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	<title>MindShake &#187; fujitsu siemens</title>
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	<description>cosa ci frulla nella testa</description>
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		<title>Fujitsu Siemens &#8211; il monitor zero watt</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 09:00:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
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		<description><![CDATA[Si chiamano SCENICVIEW ECO monitor, e quando sono in modalità power save, non vogliono corrente, a differenza dei normali schermi, che consumano in standby da uno a sei watt. Sono già in commercio nel nostro continente, e il prodotto ha riscosso l&#8217;approvazione dell&#8217;Unione Europea perché consentirebbe un notevole risparmio energetico se utilizzato, ad esempio, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-910" title="Fujitsu zero watt monitor" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/08/fujitsu-zero-watt-monitor.jpg" alt="" width="269" height="138" />Si chiamano <strong>SCENICVIEW ECO monitor</strong>, e quando sono in modalità <em>power save</em>, non vogliono corrente, a differenza dei normali schermi, che consumano in standby da uno a sei watt. <br />
 Sono già in commercio nel nostro continente, e il prodotto ha riscosso l&#8217;approvazione dell&#8217;Unione Europea perché consentirebbe un notevole risparmio energetico se utilizzato, ad esempio, in tutti gli uffici pubblici degli Stati Membri.</p>
<p>Quando il monitor non riceve più segnali dal computer, uno switch integrato spegne completamente e in modo automatico il display. Quando riceve un nuovo output dal computer, un impulso elettrico fa riaccendere lo schermo.</p>
<p>Gli ECO monitor sono dotati anche della funzione detta <strong>DisplayView AutoBright</strong>, ovvero di un controllo automatico della luminosità che adatta la luce del monitor a quella dell&#8217;ambiente circostante, prevenendo l&#8217;affaticamento degli occhi oltre quello delle tasche.</p>
<p>Questo monitor è unico nel suo genere, ma la <strong>Fujitsu Siemens</strong> non è di certo la sola azienda ad aver investito nella realizzazione di prodotti che puntano al risparmio energetico.</p>
<p>Poco tempo fa abbiamo visto che la <strong>LG</strong> ha lanciato il<strong> FLATRON W2252TE</strong>, un monitor da 22 pollici che permette (a detta loro) il 45% di risparmio di corrente, con un consumo di 22 watt.<img class="alignright size-medium wp-image-913" title="LG Flatron" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/08/lg-flatron-w2252te_c.jpg" alt="" width="279" height="229" /></p>
<p>Un grande passo avanti, non c&#8217;è che dire. Quello che però bisogna tenere a mente è che è solo la minima parte di quello che potrebbero realmente fare queste aziende. <strong>Ok</strong>, potete anche fare i monitor che sprecano zero. Ma <em>come</em> li producete? <em>Quanti</em> gas immettete nell&#8217;atmosfera? <em>Perché</em> non puntate prima a diminuire gli sprechi energetici e l&#8217;inquinamento della vostra catena produttiva?</p>
<p>La risposta è una e sempre la stessa.<strong> Non conviene</strong>. Conviene piuttosto atteggiarsi a paladini dell&#8217;ambiente, e lanciare sul mercato prodotti con nuove caratteristiche, secondo la moda del momento.</p>
<p>Quando verrà la moda di trasformare veramente ogni processo industriale in qualcosa di ecocompatibile? Non ci è dato saperlo.<br />
 <a href="http://mindshake.org/dell-il-carbone-neutrale/"><span style="color: #3366ff;">Per ora solo la Dell ha fatto qualcosa in qu</span><span style="color: #3366ff;">esta direzione</span></a>.</p>
<p>Intanto è un segnale di speranza il fatto che le grandi aziende investano soldi in questi progetti. Non tanto perché un<strong> monitor che ci fa risparmiare meno di dieci euro all&#8217;anno di energia sulla base di un ipotetico uso di otto ore al giorno e di 16 di standby </strong>può aiutare lo stato di salute del nostro pianeta. Né perché nel puro interesse economico è contemplata un&#8217;etica ambientale (sarebbe da ingenui crederlo). Ma per gli effetti positivi sulla ricerca.</p>
<p>I finanziamenti ricevuti per brevettare sempre nuovi dispositivi, permettono ai laboratori di ricerca di lavorare per creare tecnologia pulita, e di estendere le possibili applicazioni ad altri prodotti.</p>
<p>In fondo si tratta di marketing ma ci auguriamo che serva a smuovere le coscienze e che davvero gli uffici pubblici (e privati) decidano di convertire il loro parco macchine. Solo così avremo un sensibile risparmio di energia e di denaro.</p>
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