Art. 16.

Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e’ trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e’ ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.

6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.

7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l’equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l’entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e’ esercitata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e’ assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.

12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell’ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell’ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.

Art. 17.

Progetti di ricerca di eccellenza

1. Al fine di una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche volte al sostegno e all’incentivazione di progetti di ricerca di eccellenza ed innovativi, ed in considerazione del sostanziale esaurimento delle finalità originariamente perseguite, a fronte delle ingenti risorse pubbliche rese disponibili, a decorrere dal 1° luglio 2008 la Fondazione IRI e’ soppressa.

2. A decorrere dal 1° luglio 2008, le dotazioni patrimoniali e ogni altro rapporto giuridico della Fondazione IRI in essere a tale data, ad eccezione di quanto previsto al comma 3, sono devolute alla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.

3. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e’ disposta l’attribuzione del patrimonio storico e documentale della Fondazione IRI ad una società totalitariamente controllata dallo Stato che ne curerà la conservazione. Con il medesimo decreto potrà essere altresì disposta la successione di detta società in eventuali rapporti di lavoro in essere con la Fondazione IRI alla data di decorrenza di cui al comma 1, ovvero altri rapporti giuridici attivi o passivi che dovessero risultare incompatibili con le finalità o l’organizzazione della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.

4. Le risorse acquisite dalla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia ai sensi del comma 3 sono destinate al finanziamento di programmi per la ricerca applicata finalizzati alla realizzazione, sul territorio nazionale, di progetti in settori tecnologici altamente strategici e alla creazione di una rete di infrastrutture di ricerca di alta tecnologia localizzate presso primari centri di ricerca pubblici e privati.

5. La Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia provvederà agli adempimenti di cui all’articolo 20 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318.

Art. 66.

Turn over

1. Le amministrazioni di cui al presente articolo provvedono, entro il 31 dicembre 2008 a rideterminare la programmazione triennale del fabbisogno di personale in relazione alle misure di razionalizzazione, di riduzione delle dotazioni organiche e di contenimento delle assunzioni previste dal presente decreto.

2. All’articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 le parole «per gli anni 2008 e 2009» sono sostituite dalle parole «per l’anno 2008» e le parole «per ciascun anno» sono sostituite dalle parole «per il medesimo anno».

3. Per l’anno 2009 le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell’anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell’anno precedente.

4. All’articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 le parole «per gli anni 2008 e 2009» sono sostituite dalle seguenti: «per l’anno 2008».

5. Per l’anno 2009 le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere alla stabilizzazione di personale in possesso dei requisiti ivi richiamati nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell’anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da stabilizzare non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell’anno precedente.

6. L’articolo 1, comma 527, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e’ sostituito dal seguente: «Per l’anno 2008 le amministrazioni di cui al comma 523 possono procedere ad ulteriori assunzioni di personale a tempo indeterminato, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, nel limite di un contingente complessivo di personale corrispondente ad una spesa annua lorda pari a 75 milioni di euro a regime. A tal fine e’ istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze pari a 25 milioni di euro per l’anno 2008 ed a 75 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009. Le autorizzazioni ad assumere sono concesse secondo le modalità di cui all’articolo 39, comma 3-ter della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.».

7. Il comma 102 dell’articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ sostituito dal seguente: «Per gli anni 2010 e 2011, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessato nell’anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascun anno, il 20 per cento delle unità cessate nell’anno precedente.

8. Sono abrogati i commi 103 e 104 dell’articolo 3, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

9. Per l’anno 2012, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di quella relativa al personale cessato nell’anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere il 50 per cento delle unità cessate nell’anno precedente.

10. Le assunzioni di cui ai commi 3, 5, 7 e 9 sono autorizzate secondo le modalità di cui all’articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, previa richiesta delle amministrazioni interessate, corredata da analitica dimostrazione delle cessazioni avvenute nell’anno precedente e delle conseguenti economie e dall’individuazione delle unità da assumere e dei correlati oneri, asseverate dai relativi organi di controllo.

11. I limiti di cui ai commi 3, 7 e 9 si applicano anche alle assunzioni del personale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Le limitazioni di cui ai commi 3, 7 e 9 non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette e a quelle connesse con la professionalizzazione delle forze armate cui si applica la specifica disciplina di settore.

12. All’articolo 1, comma 103 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, come modificato da ultimo dall’articolo 3, comma 105 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 le parole «A decorrere dall’anno 2011» sono sostituite dalle parole «A decorrere dall’anno 2013».

13. Le disposizioni di cui al comma 7 trovano applicazione, per il triennio 2009-2011 fermi restando i limiti di cui all’articolo 1, comma 105 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nei confronti del personale delle università. Nei limiti previsti dal presente comma e’ compreso, per l’anno 2009, anche il personale oggetto di procedure di stabilizzazione in possesso degli specifici requisiti previsti dalla normativa vigente. Nei confronti delle università per l’anno 2012 si applica quanto disposto dal comma 9. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette. In relazione a quanto previsto dal presente comma, l’autorizzazione legislativa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e’ ridotta di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.

14. Per il triennio 2010-2012 gli enti di ricerca possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nei limiti di cui all’articolo 1, comma 643, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere in ciascuno dei predetti anni non può eccedere le unità cessate nell’anno precedente.


Le Massime di Ptahhotep (1-4)

da phantom, in Articoli e Riflessioni | 14 Ottobre 2008 @ 18:29 | 2 commenti

La scorsa volta ho introdotto la serie delle Massime di Ptahhotep, traducendo per voi il Prologo e promettendo quattro Massime per ogni nuovo articolo.

Eccole a voi :)

L’insegnamento di Ptahhotep

Inizio delle massime del buon discorso,
dette dal Principe, Conte, Sacerdote di Dio,
l’Amato da Dio, il più Anziano Figlio Reale del Corpo del Re,
Protettore della Città, il Visir Ptahhotep
per portare l’ignorante alla conoscenza.

Inizio dell’elenco di saggezza che è benefico a colui
che Ascolta e porta disgrazia a colui che lo rifiuta.

Così egli ha parlato a suo figlio:

Prima Massima

Non essere arrogante riguardo alla tua sapienza,
né credi di essere uno che sa.

Chiedi consiglio all’ignorante come al sapiente,
poiché i limiti dell’abilità non sono raggiunti
e nessun Artigiano possiede la perfezione.

Il Buon Discorso è più raro della Pietra Verde,
tuttavia può essere trovato tra le serve che lavorano alla mola.

Seconda Massima

Se incontri un dibattitore in azione,
uno con autorità, superiore a te,
curva le braccia e piega la schiena.

Non afferrare il tuo cuore contro di lui,
Non sarà mai d’accordo con te
e ti sminuirà con il Male di ciò che dirà.

Non provare a opporti a lui nel suo momento,
poiché sarà chiamato un So-Niente
quando il tuo autocontrollo sarà paragonato alle sue pile (di parole)
.

Terza Massima

Se incontri un dibattitore in azione
che è un tuo eguale, un tuo pari,
la tua eccellenza lo sorpasserà tramite il tuo silenzio
mentre lui sta parlando erroneamente.

Ci sarà molto parlare tra gli ascoltatori,
e il tuo nome sarà ben stimato dai magistrati.

Quarta Massima

Se incontri un dibattitore in azione,
un uomo povero, non del tutto tuo eguale,
non opprimerlo a causa della sua debolezza.

Dagli terreno poiché lui confuterà se stesso.
Non rispondergli e il tuo cuore sarà contento.
Non rivelare te stesso a uno che è tuo nemico.

E’ una cosa spregevole ferire un uomo povero.
Uno vorrà fare ciò che il tuo cuore desidera.
Tu lo colpirai con il rimprovero dei magistrati.


Come forse non saprete, il mondo studentesco universitario è in forte agitazione per gli ENORMI, INSENSATI E INDISCRIMINATI TAGLI che colpiranno il sistema delle Università pubbliche, le quali potranno trasformarsi in Fondazioni private.

Il sapere non doveva essere di tutti?

Il famigerato decreto 112 farà danni ovunque, in particolare ridurrà drasticamente il numero di ricercatori e il ricambio dei docenti, costringerà le Università ad aumentare le tasse agli studenti e non ci saranno più soldi per la ricerca, né per la didattica ordinaria. Già le nostre Università, come Fierabras ha scritto in precedenza, non hanno vita facile, adesso siamo giunti al momento finale, ed è già pronto il funerale per la vecchia Università che ti aiutava e insegnava a ragionare, a crescere, non solo ad acquisire nozioni e crediti formativi.

Non venitemi a dire che finalmente saranno puniti i baroni.

Quelli che il Governo addita come baroni che percepiscono stipendi troppo alti, non verranno assolutamente toccati. Quale Premier sarebbe così scemo da scontentare i docenti anziani ed emeriti, che potrebbero addirittura fare notizia dando un parere contrario alla finanziaria?

La stampa, la tv, i mezzi di informazione nazionale non stanno dicendo assolutamente NULLA di quello che accade. Sapete che in alcune Facoltà è già stata bloccata la didattica? Sapete che questo è l’unico mezzo per far sopravvivere l’Università pubblica? Mi chiedo quanto ancora il resto della popolazione italiana potrà restare indifferente a questa umiliazione della cultura. O vogliamo essere tutti schiavi scemi e felici invece di persone consapevoli e in grado di liberarsi grazie al proprio cervello?

In tantissime Università italiane si stanno facendo assemblee di studenti e cortei contro il decreto, e proprio ieri c’è stata l’Assemblea degli studenti a Lettere e Filosofia. Hanno preso la parola vari docenti e ragazzi.

Quello che è emerso è che bisogna generalizzare la protesta, e noi che siamo Sapienza, la più grande università d’Europa, dobbiamo essere di esempio per tutti gli altri istituti più piccoli. Se abbassiamo noi la testa, tutti gli altri la abbasseranno e ha aggiunto Marco, un dottorando del dipartimento di Fisica:

C’è una grande agitazione nel mondo della scuola. Le Facoltà scientifiche di Firenze e Bologna sono occupate. I ricercatori sono sfruttati, lavorano gratis. E anche gli studenti lavorano gratis quando fanno mesi e mesi di stage non retribuiti presso le aziende

Il processo di privatizzazione non è imputabile solo a questa finanziaria, ma anche a riforme precedenti.
Un docente di Scienze Umanistiche ci porta i saluti del Preside Roberto Antonelli e aggiunge che la nostra facoltà già da luglio distribuiva documenti di critica al decreto 112. Poi fa un confronto con la Germania:

Anche in Germania il governo ha operato tagli alle Università, ma sono stati fatti con criterio e preceduti da uno studio e una valutazione del sistema universitario e sono stati dati generosi fondi alle Università con grandi risultati in ricerca e didattica

Nei prossimi anni sarà assunto un ricercatore ogni cinque docenti che andranno in pensione. Per ora le entrate dovute alle tasse universitarie possono costituire al massimo il 23% del bilancio di una Università pubblica e attualmente Sapienza ha questo valore al 10%. Il che vuol dire che i tagli costringerebbero la nostra Università ad aumentare le tasse, e potrebbe più che raddoppiarle restando comunque al di sotto dei limiti consentiti.

Interviene poi il prof. Bevilacqua, docente di Storia contemporanea.

Approvo incondizionatamente la vostra causa. Non aspettatevi nulla dai docenti, perché se anche c’è scontento tra di loro, in pochi vi daranno appoggio. Dovete condurre la lotta da soli. Questa legge è perversa perché non è sentita dai docenti, ma sarete voi a subirne le conseguenze. Dovete essere tempestivi e mobilitarvi ora, perché vedete, in politica è molto importante il MOMENTO. Queste lotte non compaiono sulla stampa, dovete prendere contatti e diffondere al massimo la notizia. Fate inoltre una mappa con la geografia delle agitazioni per far capire che vi state mobilitando tutti. Bisogna partire da una occupazione aperta della Facoltà, e voi ragazzi politicizzati dovete conquistare e coinvolgere tutti gli altri, perché quella che difendete è una causa universale. Coinvolgete le famiglie, la gente per strada. La TV diffonde immagini sbagliate dell’Università e l’opinione comune la vede come un’istituzione distaccata ed elitaria. Perché ci sono i soldi per armare l’Italia in caso di guerra quando la Costituzione la rifiuta e non per voi giovani?
Il conformismo culturale e politico di questo paese è soffocante.

L’università è patrimonio di tutti i cittadini, è la culla dello sviluppo intellettuale di un paese, non si può prescindere da esso, perché da esso deriva ogni altro tipo di sviluppo.

Quando i telegiornali vorranno parlare di noi studenti e delle nostre proteste, l’italiano medio penserà: “Vedi le Università pubbliche? Non hanno voglia di fare niente questi ragazzi, meglio sopprimerle che sprecano solo soldi”.

Dobbiamo fare come in Francia. Protestare e bloccare la didattica. Una protesta civile ovviamente, ma ferma, compatta e fatta da tutti gli studenti, i professori, i ricercatori, le famiglie e le persone che vorranno difendere la cultura e la dignità del proprio paese.


4Chan e Anonymous (di Arnan)

da koteko, in Informatica Libera | 8 Ottobre 2008 @ 23:53 | 2 commenti

Prima di iniziare questo articolo ho bisogno di fare una piccola premessa.
Internet, come sappiamo, può essere un luogo tanto spaventoso quanto pieno di meraviglie. Tuttavia fino ad oggi non è sicuramente un luogo sicuro. Scrivendo questo articolo infrangerò alcune regole di una web community che dispone di cracker esperti, che nel passato hanno dimostrato di saper rovinare con effetto la identità internet di chiunque. Sono quindi contento che il blog non pubblichi direttamente indirizzo e-mail o simili.

Ok. Dopo questa piccola e insignificante premessa posso cominciare a parlarvi di una della comunità più grandi e assurde del web: 4chan.org. Questo nome probabilmente non vi dirà niente, e anche se provate ad inserirlo nel vostro browser a una prima occhiata vi sembrerà un sito innocuo e dalla grafica antiquata. Ma 4chan è molto di più.


4Chan è il sito che non vi risulterà mai direttamente in una ricerca su Google perchè illegale in parecchi Paesi occidentali.
È il forum, o meglio l’imageboard che ospita la comunità chiamata Anonymous, i cui cracker sono recentemente entrati nel sito di Sarah Palin, l’aspirante vicepresidente repubblicana. Sono gli stessi che nel gennaio 2008 cominciarono ad attaccare Scientology: ne fecero crashare il sito Scientology.org e organizzarono manifestazioni per tutto il mondo davanti alle varie sedi, solitamente indossando una maschera di Guy Fawkes (quella di V per Vendetta, tanto per intenderci) per evitare eventuali querele.

Anonymous è una comunità nata nella sezione Random (casuale) di 4chan. Questa sezione, anche chiamata /b/, riceve per l’appunto post senza praticamente alcuna regola: le immagini e i commenti più assurdi, orribili o orribilmente divertenti che possiate immaginare qui sono di casa. Un modo per descrivere /b/ può essere questo: prendete il politically correct, invertitelo e avrete una vaga idea di quello che può essere /b/. Certo possono valere anche altre definizioni.

/b/ è anche il luogo dove lo spam diventa qualcosa di concretamente strutturato, dove il postare a caso acquista un senso in sè e dove a nessuno importa niente di niente. È il mondo dove tutti sono Anonymous e l’unico scopo sono i “lulz”, termine derivato da “lol”, ridere sguaiatamente.
Anonymous definisce perfettamente il genere di sito in cui state entrando. Anonymous, se vogliamo, è colui che si mette una maschera sulla faccia e perciò si toglie quella sull’anima. In termini schietti, quando nessuno sa chi sei non te ne frega più nulla di quello che scrivi.

Non si sa esattamente quanti utenti conti 4chan: essendo tutti anonimi, non esiste certo un qualche tipo di lista contatti.
Tuttavia può bastare andare su /b/, far caricare la pagina e cliccare ‘Refresh’ immediatamente per farsi un’idea di quanti possano effettivamente essere: la pagina cambierà quasi completamente nello spazio di quel secondo o poco più. Migliaia, sicuramente decine di migliaia, probabilmente centinaia di migliaia di persone.
Non sarebbe esagerato azzardare un milione di visitatori al giorno, tra tutte le sezioni di 4chan.

Una delle più grandi eppure al contempo invisibile comunità internet a livello mondiale.


Sedici (perché scriverlo fa più effetto!) i morti ammazzati nel giro di cinque mesi in un piccolo fazzoletto di terra tra Casal di principe e Casal Volturno senza una motivazione (come se avere una motivazione rendesse lecito l’omicidio).

In qualunque paese “democratico” del Pianeta basterebbe questo per far scalpore.

Ma noi…. beh siamo in Italia!!

E da noi in Italia c’è la Camorra. Come se fosse una mattanza a cui siamo fin troppo abituati. Certe cose non fanno più scalpore, neanche a livello politico. Ma cosa vuoi che interessi ai politici se, delle 16 persone ammazzate o meglio trucidate con colpi di pistola e Kalashnikov, nessuna o quasi di quelle erano i reali bersagli degli “attentati”. Che importa se la ‘ndrangheta in Calabria fattura più di un’intera finanziaria nazionale

Perché mai queste cose dovrebbero fare notizia?

Roberto Saviano ne parla approfonditamente con toni forti e intensi, come è solito fare lui, senza nascondere nomi cognomi e addirittura luoghi in cui certi “latitanti” si nascondono. Spiega bene anzi in maniera eccellente questo e molti altri concetti nel suo ultimo e “breve” lavoro Lettera a Gomorra tra killer e omertà, lettera pubblicata da “la Repubblica” il 22 settembre scorso. Si legge amarezza e sicuramente solitudine nelle sue parole, ma si coglie altrettanto bene un forte invito alla RESISTENZA.

Ecco il testo della lettera.

Forse è il caso di soffermarsi a pensare…anche solo un minuto!


La cultura fa male

da Fierabras, in Articoli e Riflessioni | 4 Ottobre 2008 @ 12:59 | nessun commento

Il risultato finale della controriforma culturale operante in Italia è il pensiero che, per l’appunto, la cultura faccia male e sia un intralcio verso la “vita vera”. Come gestore di un forum universitario posso vedere il pensare quotidiano di centinaia di studenti riflesso nei loro post e sfoghi, e il risultato è avvilente per un futuro prossimo.

Una società dove lo studio è considerato una perdita di tempo, e solo chi si “impara un mestiere” gode di una dignità e di un determinato prestigio, è alquanto preoccupante e fa riflettere. Ricorda da vicino gli anni ‘50, quando i bassi strati sociali spesso si opponevano all’alfabetizzazione dei figli perché erano più utili a casa.

Ma negli anni ‘50 spesso era una vera e propria necessità per le famiglie, ora no. Ora, con una scelta possibile, c’è chi coscientemente dice che l’istruzione è inutile e la “vita vera” è altro.

Manderei queste parole in calce a tutte quelle persone che negli ultimi 20 anni non hanno fatto nulla per opporsi al processo portato dal berlusconismo & co, e anzi ne sono stati complici. Il loro futuro ricadrà anche su di voi, che vi piaccia o no.

Buonanotte Italia.


Lezione di Logica

da phantom, in Giochi Logici | 1 Ottobre 2008 @ 10:50 | 4 commenti

Cosa ci fa Phantom in un’aula del dipartimento di Matematica della Sapienza? Beh, si segue qualche lezioncella intrigante del corso di Logica per Informatica.

Mi sono molto divertita, ed ecco qui una parte di quello che ho appreso oggi.

Appunti della lezione:

Quando nel linguaggio naturale si usa l’implicazione, si vuole esprimere una relazione di causa-effetto. Ma spesso ci troviamo davanti a frasi ambigue e contraddittorie. Un noto professore di Logica degli Stati Uniti inizia i suoi corsi scrivendo alla lavagna le seguenti parole:

NIENTE E’ MEGLIO DEL SESSO.
STUDIARE LOGICA E’ MEGLIO DI NIENTE.
STUDIARE LOGICA E’ MEGLIO DEL SESSO.

Ora, cosa c’è di sbagliato in queste frasi (oltre al fatto che, personalmente, ribalterei l’ultima :P)?
Quello che non va è il significato di niente, che cambia nei due diversi momenti in cui compare la parola.

La logica ha delle regole fisse, che permettono una formalizzazione del ragionamento senza che ci siano ambiguità di questo tipo.

Consideriamo ora questa frase:

SE PIOVE ALLORA APRO L’OMBRELLO

Facciamo questo esercizio insieme e provate a pensare a un modo di riscrivere una frase equivalente omettendo “SE” e “ALLORA” o parole e particelle simili o affini.
A questo punto a lezione c’è stato il delirio XD nel senso che si è detto di tutto. Sono uscite frasi banali come “piove e apro l’ombrello”, “quando piove apro l’ombrello” o cose simili che tuttavia non rispettavano la richiesta del professore di evitare la semplice sostituzione di connettivi tra le due proposizioni principali PIOVE e APRO L’OMBRELLO.

Dopo una mezz’ora in cui il prof ha ridacchiato sotto i baffi, ostinandosi a non volerci dare la soluzione, ci ha guidato verso la conclusione esatta:

NON PIOVE OPPURE APRO L’OMBRELLO

Beh all’inizio ho faticato un po’ a capire, e se anche voi siete scettici, come ha detto il prof “Convincetevi che è così”!
Per verificare che le due affermazioni sono logicamente equivalenti dobbiamo seguire questo ragionamento: prima vediamo se la proposizione a sinistra dell’ALLORA è vera o falsa, poi ci occupiamo di quella alla sua destra.
Se NON PIOVE non ci interessa conoscere le conseguenze di questo evento. Se invece è falso che non piove e perciò PIOVE, allora APRO L’OMBRELLO. Se la prima parte è vera, tutta la frase è vera. Se la prima parte è falsa, la seconda deve essere vera perché sia vera tutta la frase.

In logica “A–>B (A implica B)” equivale a “nonA oppure B”

Un altro esempio per chiarire meglio è:

SE HO FAME MANGIO
che diventa
NON HO FAME OPPURE MANGIO

Se è vero che NON HO FAME, non mi interessa sapere cosa succede se ho fame.
Se invece è falso che non ho fame, e perciò HO FAME, deve essere vera la seconda parte della frase per rendere vera l’intera frase.

A questo punto è venuta fame anche a me, voi cogitate pure, io vado a mangiare qualcosa :P


Monaco è una spendida città. Sia che le tue intenzioni siano quelle di bere ottima birra fino a scoppiare o di visitare una cittadina immersa nel verde, pulita e dai molti monumenti, Monaco è un’ottima meta di viaggio.

Tuttavia, non basta desiderare di andarci, bisogna organizzarsi. Prenotare in anticipo, decidere il periodo. Aereo o treno? E una volta arrivati?

Cercherò di riassumere tutto ciò che ho sperimentato, nel bene e nel male, in questi cinque giorni a Monaco.

La preparazione del viaggio

E’ molto meglio prenotare, come per qualsiasi altro posto turistico, molto prima, anche due/tre mesi se possibile. Soprattutto se si vuole partire tra settembre e ottobre, durante l’Oktoberfest.

Questo, chiaramente, per trovare buone tariffe con i voli low cost, ma anche quelli di linea durante le promozioni. Lufthansa ad esempio ha fatto un’ottima offerta, Europa a 99€. Con quella cifra è prevista l’andata e il ritorno in molte città d’Europa, tra cui Monaco.

La stessa regola vale per gli hotel, prima si prenota più facilmente si troveranno ottime tariffe. Ho già scritto un articolo su booking.com, ottimo servizio di prenotazioni online, che vi consiglio vivamente.

Personalmente vi consiglio il Derag Hotel Prinzessin Elizabeth, a quattro stelle ma dotato di alcuni appartamentini che, per un minimo di 5 notti, hanno dei prezzi molto più abbordabili delle camere singole o doppie. Ad esempio noi eravamo in tre, nell’appartamento Maisonette Comfort, 40 m² su due piani ma situato all’interno dell’hotel, come fosse una camera; angolo cottura, due divani, tavolino, frigorifero, bagno con vasca e asciuga capelli…

Costo? 300€ a persona, per 5 notti (e, quindi, 6 giorni normalmente). Consumi di ogni tipo (acqua, elettricità, gas) inclusi ovviamente :)

L’avere una cucina permette di risparmiare molto sul cibo, considerando che a fianco dell’Hotel c’e’ un market con costi in linea con quelli italiani.

Se scegliete, comunque, l’aereo per il viaggio, vi consiglio di leggere sempre attentamente le regole per il bagaglio normale e quello a mano. Al ritorno ho lasciato per sbaglio la nutella nello zaino e l’ho dovuta buttare :(

Anche l’acqua, tuttavia, non può essere portata nel bagaglio a mano. Sul sito di Lufthansa comunque sono abbastanza precisi, ma in caso non siate sicuri chiedete al personale dell’aereoporto prima di fare il check-in!


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Il compleanno di…

da phantom, in Fun | 27 Settembre 2008 @ 19:39 | 3 commenti


Questo post è assolutamente fuori luogo, eppure in linea con il concetto di fondo di Mindshake. E’ il mio compleanno e mi prendo il diritto di dire quello che mi frulla per la testa in data odierna. Innanzi tutto ringrazio le persone che mi hanno fatto gli auguri a voce e quelle che mi hanno riempito di messaggi e telefonate.

 



Non vi dico quanti anni compio, perché mi farebbe sentire troppo vecchia.

Dovete sapere che prima di fare 18 anni, il mio unico desiderio era diventare maggiorenne, sia per avere la patente, sia per fare una mega festa. E le giustificazioni a scuola? Beh, quelle me le firmavo sempre da sola, ed ero anche la falsaria della classe: bastavano un paio di prove su un fogliaccio..et voilà! Una firma bella e pronta e del tutto somigliante.

La mia festa dei 18 anni è stata fatta per mia volontà in un ristorante con piscina, e nonostante le rigide temperature del 27 settembre di quell’anno, avevo costretto tutti i miei amici a venire in costume. Risultato? Nessuno si voleva fare il bagno, allora io per dare l’esempio mi sono buttata in acqua, al diavolo le due ore dalla parrucchiera e quel filo di trucco che mi ero messa.

Da quando ho passato i 18 preferisco non contare i compleanni, dato che sono vittima della sindrome del Peter Pan Paraculo, cioè vorrei fare sempre quello che mi pare, non crescere mai, divertirmi, coltivare i miei interessi e studiare e non dover pensare ad altro.

Mia nonna è passata a farmi gli auguri e mi ha detto: “Ogni età ha le sue soddisfazioni, le sue esperienze che vale la pena vivere”. Sinceramente una delle cose spiacevoli il cui solo pensiero mi fa rabbrividire è che tra cinquant’anni (se ci arrivo) i ragazzi della mia età mi prenderanno in giro, perchè sarò diventata una canuta rompicoglioni che brontola come “una pila de facioli”. Devo registrarmi mentre dico “Anto, tu sarai una nonnetta simpatica e moderna” e riascoltarmi al momento giusto.

Tra l’altro ancora non ho festeggiato perchè il Koteko se n’è allegramente andato all’Oktoberfest, avevo provato a chiamarlo ma dopo le prime parole “abbiamo attraversato l’albergo in barca, c’è un cammello sul divano” e “sono molto stanco mi bevo una birra” ho capito che non sarebbe riuscito a rispondere alle mie domande.

Concludo questo drammatico stream of consciousness con un ringraziamento speciale alle persone che NON mi hanno fatto un regalo. Per fortuna c’è qualcuno che ha capito questa mia filosofia, e si accontenta di una parola d’affetto. C’è chi si ostina a comprarmi oggetti, vabbè ringrazio anche loro, purchè il regalo sia stato fatto con il cuore, e non solo per l’occasione.

Un buon NON compleanno a tutti! :)



Quando il muso di una macchina ci sembra una faccia

da phantom, in Fun | 24 Settembre 2008 @ 23:17 | nessun commento

Cosa vedono le persone nelle parti anteriori delle automobili, e quanto spesso riconoscono nel “muso” di una vettura un’espressione umana?
Una recente ricerca, condotta da Truls Thorstensen (EFS Consulting Vienna), Karl Grammer (Ludwig Boltzmann Institute for Urban Ethology) e altri ricercatori della Università di Vienna, ha indagato sulla percezione che abbiamo del design delle automobili, e in che modo le associamo a volti umani.

Alle persone è stato chiesto di riferire quali caratteristiche, emozioni, tratti caratteriali e atteggiamenti attribuiscono a determinate parti anteriori di macchine, poi hanno studiato i dati ottenuti.

Un terzo degli intervistati ha associato al 90% delle automobili esaminate una espressione umana o di un animale, e tutte le persone vedono in più della metà delle macchine degli occhi (le luci), una bocca (la griglia davanti) e un naso. E soprattutto gli intervistati sono stati tutti d’accordo su quali tipi di macchina avessero particolari tratti. Alle persone piacevano soprattutto le auto con un assetto e un design che suggeriva loro il concetto di potenza e sia le donne che gli uomini preferivano macchine con un aspetto arrogante, aggressivo e “arrabbiato”.

Se queste sono le caratteristiche preferite, ciò vuol dire che le persone comprano sempre le macchine che le possiedono?
I ricercatori, nei prossimi studi cercheranno di capire quanto il nostro giudizio su una macchina sia condizionato dalle nostre impressioni stereotipate o dalla presenza delle caratteristiche desiderate. E fino a che punto crediamo sia un vantaggio il guidare una macchina aggressiva per vincere le “battaglie” quotidiane della strada.

In futuro si cercherà di stabilire quanto le caratteristiche estetiche influenzino la nostra scelta e in che modo le case automobilistiche sfruttano o potrebbero sfruttare a proprio favore le percezioni e le sensazioni dei consumatori.


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