Lezioni su “L’ultimo dei Mohicani” di Cooper – 5
Trascrizione non ufficiale di una lezione di letteratura angloamericana
Le culture non esistono e per definizione sono l’assemblaggio di stimoli e realtà diverse che si mescolano continuamente. E ovviamente questo è un discorso che Cooper non riesce neanche a vedere perché nel mito del vanishing American c’era l’idea che, anche se alcuni indiani sopravvivono, non sono come gli indiani dell’epoca. E’ un modo di ragionare che purtroppo abbiamo ancora oggi. Una delle cose più irritanti per un indiano è sentirsi chiedere se viva come le altre persone o ancora nelle tende, senza tecnologia, come se noi a Roma dovessimo vestire ancora come i centurioni.
E quindi c’è l’idea della cultura come di qualcosa che una volta era puro, quando invece le culture in forma pura non sono mai esistite. Inoltre dalla genetica abbiamo avuto la dimostrazione che le razze non esistono. Ecco perché quando leggiamo Cooper non possiamo non essere disturbati da alcuni ragionamenti che vengono fatti. Quando ad esempio Occhio di Falco non manca mai l’occasione di dire che è un bianco puro anche se ha vissuto tra gli indiani.
E naturalmente ci tiene anche a sottolineare che i suoi compagni indiani sono Mohicani puri. C’è una insistenza maniacale nel dire chi sono i purosangue, e questa è un’ossessione europea, che Cooper ha presente perché ribadisce anche le differenze di rango oltre che di razza. Egli dunque prevede una sorta di natural aristocracy dovuta alle doti che la natura distribuisce in modo diseguale. Che poi questo è un discorso un po’ ambivalente, perché poi si scopre spesso che quelli che hanno più soldi sono anche i più intelligenti, facendo coincidere il discorso della natural democracy con quello della casta.
Cooper crede che esista un discorso di deferenza: crea un personaggio centrale come quello di Occhio di Falco, ma è consapevole che il suo protagonista è un ignorante, un rozzo. Ha doti naturali importanti, ma dal punto di vista intellettuale ha dei limiti. Se Cooper vedesse il film del suo romanzo, si stupirebbe per come il personaggio principale è stato cambiato. Perché lui non ha alcuna attrazione per le donne del romanzo, né è mai contemplata la possibilità di un interesse romantico perché sono le figlie di un colonnello e non sta bene che un rozzo cacciatore faccia la corte a una donna di rango più elevato.
La trama romantica, che non è l’interesse primario di Cooper, riguarda invece il personaggio di Duncan Heyward, che è un ufficiale e può legittimamente fare la corte a Alice. Perché Alice e non Cora? Cora, dal punto di vista di un uomo è più desiderabile perché è più matura e coraggiosa (Alice invece è una bambina) e presenta tratti più sensuali. Cos’è che la rende così intellettuale? E’ la sua storia personale. Pur essendo la sorella di Alice, ha una madre differente. Lo capiamo perché Alice è bionda con gli occhi azzurri e Cora bruna con occhi neri.
E sin dall’inizio vediamo la grande differenza tra le due. Nel primo capitolo lei, vedendo Magua, ha un’espressione di pietà, ammirazione e orrore. Sono quasi le reazioni verso qualcosa di sublime, che fa paura ma che al tempo stesso attrae. E perché è la ragazza scura a farlo? Nell’ideologia razziale di Cooper c’è affinità tra Magua e Cora perché lei è scura. E l’interesse ha una sorta di base nel sangue e non è un caso che all’inizio del secondo capitolo a Core viene data una battuta che dal nostro punto di vista contemporaneo sarebbe quasi politicamente corretta, di tolleranza.
Infatti, mentre Heyward e Alice sono preoccupati di affidarsi a un indiano, Core dice “perché non dobbiamo fidarci solo perché ha costumi divrsi e la pelle più scura?“. Notiamo quindi che è un po’ suscettibile sull’argomento, vuol dire che anche lei è un po’ più scura..
Tag: america, cultura, indiani d'america, lezioni, libri, romanzi, sapienza, università











