Libera - la mia presa di coscienza (di Anto C.)
da phantom, in Articoli e Riflessioni | 19 settembre 2008 @ 14:13 | nessun commentoTutto nasce da una cena quasi per caso e da un incontro…un ragazzo di Scampia e la sua storia, da alcune foto… quelle famose Vele rese celebri da Gomorra e da una sua frase:
Voi pensate di essere lontani da noi, però mentre io mi affaccio dalla finestra e vedo i tossici con la bava alla bocca … voi avete chi viene da me alla ricerca di contatti per investire i suoi i miliardi (di €!!)… la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta da noi hanno presenza fisica, fanno mattanza ma è da voi…da voi che investono i loro soldi; nelle vostre università studiano i loro figli, da voi!!! e voi?? Perché tanto adesso noi ,al giorno d’oggi, soffriamo delle sindrome del telecomando: sentiamo storie ,anche commoventi, ma tornati a casa col telecomando spegniamo il cervello e la mattina dopo…solo un vago ricordo, quando va bene, se no il nulla più totale…quindi lo so che tornati a casa ve ne fotterete di me e di mio cugino che è stato assassinato…
Ed è quel voi che a me fece male quella sera, come se lui, abitante di un quartiere di Napoli, venisse da un altro Paese, come se non fosse Italiano, come se lui avesse frequentato un liceo scientifico con un programma diverso dal mio…come se lui, più piccolo di me, ne sapesse mille volte più di me…perché io a 21 anni un tossico dalla bocca non l’ho mai visto schiumare!!
Così nasce la mia esperienza in Libera, da un incontro, da una presa di coscienza: la società si può cambiare e siamo noi cittadini che abbiamo il diritto, e a parer mio anche il dovere, di impegnarci per renderla migliore. Perché se tutti continuamente ce ne laviamo le mani, che resterà di tutto ciò che viviamo?? Perché non bisogna pensare sempre alla lunga e quindi a eventuali figli che verranno ma anche semplicemente ed egoisticamente a noi stessi tra qualche anno…
Perché Libera è prima di tutto voglia di cambiamento, di impegno sociale, il credere in un progetto grande. Libera sono cittadini che si incontrano nei Presidi e leggono, studiano, discutono di antimafia; cittadini che fanno la fatica di informarsi, di organizzare manifestazioni, marce.
E poco importa se giornali e telegiornali Nazionali si dimenticano di dire che a Bari il 13 marzo 2008 per le vie della città a passeggiare pacificamente e in silenzio c’erano 100 mila persone, che in silenzio passeggiano per le vie di una città ricordando i morti innocenti ammazzati dalla mafia… non è da poco!!
Libera nasce il 25 marzo 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1300 associazioni, gruppi, scuole e realtà di base (come i Presidi) territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità.
La legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività anti-usura sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale; e come associazione con Special Consultative Status dal Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (Ecosoc).
Essa nasce perciò da diversi desideri: quello di Sostegno per le famiglie che hanno visto morire i proprio cari ingiustamente perché compivano il loro santo e onesto lavoro (vedi i vari giudici o imprenditori uccisi), di Restituire alla comunità i beni sequestrati dalla magistratura per poterli riutilizzare a scopo sociale.
Tante oggi sono le sezioni di cui si occupa Libera: dall’Informazione, ai Beni Confiscati, allo Sport ma ciò che io nel mio piccolo vivo è la presenza nel Presidio della mia città, un momento per fermarmi a riflettere durante la settimana con altri ragazzi-e-non interessati all’argomento come me…perché è la capillarità sul territorio con la conoscenza dello stesso (e ciò presuppone letture, studi, confronti) che rende questa realtà unica nel suo genere, perché non è una semplice associazione in cui uno parla e tanti ascoltano, ma qui tutti parlano e tutti ascoltano, tutti si impegnano e cercano sempre nel loro piccolo di rendere grande questa realtà, di farla conoscere diffondendo notizie e informazioni.
Si cerca praticamente di cambiare il nostro piccolo. Così sono nate tante esperienze non ultima quella di “cascina Caccia” bene confiscato alla famiglia calabrese Belfiore a San Sebastiano da Po, in provincia di Torino.
Da quell’edificio, 25 anni fa, partì l’ordine di uccidere il procuratore Bruno Caccia, colpevole di essere incorruttibile e di portare avanti il suo lavoro con imparzialità e un forte senso dello Stato.
Il processo sociale e istituzionale che ha portato prima alla confisca e poi all’assegnazione del bene è un esempio dell’Italia che vorremmo avere, con istituzioni e società civile responsabile che collaborano per la legalità e la responsabilità sociale.
La cascina è abitata da 4 ragazzi e ragazze che hanno deciso di andare a vivere nel bene confiscato per animare e dare vita al progetto. Tutto questo avviene a 86 km da Novara, a testimoniare, sempre di più, che la “questione mafie” non è affare di alcune regioni italiane, ma ci riguarda direttamente e in prima persona.
Tante le idee che abbiamo e che spero con il tempo metteremo in pratica concretamente e tanti sono gli ideali che ci danno forza ma, forse, tre semplici parole a me, ora come ora, bastano e mi danno la forza per credere in questo grande progetto: RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE.
A tutto: alla disinformazione che i nostri Tg trasmettono, a questa società che va alla deriva, alla perdita incalzante di ideali e di valori, per non dimenticare chi ha combattuto su queste montagne per consegnarci in mano quello che per anni è stato chiamato il Bel Paese. Semplicemente per non aver paura di poter essere ciò che realmente siamo in una società che tutto ci propone tranne che semplicemente che essere noi stessi…tutto questo e molto altro è per me Libera.
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