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Smoke Signals – Segnali di fumo 2

E’ stato pubblicizzato come il primo film scritto, diretto, interpretato e coprodotto da indiani d’America ad aver ottenuto un contratto di distribuzione con una major, in questo caso la Miramax. La Miramax è una casa di produzione e di distribuzione cinematografica nata come etichetta indipendente e poi diventata una major – quindi con un alto budget grazie al quale può sostenere la distribuzione di film a livello nazionale e internazionale. Il regista Chris Eyre e lo sceneggiatore Sherman Alexie sono stati coproduttori del film e non solo il cast, ma anche il personale che ha partecipato alla lavorazione del film è di origini nativo-americane.

Non è il primo caso di produzione indiana, infatti esistono precedenti fin dagli anni 60, ma è il primo ad avere l’appoggio di una major che gli ha consentito una diffusione molto ampia.

E’ stato presentato a diversi festival del cinema: in Europa è approdato in Francia e negli USA ha partecipato al Sun Dance Film Festival dove ha vinto il premio del pubblico e del regista.
I protagonisti sono Adam Bitch e Evan Adams, entrambi nativi americani canadesi.
La colonna sonora anche è realizzata da musicisti nativi americani.
Questo film è una pietra miliare nella storia del cinema nativo americano, fondamentale perché il suo sceneggiatore è Sherman Alexie. Il film è tratto da un suo racconto intitolato “This is what it means to say Phoenix, Arizona” che fa parte della raccolta “Lone Ranger and Tonto Fistfight in Heaven” da cui sono ripresi altri spunti del film, che presenta collegamenti anche con altre opere dell’autore (Lone Ranger era un eroe mascherato che lottava per la giustizia e per i deboli. Veniva aiutato da Tonto, un personaggio indiano, così chiamato proprio perché era dipinto come tonto, stupido).

smokesignals2Il film è un road buddy movie cioè è un road movie che ha come protagonisti dei ragazzi. Coppia che ricorda molto i film western della passato, dove però gli indiani che comparivano avevano la semplice funzione di sidekicks, cioè di antagonisti dell’eroe bianco. Il rapporto con il western è fondamentale non solo per il genere di viaggio e per i protagonisti ma anche viene presentato l’attraversamento dello spazio americano (a partire da una riserva dell’Idaho fino all’Arizona) ad opera di due nativi che non sono più cornice e comparsa del film, ma figure centrali del percorso. Il viaggio sia come metafora, che come atto materiale è una componente importante dell’ideologia americana che affonda le radici nel viaggio per la colonizzazione del Nuovo Mondo, e prosegue poi con progressiva conquista dell’Ovest.
Il film crea uno spazio di frontiera in cui anche il pubblico non nativo può inserirsi e scoprire la realtà contemporanea su queste popolazioni (il film è ambientato nel 1999).

Titolo: pensiamo ai segnali di fumo e ci viene in mente un’immagine molto stereotipica, con degli indiani che usano delle coperte per fare questi segnali – che in genere erano richieste di aiuto. Forte legame narrativo con quello che viene rappresentato nel film poiché i personaggi hanno spesso bisogno di aiuto e c’è un collegamento con la centralità del fuoco. L’incendio iniziale, quello finale e la liberazione dalle ceneri.

Già dal titolo si capisce la complessità dell’opera e i vari strati di significato – andare oltre le apparenze e gli stereotipi che il pubblico potrebbe avere in mente, viene richiamato il discorso della letteratura nativa come forma di resistenza.

Victor e Thomas rappresentano due degli stereotipi maggiori: il guerriero e lo sciamano. Victor, nella scena cruciale dirà che il guerriero deve essere stoico , avere i capelli lunghi e comportarsi come i personaggi di “Balla coi lupi”. Thomas invece è lo sciamano che rappresenta il lato tradizionale degli indiani.

I personaggi femminili sono molto importanti e costituiscono un ampliamento e arricchimento della potenza delle donne che nel racconto è affidata a Norma Many Horses.

Il film è ricchissimo di riferimenti, tra i tanti c’è quello a “Thelma e Louise” attraverso i personaggi di Velma e Lucy.
Ho trovato fantastiche alcune delle loro battute, quando accompagnano Victor e Thomas fuori dalla riserva:

Velma: You guys got your passports?
Thomas: Passports?
Velma: Yeah, you’re leavin’ the rez and going into a whole different country, cousin
Thomas: But it’s the United States
Lucy: Damn right it is! That’s as foreign as it gets. Hope you two have your vaccinations

Tra le tante un’altra scena importantissima nel film – oltre che molto divertente – è quella in cui Victor  e Thomas  sono come intrappolati insieme ai passeggeri bianchi e devono per forza entrare a contatto con loro. Lo scontro avviene con i due “cowboy” e porta alla demistificazione dello stereotipo del guerriero e dello sciamano. Infatti dopo la sconfitta da parte dei cowboy, si siedono in fondo all’autobus e li si prendono la rivincita sul resto dei passeggeri. Intonano la canzone “John Wayne’s teeth”. E’ una canzone costruita sul motivo preferito intonato dal generale Custer quando attaccava le popolazioni indiane. Per chi non lo sapesse, John Wayne è spesso visto e preso ad esempio dai nativi in qualità veicolo e rappresentante per eccellenza dell’ideologia bianca di cui ho parlato in precedenza.

Vi lascio alla scena, ma vi consiglio vivamente di guardare tutto il film:



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