Non possiamo abbandonare Israele
Il titolo di questo post può far inorridire alcuni e sembra provenire da un messaggio di propaganda americano, ma ciononostante non fa che riflettere una cruda verità. Proprio in un periodo in cui Israele sta dimostrando una spietatezza militare pari a quella russa in Cecenia, non dobbiamo cadere nella trappola di abbandonare Israele a sè stessa.
Perché?
Perché non possiamo permetterci di isolare Israele. Dobbiamo finalmente capire che questo piccolo Stato sul Mediterraneo deve essere un nostro alleato, e non è rigettando Israele che riusciremo a cambiare il suo operato.
Se lo faremo la destra israeliana avrà vinto e continuerà imperterrita a governare il Paese come ha fatto in passato. Ma proprio dal fatto che Israele è una democrazia dovremmo trarre la nostra più grande forza. Per cambiare qualcosa dobbiamo capire un semplice concetto: il vero processo di pace in Palestina non potrà che partire dall’opinione pubblica israeliana.
Esistono movimenti pacifisti in Israele? Certo che sì.
Esiste una sinistra che vuole la pace e collaborare effettivamente con Abu Mazen? Sì.
E sono queste le parti in Israele che dovremmo sostenere attivamente. Basta boicottare le università israeliane. Basta protestare contro Israele in sè. Cominciamo a capire gli attori e le personalità in gioco, e capiremo finalmente chi sono i nostri amici e chi i nostri nemici.
Tag: democrazia, guerra, Israele, pace, Palestina, sinistra












Triste a dirsi ma non esiste una “sinistra pacifista” in israele più di quanto non sia da noi. Infatti l’ipotesi della creazione di un unico stato in cui arabi e israeliani possano convivere condividendo territori, ricchezze e governo è esclusa dalla agenda di tutti i leader, arabi come occidentali. La verità è che israele è uno stato ILLEGALE perchè occupa abusivamente gran parte del territorio palestinese (per non dire tutto ma va bene così) e naturalmente il più ricco e fertile. Ti ricordo che uno dei principali motivi dell’attacco a gaza è motivato dalla scoperta di un ricco giacimento di gas naturale a largo di gaza le cui concessioni erano state attribuite al libano. Lo sfruttamento di questo giacimento avrebbe dato una boccata di respiro alla morente economia palestinese. Avrebbe perchè questo tratto di mare è adesso inibito alla navigazione dall’esercito. Dalla creazione dello stato israeliano i villaggi palestinesi sono stati cancellati, gli alberi sradicati, le famiglie sterminate o cacciate in campi profughi che nessuno vuole. Si tratta di un genocidio (tentativo di sterminare o quantomeno decimare un etnia) e c’è poco da girarci intorno. Non prendermi per razzista, io contesto israele e le sue politiche stragiste, non il popolo israeliano e meno che meno la cultura ebraica dalla quale, piaccia o no, discendono la maggior parte dei nostri fondamenti socio culturali.