Ma faranno veramente male questi cellulari?
Questa è una domanda che, ormai, si fanno in molti, di qualsiasi ceto sociale, dal contadino interessato alla sua salute al biologo che analizza i dati dell’ultimo campione.
Ma perché non si riesce a dare ancora una risposta precisa?
Dando uno sguardo alla storia dei telefonini, vediamo che il primo mobile phone commerciale fu venduto nel 1978, quindi 30 anni fa.
Chiaramente bisogna aspettare ancora alcuni anni prima che diventi un oggetto di massa, e abbiamo quindi, diciamo, una ventina d’anni di campione estremamente eterogeneo.
Sono stati fatti innumerevoli studi sugli effetti a breve e lungo termine, ma i risultati sono discordanti. E non è difficile immaginare perché: chi usa il cellulare, probabilmente vive in una città inquinata, fuma e/o beve alcolici, è soggetto a continue altre radiazioni elettromagnetiche (computer, televisori, cavi dell’alta tensione..) di varia intensità, magari mangia anche male e, senza saperlo, cibo contaminato da qualcosa.
Inutile fare allarmismo, le sappiamo tutti queste cose. Ci si può in parte proteggere, cercare di fare una vita sana, prendersi una vacanza ogni anno in montagna o in qualche paese pulito e pieno di sole, ma resta il fatto che forse tra 20, 30 o 50 anni sapremo sulla nostra pelle e sulla carta cosa faceva male e quanto.
Tra i rischi legati all’esposizione alla radiazione elettromagnetica, il più preoccupante e monitorato è quello del cancro.
Come ho già detto vi sono innumerevoli ricerche e documenti per chi voglia saperne di più, ma recentemente ho letto una nota a riguardo particolarmente saggia e utile.
Ronald B. Herberman, dell‘Istituto dei Tumori, Università di Pittsburgh, ha scritto, il 24 Luglio di quest’anno, una nota interna che ricordava come non vi sia evidenza scientifica che i cellulari non siano implicati nella crescita dei tumori, né per il contrario. Tuttavia diventa sempre più chiaro che dovremmo ridurre l’esposizione, soprattutto i bambini e i ragazzi, ma anche vicino a loro.
E’ il caso ad esempio di studi epidemiologici che hanno riscontrato maggiori probabilità di sviluppare neurinomi del nervo acustico sul lato della testa più spesso utilizzato per rispondere al telefono.

Questa figura mostra come nei bambini vi sia una maggiore penetrazione della radiazione rispetto agli adulti, che tuttavia non ne sono immuni.
Saggiamente, il dottor Herberman parla di semplice prevenzione al posto di un successivo, doloroso pentimento, e sono pienamente d’accordo con lui.
Per facilitare a tutti il compito, ha stilato una lista di dieci punti di buon senso, da seguire per limitare moltissimo i possibili danni per se e per gli altri.
I Dieci Punti
1. Non permettete ai bambini di usare il cellulare se non per le emergenze. Gli organi in via di sviluppo di un feto o di un bambino sono i più esposti alla sensibilità verso i possibili effetti dell’esposizione a campi elettromagnetici.
2. Mentre comunicate usando il cellulare, cercate di tenere l’apparecchio lontano dal corpo il più possibile. L’ampiezza del campo elettromagnetico è un quarto dell’intensità a una distanza di due pollici e cinquanta volte inferiore alla distanza di tre piedi.
Ogni qualvolta sia possibile, usate la funzione altoparlante o un dispositivo Bluetooth, che ha meno di 1/100 dell’emissione elettromagnetica di un normale cellulare. Anche l’uso di un auricolare può ridurre l’esposizione.
3. Evitate di usare il cellulare in luoghi, come l’autobus, dove potete esporre gli altri in modo passivo al campo elettromagnetico del vostro cellulare.
4. Evitate di avere sempre il cellulare a contatto con il corpo. La notte non tenetelo vicino a voi, ad esempio sotto il cuscino o sul comodino, specialmente se siete incinte. Potete anche impostare le modalità flight o off-line, che arrestano le emissioni elettromagnetiche.
5. Se dovete portare con voi il cellulare, assicuratevi che la tastiera sia posizionata verso il corpo e il retro verso l’esterno, in modo che il campo elettromagnetico trasmesso si allontani da voi invece di venirvi incontro.
6. Usate il cellulare solo per stabilire contatti o per conversazioni di pochi minuti perchè gli effetti biologici sono direttamente collegati alla durata dell’esposizione.
Per le conversazioni più lunghe, usate una linea telefonica a telefono con filo, non un apparecchio cordless, che sfrutta una tecnologia ad emissione elettromagnetica simile a quella dei cellulari.
7. Cambiate spesso orecchio quando parlate al cellulare per diminuire l’esposizione. Prima di portare all’orecchio il cellulare, aspettate che l’altra persona abbia risposto. Questo limita la forza del campo elettromagnetico emesso vicino al vostro orecchio e la durata dell’esposizone.
8. Evitate di usare il cellulare quando il segnale è debole o quando vi muovete ad alta velocità, come in macchina o in treno, perchè questo fa aumentare la potenza al massimo quando il telefono cerca ripetutamente di connettersi a una nuova antenna.
9. Quando possibile, comunicate attraverso messaggi di testo piuttosto che fare una chiamata, limitando così la durata dell’esposizione e la vicinanza al corpo.
10. Scegliete un dispositivo con la SAR più bassa possiblie (SAR= Tasso di assorbimento specifico, che è una misura dell’intensità del campo magnetico assorbito dal corpo). I livelli di SAR dei telefoni moderni dei diversi produttori sono reperibili attraverso la ricerca su internet di “sar ratings cell phones”.
Conclusioni
Cercando su google, come dice il punto 10 ma anche con altre query, si trovano molte risorse utili per sapere il SAR del proprio telefonino, tra cui questo blog su wordpress.com, o il blog di Alessandro Ronchi che ha anche creato un’ottima tabella, ordinata dal SAR più basso al più alto, di moltissimi modelli di cellulari.
Tag: cellulari, radiazione elettromagnetica, sar, tecnologia, tumori











