Studiare Mediazione Linguistico-culturale alla Sapienza

Vengo dal liceo scientifico, dove ho studiato in modo non troppo approfondito la lingua inglese.
Prima di iscrivermi alla Sapienza mi ero fatta un giro per altri istituti pubblici e privati in cui è attivo il mio corso di laurea per farmi un’idea dell’offerta a Roma in generale.
Poi mi sono detta: non voglio finanziare da subito l’istruzione privata, mi farò lì i due anni di specialistica.
La scelta della specialistica in un istituto privato, non è da considerarsi qualcosa di libero. Infatti la mia Università ha attivato solo due corsi di specialistica, che non lasciano molto spazio alle idee: Specialistica in traduzione tecnico scientifica o in traduzione artistico letteraria.
Bella prospettiva per la maggior parte di noi, che ci segniamo a mediazione con il sogno di essere un giorno degli interpreti, magari di conferenza.
Probabilmente la Sapienza non pensa molto al nostro inserimento.
Insomma, quale grande casa editrice darebbe a uno studente, anche laureato con i massimi voti, da tradurre l’ultimo libro dell’autore del momento?
Diciamo però che è redditizio portare avanti un corso di laurea molto gettonato, con un gran numero di iscritti ogni anno. Le Specialistiche in Interpretariato o Lingue per la comunicazione internazionale sono presenti (a Roma) solo in scuole come la Gregorio VII o la S. Pio V.
Io, come molti altri miei colleghi pensiamo in questo modo: tre/quattro anni per prenderci la triennale con delle tasse sostenibili, e poi due anni di maggiore spesa economica, con la prospettiva di specializzarci per il lavoro dei desideri.
Il corso di Mediazione alla Sapienza offre un gran numero di lingue fra cui scegliere. Nel corso dei tre anni bisogna studiare due lingue, nulla ovviamente vieta di seguirne una terza e dare i relativi esami come crediti a scelta.
L’attività didattica si svolge prevalentemente nella sede di Villa Mirafiori, vicino piazza Bologna, pochi altri corsi (ad esempio letteratura italiana, economia, diritto, etc..) hanno luogo nella città universitaria.
Mediazione alla Sapienza sfoggia, nel suo parco docenti, nomi illustri e anche giovani professori (a mio parere) molto preparati. Oltre, ovviamente, ad altre persone più “anonime”.
L’aspetto che la caratterizza in negativo e che penalizza profondamente gli studenti e il corso in sé stesso è la disorganizzazione. La maggior parte delle comunicazioni docente-studenti avviene attraverso le bacheche, mentre la via informatica è quasi totalmente disconosciuta.
Perciò è per noi ormai una cosa abituale andare a un ricevimento e trovare un cartello appeso il giorno prima sulla porta del professore su cui è scritto che quel giorno non sarà presente, non riuscire a trovare anche le più banali informazioni su un corso, sapere le date degli appelli di una sessione ad un mese dal loro inizio.
Altra pratica a mio parere barbara e ingiusta è quella delle “firme”. A parte poche eccezioni, i professori richiedono la frequenza e prendono le firme. Gli studenti che risultano “non frequentanti” si beccano libri in più da studiare.
Il problema non è solo questo: se anche una persona volesse frequentare, molto spesso si troverebbe a dover scegliere tra lezioni che hanno lo stesso orario e a cui però deve andare.
E allora come si fa? Si sceglie il corso che ha la priorità (io consiglio la lingua o il lettorato) e dell’altro si fa l’esame da non frequentante. Oppure si sceglie di seguire un corso equivalente nel semestre successivo chiedendo al professore di turno il cambio di canale.
Oppure si rimanda all’anno successivo.
Purtroppo la disorganizzazione causa tantissima confusione, e soprattutto fa perdere un sacco di tempo.
Ci vuole pazienza, tenacia, tanto tanto studio e una buona dose di ottimismo.
Tag: lingue, matricole, mediazione, sapienza, università












Ma quindi cosa consigli di più tra la Gregorio VII,Pio V o Sapienza?
in ritardo ma: la Pio V sembra essere migliore della Gregorio VII (vari amici in entrambi), e la Sapienza è a pezzi ;) ovviamente il giudizio è soggettivo (basato su esperienza nostra e di amici)