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	<title>MindShake &#187; italia</title>
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	<description>cosa ci frulla nella testa</description>
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		<title>Dov&#8217;è finita l&#8217;opinione pubblica?</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 21:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi è sempre stato difficile capire come in Italia possa succedere di tutto e di più senza che nessuno si stupisca mai. In Svizzera, discutendone, spesso si finisce col commentare (e spero di non offendere nessuno con questo, ambasciator non porta pena) &#8220;Ormai, è l&#8217;Italia&#8220;. Che ci vuoi fare? Quanto a me, potrà anche essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è sempre stato difficile capire come in Italia possa succedere di tutto e di più senza che nessuno si stupisca mai. <strong>In Svizzera, discutendone, spesso si finisce col commentare</strong> (e spero di non offendere nessuno con questo, ambasciator non porta pena) &#8220;<strong>Ormai, è l&#8217;Italia</strong>&#8220;. Che ci vuoi fare?<br />
Quanto a me, potrà anche essere l&#8217;Italia ma questa cosa non l&#8217;ho proprio mai capita.</p>
<p><a href="http://www.independent.co.uk/news/world/europe/silvios-sex-life-why-italians-dont-care-1760716.html" target="_blank">Oggi ho letto un articolo di Ezio Mauro</a> pubblicato sull&#8217;Independent in inglese <a href="http://www.independent.co.uk/news/world/europe/silvios-sex-life-why-italians-dont-care-1760716.html" target="_blank"></a>che mi ha un po&#8217; aiutato a capire, da osservatore esterno, cosa possa stare succedendo in questa piccola grande penisola.</p>
<p>L&#8217;Italia, dice Mauro, <strong>non possiede più un&#8217;opinione pubblica che reagisca<br />
autonomamente</strong> o che dia dei propri giudizi. La maggioranza degli italiani inoltre ricevono la propria informazione dalla televisione, che mai parla degli intrighi di Berlusconi se non pubblicando interamente la sua difesa senza mai spiegare le accuse.</p>
<p>Quindici anni fa, la Sinistra italiana ha perso la sua egemonia culturale, la capacità di promuovere i propri valori nel pubblico dibattito. Da allora ha più o meno silenziosamente lasciato che Berlusconi creasse un &#8216;nuovo populismo&#8217;, che chiede all&#8217;opinione pubblica di mobilitarsi non verso il pubblico dibattito ma <strong>semplicemente nel dare il voto al suo leader</strong>. Chi alza voci critiche è bollato di &#8216;fare campagna elettorale&#8217; di &#8216;cospirazione&#8217; o (è un po&#8217; passato di moda, ma chi può dimenticarselo) di &#8216;comunista&#8217;.</p>
<p>La critica di Mauro è più che fondata. Ma d&#8217;altronde arriva dal direttore di un giornale &#8216;schierato&#8217; verso il centrosinistra. Come tutte le critiche che giungono da sinistra (ogni tanto arrivano, perfino da un PD che sembra puntato verso una inevitabile autodistruzione), <strong>anche le sue sono facilmente screditabili</strong> perché vengono da aree politiche avverse a Berlusconi. Non è difficile additarle come &#8216;tentativi di screditare chi è stato eletto&#8217;, e attribuirle all&#8217;invidia.</p>
<p>La mia domanda è: <strong>possibile che non si levino critiche dal centro e dalla destra?</strong> Che nessuno abbia il senso civico di criticare Berlusconi per tutto quello che ha fatto negli ultimi 15 anni?</p>
<p>Possibile che l&#8217;opinione pubblica democratica sia morta con Montanelli?</p>
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		<title>Libero Pensiero</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 20:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando avrò le idee un po&#8217; più chiare su quale sia la mia idea di Politica (dei partiti e dei leader già non me ne frega più molto da tempo), scriverò sicuramente articoli sulla questione. Ma per adesso vi segnalo ciò che talvolta leggo e che, condivisibile o meno nei contenuti, ben si distacca dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando avrò le idee un po&#8217; più chiare su quale sia la mia idea di Politica (dei partiti e dei leader già non me ne frega più molto da tempo), scriverò sicuramente articoli sulla questione.</p>
<p>Ma per adesso vi segnalo ciò che talvolta leggo e che, condivisibile o meno nei contenuti, ben si distacca dal qualunquismo serpeggiante nella nostra (amata?) Italia.</p>
<p>Dovremmo tutti smettere di credere nella <strong>squadra del cuore</strong>, e cominciare seriamente ad interrogarci e informarci sui meccanismi nei quali siamo immersi, sull&#8217;economia del nostro paese, su come funziona veramente il mondo.</p>
<p>C&#8217;è un blog, <strong>Phastidio.net</strong>, di cui vi<a href="http://phastidio.net/2009/05/18/ce-crisi-franceschini-ladro/" target="_blank"> linko l&#8217;articolo</a> che ha suscitato in me lo stimolo a scrivere questo post, che è stato (ed è) un&#8217;ottima palestra per il mio senso critico. Ne apprezzo molto la schiettezza e le argomentazioni, pur nella mia (temporanea) ignoranza economica.</p>
<p>Ve lo consiglio, e mano a mano <strong>vi segnalerò tutti i luoghi del Web</strong> da me conosciuti che possano aiutarvi nella (inevitabilmente lunga) costruzione della vostra coscienza del mondo.</p>
<p>La Storia sa quanto ne abbiamo tutti un estremo bisogno.</p>
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		<title>Tremonti, al Davos, avrà bevuto una Red Bull..</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 19:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[..per &#8220;involarsi&#8221; così. [C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.] Fonte: Phastidio.net]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>..per &#8220;involarsi&#8221; così.</p>
<p style="text-align: center;">[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://mindshake.org/tremonti-al-davos-avra-bevuto-una-red-bull/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p style="text-align: left;"><em>Fonte: <a href="http://phastidio.net/2009/02/01/no-comment/" target="_blank">Phastidio.net</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il regime dell&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 11:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arnan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo articolo arriva da una necessità pura e semplice: quella di dare vera informazione. Come forse avrete sentito o visto, il 28 gennaio a Roma in Piazza Farnese l&#8217;Associazione nazionale vittime di mafia ha indetto una manifestazione per esprimere solidarietà ai magistrati che ogni giorno combattono la mafia e il malaffare e che si vedono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo arriva da una necessità pura e semplice: quella di dare <strong>vera informazione</strong>.</p>
<p>Come forse avrete sentito o visto, il 28 gennaio a Roma in Piazza Farnese l&#8217;<strong>Associazione nazionale vittime di mafia</strong> ha indetto una manifestazione per esprimere solidarietà ai magistrati che ogni giorno combattono la mafia e il malaffare e che si vedono ostruiti nel loro lavoro proprio dalle istituzioni che cercano di difendere. Gli ospiti erano diversi, tra gli altri Sonia Alfano, Beppe Grillo, Antonio Di Pietro, Marco Travaglio e Salvatore Borsellino. <strong>Tutti pronti a manifestare solidarietà a De Magistris, alla Forleo, al procuratore di Salerno Apicella.</strong><br />
 Una manifestazione che toccava temi veramente forti, temi di vergogna.</p>
<p>Ma <strong>l&#8217;unica vergogna è stata l&#8217;informazione dei media su questa manifestazione</strong>. Senza riportare una parola di quello che è stato detto, si sono tutti affrettati a denunciare le (tra l&#8217;altro inventate) “<strong>offese al Capo dello Stato</strong>”, improvvisamente diventato il Dalai Lama dell&#8217;Italia. Persino Repubblica, in un <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/giustizia-8/manifestazione-di-pietro/manifestazione-di-pietro.html">articolo infame</a>, ha denunciato i “fischi contro Napolitano” in un articolo che finora sul web ha raccolto <strong>1260 commenti, al 90% contro il quotidiano</strong>, e che vi consiglio di leggere.</p>
<p>Ma cerchiamo di vedere la verità oltre la propaganda. <strong>Guardatevi l&#8217;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=RFvmvr6KFmU">intero intervento</a> di Di Pietro quel giorno in piazza, che i telegiornali hanno fatto vedere solo tagliato e editato. </strong><br />
 Ma soprattutto, guardate quello che i media non hanno riportato. <strong>L&#8217;eccezionale discorso di Salvatore Borsellino</strong>, gli interventi di Marco Travaglio e Beppe Grillo. Non una parola si è detta nei media sui temi che questa manifestazione voleva trattare.</p>
<p style="text-align: center;">[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://mindshake.org/il-regime-dellinformazione/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p><strong>Basta con l&#8217;informazione di regime, basta con le notizie scelte nelle redazioni per disinformare.</strong> Perché si può provare a cercare una buona fede negli articoli che i media preparano su queste cose. Ma si arriva al punto in cui i casi sono due: o è in atto un processo di disinformazione o in Italia c&#8217;è solo una marea di giornalisti incompetenti.</p>
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		<title>Perché lo statalismo in Italia non funziona?</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 13:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Tendenzialmente in Italia la cultura di Sinistra (ma anche di Destra, se è per questo, tranne qualche singola eccezione) è statalista. Questo significa aziende statali, ma anche la tendenza a salvare grandi compagnie in difficoltà con liquidità dello Stato, quindi con i soldi dei cittadini. L&#8217;idea (innocente) è buona: il Popolo, per mezzo dello Stato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tendenzialmente in Italia la cultura di Sinistra (ma anche di Destra, se è per questo, tranne qualche singola eccezione) è <em>statalista</em>. Questo significa aziende statali, ma anche la tendenza a salvare grandi compagnie in difficoltà con liquidità dello Stato, quindi con i soldi dei cittadini.</p>
<p>L&#8217;idea (innocente) è buona: <strong>il Popolo</strong>, per mezzo dello Stato, <strong>controlla i maggiori impianti industriali ed economici nazionali</strong>, evitando così di venire sfruttato. <strong>Lo Stato</strong> comprende quali sono i settori che hanno bisogno di un sostegno economico, in un dato momento, e <strong>con i soldi del Popolo risana la situazione</strong>.</p>
<h3>Le tre &#8220;Grazie&#8221;<br />
</h3>
<p><strong>FIAT, Telecom e Alitalia</strong>, se questo sistema funzionasse, <strong>sarebbero oggi dovute essere delle aziende di prim&#8217;ordine</strong>, pienamente in grado di affrontare qualsiasi crisi mondiale.</p>
<p>La <strong>FIAT</strong> è un&#8217;ottima azienda, dal 2001. Anno in cui ha smesso di ricevere finanziamenti statali. Più precisamente, è <strong><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/09_Settembre/23/intervento_marchionne_mercato_welfare.shtml" target="_blank">Marchionne</a>, dal 2004, che le ha permesso di arrivare dove è ora</strong>.<img class="alignright size-full wp-image-1207" title="Proteste Alitalia" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/09/alitalia-proteste.jpg" alt="" width="158" height="237" /></p>
<p>La nostra azienda automobilistica ha rischiato seriamente il fallimento nel decennio che va dagli anni &#8217;90 al 2000, eppure durante <a href="http://www.repubblica.it/online/lf_dietro_il_listino/021011fiat/fiat/fiat.html?ref=search" target="_blank">l&#8217;amministrazione di Vittorio Ghidella</a>, tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90, era arrivata ad avere ottimi fatturati.</p>
<p>E&#8217; sotto gli occhi di tutti che <strong>Telecom</strong>, da quando ha perso l&#8217;appoggio statale e la concorrenza ha potuto farsi valere, <strong>sta finalmente cominciando a darsi da fare con offerte oneste e servizi piano piano meno schifosi</strong>. Ma il marcio ancora c&#8217;è, e ce ne sarà per molto tempo. <a href="http://www.ikaro.net/articoli/cnt/luciani_napoleone_waterloo-00616.html" target="_blank">Credo che solo in Italia ci possa essere un Manager così.</a></p>
<p><strong>E Alitalia. Questo patata bollente che rischia, oggi, di mandare a casa migliaia di lavoratori</strong>. Dovremmo nazionalizzarla? E farla tornare a essere un terribile peso sulle finanze statali, e di conseguenza sulle nostre tasche?</p>
<p><span id="more-1206"></span></p>
<h3>Lo Statalismo della Repubblica delle Banane<br />
</h3>
<p>E&#8217; chiaro che qualcosa nello statalismo italiano non funziona. In queste situazioni, <strong>è meglio lasciar fare alla selezione naturale</strong>, cioè al mercato. I dirigenti hanno mangiato per decenni e ora siamo in fallimento? <strong>Fallisca, allora, Alitalia</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1209 aligncenter" title="L'Italia - una Repubblica delle Banane" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/09/italia-repubblica-delle-banane.jpg" alt="" width="448" height="336" /></p>
<p>Ma che questi dirigenti siano indagati, processati e giustamente condannati. In uno Stato forse veramente &#8220;giusto&#8221;, i loro soldi andrebbero usati per garantire alcuni mesi di sussistenza ai lavoratori, mentre cercano un&#8217;altra occupazione.</p>
<p>Se fosse facile trovare <strong>tanti Marchionne per ogni azienda in difficoltà</strong>, metterli li ad amministrare e vedere i frutti dopo poco tempo, allora lo statalismo funzionerebbe. Ma noi sappiamo bene come sono gli esseri umani. Deboli e infidi, molte volte. Semplicemente avidi, troppe volte.</p>
<p><strong>Dagli un contratto di dirigenza sicuro, falli sentire protetti e coccolati dalle leggi e dalla classe politica, e non avrai un minimo di efficienza, di risparmio, di investimento</strong>. Avrai nel migliore dei casi una stagnante piattezza, il pareggio del bilancio. Nella maggior parte dei casi, debiti. <strong>Con successivi finanziamenti statali.</strong></p>
<h3>Ma da solo il Libero Mercato basta?<br />
</h3>
<p>Il libero mercato è la selezione naturale delle aziende. Quelle efficienti vanno avanti, le altre muoiono.</p>
<p>Come ci ricorda l&#8217;<strong>Istituto Bruno Leoni</strong>:</p>
<blockquote><p>Se chi prende una decisione ha successo, si merita il profitto che gliene deriva, ma se la decisione si rivela sbagliata, deve accollarsi in prima persona le conseguenti perdite.</p>
</blockquote>
<p>Purtroppo, è fin troppo facile fare <strong>alleanze sporche, concorrenza sleale, intrallazzi politico-economici</strong> per diventare il più &#8220;efficiente&#8221;, cioè semplicemente sopravvivere.</p>
<p>Mi viene in mente Microsoft, che <strong>se l&#8217;Antitrust americano avesse le palle</strong>, l&#8217;avrebbe già <em>almeno</em> divisa in due aziende separate, una per il Sistema Operativo e l&#8217;altra per il Software Applicativo.</p>
<p>E come lei, molte altre aziende che nei decenni hanno approfittato di debolezze nei controlli per raggiungere monopoli di fatto a discapito dell&#8217;innovazione e della concorrenza.</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p style="text-align: center;"><a href="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/09/verita-sulla-parmalat.jpg" rel="lightbox[1206]"><img class="size-full wp-image-1210 aligncenter" title="La Verità sulla Parmalat" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/09/verita-sulla-parmalat.jpg" alt="" width="350" height="347" /></a></p>
<p>Per concludere, <strong>io non credo che lo Statalismo in Italia possa funzionare</strong>. Forse tra qualche decennio, se avremo raggiunto una cultura adeguata in tutti i livelli sociali, se avremo abbandonato le vecchie ideologie e logiche di potere, se mai avremo Governi duraturi ed efficienti, in grado di portarci alla stabilità economica, politica, sociale e culturale.</p>
<p>Intanto, dal mio piccolo punto di vista (forse un po&#8217; troppo pagano, ancora), credo che l&#8217;Italia abbia bisogno di una <strong>regolamentazione e di un risanamento totale del proprio sistema economico e industriale</strong>.</p>
<p>Penso ad esempio a incentivi all&#8217;innovazione e alla creazione di imprese, come l&#8217;<strong>abbassamento delle imposte sia per il datore di lavoro che per i lavoratori</strong>.</p>
<p>Il potenziamento, quindi, degli organi di controllo come l&#8217;Antitrust, rendendole più efficaci contro gli intrighi finanziari che portano a crac come quello <strong>Parmalat</strong>.</p>
<p>Per farlo prima di tutto ci deve credere il Governo in carica, che deve scegliere controllori efficienti e non corrotti. Ci vuole quindi anche un potenziamento dell&#8217;indipendenza della Magistratura, affinché possa in tempo comprendere l&#8217;innesco di pratiche illegali e a lungo termine deleterie e portarle alla luce, condannarle, mandarle sui giornali.</p>
<p><strong>L&#8217;Italia ha semplicemente bisogno di diventare una democrazia occidentale, moderna, liberale ma non &#8220;fredda&#8221; nei confronti dei bisogni dei cittadini, come gli USA.</strong></p>
<p>Siamo stati fin troppo abituati a vedere le cose in bianco e nero: o capitalismo o comunismo, o tutto nelle mani dello Stato o nessuna attenzione al sociale, alle persone, ai diritti e all&#8217;umanità.</p>
<p><a href="http://phastidio.net/2006/01/18/sanita-e-mercato-in-europa/">Questo, per fortuna, non è sempre vero, e le vie di mezzo esistono e funzionano.</a></p>
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