Università, così da poter velocizzare il processo di indicizzazione e coinvolgere quanti più enti possibile.</p>
<blockquote><p>Non rimpiazzeremo mai il piacere di sedersi con un libro vecchio di 800 anni, ma porteremo la bellezza di questi manoscritti a persone che altrimenti non ne avrebbero mai potuto fare esperienza.</p>
</blockquote>
<p><a href="http://manuscripts.cmrs.ucla.edu/" target="_blank">Il link al catalogo online è questo.</a></p>
<p>Complimenti a Fisher e al suo gruppo!</p>
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		<title>I paradossi del commercio globale</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 08:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fierabras</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e Politica]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa verso metà agosto mi sono collegato ad Amazon, desideroso di vedere se riuscivo a trovare un libro spagnolo praticamente introvabile nelle librerie nostrane: qualche ricerca rapida, ed eccolo qui. Sfoglio i venditori, e trovo subito quello che lo vende al prezzo più ragionevole, così chiudo la compravendita e comincia l&#8217;attesa. Passano giorni e giorni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Circa verso metà agosto mi sono collegato ad <strong>Amazon</strong>, desideroso di vedere se riuscivo a trovare un <strong>libro spagnolo</strong> praticamente introvabile nelle librerie nostrane: qualche ricerca rapida, ed eccolo qui. Sfoglio i venditori, e trovo subito quello che lo vende al <strong>prezzo più ragionevole</strong>, così chiudo la compravendita e comincia l&#8217;attesa.</p>
<p>Passano giorni e giorni, e ancora nulla. Mi dico &#8220;sarà che i corrieri internazionali ci mettono tanto sempre&#8221;, ma nella mia ingenuità continuo a domandarmi come faccia un libro <strong>stampato in Spagna</strong>, quindi relativamente vicino, a metterci così tanto per giungere a destinazione.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1052" title="auckland" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/08/auckland-400x268.jpg" alt="" width="400" height="268" /></p>
<p>Passano <strong>due settimane</strong>, e finalmente il postino suona al citofono. Tutto contento scendo, prendo il pacco, salgo a casa ma mentre sto per scartarlo noto un particolare: il pacco giunge da <strong>Auckland, Nuova Zelanda</strong>.</p>
<p>&#8220;Un libro stampato a Barcellona me l&#8217;hanno fatto venire <strong>dall&#8217;altra parte del mondo</strong>??&#8221;, mi chiedo, ma non è così difficile spiegarsi il perché, dopotutto.</p>
<p>Io ho richiesto quello che <strong>costava meno</strong> nella lista, e Amazon me lo ha fornito, indipendentemente da dove fosse situato. Il che significa che oltre alla decina di dollari che è costato il libro, bisogna aggiungerci il <strong>costo in termini di carburante e ambiente</strong> (salato quindi, data la distanza), aggiuntosi al momento dell&#8217;imbarco del libro &#8220;meno caro&#8221; dal suo magazzino, situato in Nuova Zelanda.</p>
<p>Probabilmente se ci fosse stata più trasparenza riguardo la <strong>reale</strong> provenienza del libro, non lo avrei mai preso. Ma giustamente Amazon (dome tutte le altre compagnie di vendita on line) <strong>si adatta alla mentalità dell&#8217;uomo comune</strong>, a cui non importa nulla se per spendere <strong>3 dollari in meno</strong> si fa venire il libro dall&#8217;altra parte del mondo e si dilapidano risorse ambientali ed energetiche in modo assolutamente inutile, e dunque non fornisce un&#8217;informazione di fatto non interessante per l&#8217;utente medio.</p>
<p><em>E&#8217; il business, bellezza</em>.</p>
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