Tendenzialmente in Italia la cultura di Sinistra (ma anche di Destra, se è per questo, tranne qualche singola eccezione) è statalista. Questo significa aziende statali, ma anche la tendenza a salvare grandi compagnie in difficoltà con liquidità dello Stato, quindi con i soldi dei cittadini.

L’idea (innocente) è buona: il Popolo, per mezzo dello Stato, controlla i maggiori impianti industriali ed economici nazionali, evitando così di venire sfruttato. Lo Stato comprende quali sono i settori che hanno bisogno di un sostegno economico, in un dato momento, e con i soldi del Popolo risana la situazione.

Le tre “Grazie”

FIAT, Telecom e Alitalia, se questo sistema funzionasse, sarebbero oggi dovute essere delle aziende di prim’ordine, pienamente in grado di affrontare qualsiasi crisi mondiale.

La FIAT è un’ottima azienda, dal 2001. Anno in cui ha smesso di ricevere finanziamenti statali. Più precisamente, è Marchionne, dal 2004, che le ha permesso di arrivare dove è ora.

La nostra azienda automobilistica ha rischiato seriamente il fallimento nel decennio che va dagli anni ‘90 al 2000, eppure durante l’amministrazione di Vittorio Ghidella, tra gli anni ‘80 e ‘90, era arrivata ad avere ottimi fatturati.

E’ sotto gli occhi di tutti che Telecom, da quando ha perso l’appoggio statale e la concorrenza ha potuto farsi valere, sta finalmente cominciando a darsi da fare con offerte oneste e servizi piano piano meno schifosi. Ma il marcio ancora c’è, e ce ne sarà per molto tempo. Credo che solo in Italia ci possa essere un Manager così.

E Alitalia. Questo patata bollente che rischia, oggi, di mandare a casa migliaia di lavoratori. Dovremmo nazionalizzarla? E farla tornare a essere un terribile peso sulle finanze statali, e di conseguenza sulle nostre tasche?

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Di questi tempi.

da phantom, in Vignette | 20 Agosto 2008 @ 10:29 | nessun commento


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