Legge 133, Decreto Gelmini, tagli all’Università – Facciamo chiarezza
La protesta studentesca contro i tagli indiscriminati all’Università e alla Scuola è, com’è ovvio in questi casi, partita d’istinto, con rabbia e passione.
Questo ha causato una certa etegeroneità nelle proteste, inizialmente, con slogan non proprio azzeccati e imprecisioni di vario tipo, che chiaramente sono state prontamente sottolineate e cavalcate dai nostri cari Governanti, che proprio scemi, su certe cose, non sono.
Quindi mi è sembrato necessario fare chiarezza su alcuni punti, affinché chi (giustamente) protesta possa evitare di fare brutta figura qualora intervistato, o anche semplicemente dare informazioni corrette a chi, un po’ tra le nuvole, gli chieda per cosa si protesta.
Partiamo da una frase tipica dei rappresentanti del Governo in carica:
Nel Decreto Gelmini non si parla di Università
Vero. A qualche lettore parrà sicuramente strano, come fu per me quando tornai a casa dopo la prima assemblea e andai a cercare gli articoli su Università e Ricerca.
Potete consultarlo voi stessi, e vedere che solo l’articolo 6 e 7 trattano di argomenti relativi all’Università, e sono forse gli unici non espressamente contestati dal movimento NO GELMINI.
Il saggio indica la Luna e lo stolto osserva il dito
Cos’è successo? Semplice: non è il decreto Gelmini a causare danni al sistema Universitario e alla Ricerca, bensì l’ex Decreto 112, divenuto Legge 133, proposto dal Ministro Tremonti e approvato dalla maggioranza il 28 Agosto.
La legge 133 è una finanziaria, composta da 85 articoli di cui quattro o cinque legati all’Università e alla Ricerca.
Avrete notato che in televisione non si fa altro che sottolineare questa incongruenza, facendo finta di non capire, e senza contestare poi il contenuto della protesta, cioè i tagli al Fondo e il blocco delle assunzioni.
Ma è nostro dovere di studenti e di cittadini essere informati per poter contestare il miliardo e mezzo di euro in meno che le Università avranno nel 2013, e le tantissime assunzioni in meno che vi saranno da qui a 5 anni.
Vi invito a leggere direttamente, quindi, gli articoli della Legge 133, che abbiamo pubblicato e reso un poco più leggibili in questo articolo.
Seguiranno successive analisi, anche coadiuvate dai risultati dei vari Gruppi di Studio formatisi in credo ogni facoltà della Sapienza (e mi auguro anche delle altre Università), per capire veramente ciò che sta succedendo e non permettere più loro di ignorare l’ingombrante Luna che gli indichiamo, in migliaia.
Tag: decreto 133, gelmini, proteste studentesche, riforma, scuola, università
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@koteko, ho letto l’articolo della legge in cui si parla della possibilità delle università di trasformarsi in fondazioni private e viene sottolineato che una volta che sono diventate fondazioni(cosa che, visti i tagli complessivi, sarà praticamente obbligatoria entro il 2013) potranno agire IN DEROGA alle leggi attuali sugli aspetti FINANZIARIO,amministrativo,didattico,etc.
Questo significa che la regola del 20% non dovrà più essere rispettata e che le tasse per gli studenti potranno aumentare indiscriminatamente e non solo fino a 5 volte in più al massimo, poichè la spesa per studente sarà decisa arbitrariamente a seconda degli investimenti privati e quindi
l’attuale 100% non è detto che corrisponda a quello del futuro.
risposta per max79(post 40)
max tu sicuramente avrai l’esperienza per dire che in passato ci sono state proteste strumentalizzate e/o immotivate, ma quando dici:
“Università come fondazioni?
Per pochi?
Ma siamo sinceri sono pochi quelli che hanno la testa per studiare, la vera protesta oggi è dirlo ad alta voce.”
nonostante mi sembri in buona fede, sbagli di grosso perchè l’università come fondazioni non sarà per quei pochi che hanno la testa per studiare, ma per quei pochi che hanno i soldi nel portafoglio di papà per permetterselo.
cazzo forse è la prima volta che bisogna protestare veramente e me la paragoni alle proteste per la diminuzione della crema nei bomboloni nel bar della scuola, bah…
non è una necessita,ci si può vivere anke senza..é assurdo che dei fuoricorso all universita a 30 anni vivano alle spalle degli altri.se si vuole qualcosa,si deve sudare,ci devi credere veramente,e se una cosa non ti costa sacrifici spesso la fai per comodita,o per moda,come questo è il periodo della fisioterapia..Tutti iscritti alla stessa facoltà,e dopo ovviamente finiscono a fare i cassieri alla coop..A LAVORARE!!!!!!!!!!!!!!L’ Università è una scelta,e come tale deve essere scelta solo da chi ha voglia di fare,da chi ci crede e da chi ha una particolare vocazione.Queste persone di sicuro non scioperano,perchè sono stufi di vedere professori incompetenti,personale inutile,spese inutili,scuole che cadono a pezzi,e soprattutto studenti fancazzisti che vanno comunque avanti,che ,se non in 5,si laureano in 10 anni e poi saranno i nostri medici,gli insegnanti dei nostri figli,ecc…esono persone totalmente incompetenti perchè ormai si laureano cani e porci..solo che siamo un popolo di viziati e fancazzisti a cui va bene di ottenere molto impegnandosi poco..Ma quando si tocca il portafoglio,brucia eh…LA PAKKIA E FINITA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
penso non importi in quanto tempo una persona riesca a laurearsi 5, 10, e anche 15 anni, chi lavora come medico, avvocato etc…ha una laurea valida sia se presa dopo 5 anni sia presa dopo 10. Ogni anno vengono pagate tasse universitarie (con un costo abbastanza alto) con cui ogni singola persona paga il proprio corso e i propri insegnanti…non vedo il motivo per cui favorire università private! anzi verranno tagliate solamente le gambe a chi vuole crearsi un futuro e che non ha purtroppo possibilità economiche!
ti dovresti vergognare per le cazzate che dici…. LO STUDIO è UN DIRITTO DI TUTTIIIIIII!!!!! con qst decreto andranno avanti i meritevoli, ma anche i figli di papà del cazzo… e io povero ragazzo che voglio studiare xke voglio diventare qualcuno, o svuoto le tasche a mio padre dissanguandolo e mandandolo al lastrico, oppure mi devo accontentare di spalare merda al cilodromo… Con qst riforma andranno avanti solo i figli di papà e quei pochissimi veramente in gamba.. il resto sarà solo merda… chi la pensa come te si dovrebbe solo vergognare… fatti un buon esame di coscenza… speriamo che tu stia solo scherzando…. (qst messaggio è riferito a qll che si chiama unochenonhafattosciopero…) tu sicuramente sarai tra quelli che vanno col pdl senza nemmeno sapere il xke vanno con loro… ma riprenditi e fatti un buon esame di coscienza che ci stanno fottendo.. vogliono decide loro chi comanbda e chi zappa la terra… apri gli ochhi amico mio..
Certo che si può vivere anche senza, ma di solito uno studia per poter migliorare la qualità della propria vita e per arricchirsi dal punto di vista intellettuale, sociale, umano. L’università è una scelta, e questa scelta deve poter essere fatta da tutti. Se una persona ha voglia di studiare, ma la famiglia non potrà pagargli gli studi, come farà ad esprimere le sue potenzialità in un sistema in cui solo chi ha i soldi potrà formarsi?
E come classifichi tutti i ricercatori, dottorandi e professori che stanno partecipando alla protesta? Sono anche loro dei viziati fancazzisti? La selezione non sarà fatta sul merito, ma sul reddito, ed è questa la cosa che contesto, che contestiamo e che ti ostini a non vedere. Io e moltissimi altri miei colleghi facciamo lezione e facciamo protesta. Voler studiare non vuol dire mettersi i paraocchi e non vedere quello che succede intorno. Come ci sono professori che lavorano male ci sono professori che lavorano bene, come ci sono ragazzi che studiano poco, ci sono ragazzi che studiano molto. Se si vuole cambiare il sistema bisogna analizzarlo a fondo e correggere i fattori che ne determinano il malfunzionamento, non togliere i soldi senza un criterio mascherando l’operazione sotto il nome di “riforma”.
E se mai sarò una cassiera, almeno sarò una cassiera che sa tre lingue, che non si fa ingannare dalla propaganda populista, e che saprà usare il proprio cervello perché ha imparato ad analizzare e a riflettere sul mondo circostante.
…Ma nessuno pensa a chi ha davvero rovinato l’università, portandola allo sfascio e anche alla situazione attuale, ai tagli che il governo è purtroppo costretto a fare??
sto parlando di berlinguer ex ministro della pubblica istruzione, l’inventore del 3+2, che ha l’unico merito di creare più laureati disoccupati, con scarsa preparazione, un esrcito di nuovi sessantottini a piede libero…..riflettiamo…
….l’università non è per tutti…solo xchi sa e vuole studiare….che ce ne facciamo di milioni di avvocati di medici ignoranti, che poi fanno morire le persone in sala operatoria….e certo non è di chi va in piazza a fare casino solo xchè l’autunno è la stagione più propizia x farlo…in primavera nessuno si ricorderà più della gelmini, si penserà solo alle vacanze
(A medicina ti ricordo che c’è già il numero chiuso)
E quindi come scegliamo chi può studiare e chi no?
“Sessantottini a piede libero”
…
carissimi colleghi.
è con estremo rammarico che vi scrivo dall’università piu sgangherata del mondo(basilicata),in una regione che piu rossa non si puo e che neanche il cielo è piu azzurro,
in questo covo di giovani professori di tressette,scopa e scala(perke i banchetti studio servono per giocare a carte e fumare)l’unica cosa nella quale ho visto adesione è stata la protesta,perke guidata dai prof ma tutti non sapevano di cosa si trattasse.io seguo da giorni questo dibattito sul vostro sito e oltre ad avermi chiarito le idee qui,ho riscontrato le ipotesi alquanto irreali di chi scrive e supportato da un intervento del prof di nozioni giuridiche vi dico la mia.
L’italia è il paese con piu laureati-disoccupati.
in merito alla legge berlinguer che fu presa in considerazione dopo un incontro con le potenze d’europa lo standard italiano si è abbassato di parecchio.
La mia università vive di sprechi e i prof sono dei buoni baristi con la capacità di saper persuadere gli studenti.
qui,studenti meritevoli ce ne sono pochi e anch’io col minimo indispensabile riesco a far quadrare i bilanci(i crediti)
Mi domando giorno dopo giorno quanto sia stato poco produttivo venire in una università solo perchè vicina.
la maggior parte dei miei amici è andata lontano,Milano,Pisa,Roma,e se ne parli in paese dicono che sono andati per far la bella vita,mentre chi resta qui cerca di studiare vicino casa.Falso.
le universita al nord sono veramente efficenti,certo non a paragone con gli Usa ma nemmeno con lo schifo dell’unibas.
Sono stato lungo lo so ma voglio arrivare a una semplice conclusione:
universita come quella in cui studio(lettere,sdc) non ha motivo di esistere,è solo un modo per dire: io vado all’uni.
credetemi ragazzi,penso che le universita,quelle buone saranno piu efficenti e saranno frequentate da chi vuole sfondare,dobbiamo finirla di laurearci e andare a fare gli spazzini,il Laureato deve essere l’uomo d’elite,e poi ci sarà bisogno di chi creerà il formaggio da far mangiare a tutti,costruirà da operaio le case,venderà la carne,sarà una cassiera gentile e veloce,ma vi prego non toccatemi il Laureato.
poi si sa che in questo clima arroventato non si capisce niente e tutto viene visto male,a mio avviso ci sarà anche una rivista sulle borse di studio e tutti potranno pagare la retta che non credo arriverà ad essere esorbitante.
Abbiate fiducia,e non criticate le uni Usa,vi ricordo solo che Bill Gates e Steve jobs non sono stati sfornati dall’uni di potenza o di urbino,o di teramo o di non so quale sperduto paese.
scusate la poca coerenza con la deontologia virtuale e la lunghezza del testo.
a presto
è da quando ho 15 anni che faccio la stagione,mi metto via i soldi per pagarmi l’Università…in 4 stagioni ho messo via 5000 euro (spendendo anke qualcosina per le mie cose)…i miei mi mantengono a casa,e mi hanno mantenuto per 18 anni,mai gli chiederei di pagarmi l’Università per intero…se fossero un pò di più i giovani che durante l’estate vanno a raccogliere pere,o a lavorare al bar dello zio,o tante altre cose,anziche cazzeggiare,probabilmente sarebbero un pò più indipendenti e le cose andrebbero meglio..Detto questo,in italia c’è un professore ogni 9 alunni,in europa uno ogni 13,inoltre il decreto non prevede un licenziamento degli insegnanti,ma la razionalizzazione del numero degli insegnanti rispetto al fabbisogno,non assumendone altri,in Italia ci sono 1350000 insegnanti e sono troppi,è ora di finirla di illudere le persone facendo credere che c’è lavoro per tutti..evidentemente tutti quei professori sono disinformati o partono prevenuti- come la gran parte dei scioperanti-senza contare tutti quelli che scioperavano senza saperne il reale motivo.per quanto riguarda l’Università,ci sono oltre 40 corsi frequentati da 1 solo studente,e 330 non superano i 15 iscritti..Ci sono 5 università importanti con buchi di bilancio enormi,che se fossero state aziende avrebbero portato al licenziamento in tronco di chi le ha gestite..Si sono moltiplicate cattedre e posti per i prof.senza tener conto delle reali esigenze,aumentando la spesa in maniera inacettabile..94 università,più di 320 sedi distaccate in posti non strategigi,in Italia abbiamo 5500 corsi di laurea,in Europa la metà;170000 materie insegnate rispetto alle 90000 della media europea..nel 2001 i corsi di laurea erano 2444,oggi 5500.Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000. Nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro
I ragazzi sono sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre.La protesta di questi ultimi giorni è una protesta politica che ha come obiettivo la lotta al governo Berlusconi, con la regia della sinistra e dei centri sociali
Gli universitari bruciano in piazza un decreto che riguarda la scuola e non c’entra niente con l’università,o per lo meno non impedirà a chi vorrà studiare di farlo..Basta farsi pilotare dai sindacati,basta credere a tutto quello che dice chi a come unico scopo della sua vita combattere Berlusconi anziche collaborare…E diamo un pò di fiducia a chi non ha motivo di voler farci del male,ma vuole aiutare un paese che sta sndando alla deriva a causa della malagestione dei decenni passati
incaxxato nero,tu e il tuo prof avete capito tutto
Alcuni non sanno leggere o non hanno letto i rapporti OCSE, oppure vedono troppa televisione.
Infatti questi rapporti che i nostri politici al governo non sanno leggere dicono anche altro.
Tra gli indicatori vi sono ad esempio “indicatore D: L’ambiente scolastico e l’organizzazione delle scuole.” (strutture fatiscenti ???)
Riporto:
“Fino al 2004 gli investimenti indirizzati verso la scuola e l’università – sia in termini di percentuale sulla spesa pubblica totale e in rapporto al Pil – ci vedono al di sotto della maggior parte dei paesi, superati anche da Islanda, Canada, Messico e Portogallo. E gli investimenti nella scuola dell’infanzia (l’ex scuola materna), vera leva strategica secondo la Commissione europea, in base al rapporto Ocse dal titolo Starting strong II sono irrisori: appena lo 0,4 per cento del Pil.”
“Gli insegnanti italiani percepiscono salari decisamente bassi rispetto ai loro colleghi stranierie per arrivare al massimo dello stipendio devono stare in cattedra ben 35 anni, contro i 25 della media Ue. In Italia il tempo dedicato alle elezioni con gli alunni, 33 settimane o 674 ore l’anno (per la scuola media), sembrano poca cosa se confrontati con le organizzazioni scolastiche degli altri paesi. Solo a titolo di esempio, nell’Unione europea, le settimane che i ragazzini trascorrono a scuola sono 37 e le ore di lezione 1.019.”
“E ancora, i docenti nostrani sono tra i più anziani in assoluto: solo 1 su mille ha meno di 30 anni. Nelle altre realtà si supera agevolmente in tutti i segmenti scolastici il 10 per cento. E, a sorpresa, nelle scuole scarseggiano anche computer (77 per scuola, contro i 115 dei paesi Ocse) e i collegamenti a internet.”
“All’università i paesi Ocse spendono 11.512 dollari per ogni studente, mentre l’Italia ne investe solo 8.026″
“Gli adulti in Italia hanno in media poco più di 10 anni di istruzione, e si collocano al quart’ultimo posto nei Paesi OCSE. ”
“L’Italia ha ora una delle più alte percentuali di scolarizzazione dei bambini di 3-4 anni, insieme a Belgio, Francia, Spagna e Israele.”
Universita’:”Con i suoi $ USA 8.764 spesi annualmente per uno studente universitario, L’Italia investe almeno il 20% in meno rispetto ai suoi pari OCSE ($ USA 11.254 in media)”
La scuola materna ha dato la possibilità alle donne italiane di lavorare e non stare solo a casa a far da mangiare, potrebbe funzionare solo di mattina 4 ore. Bel regalo ai privati.
Io ho avuto la maestra unica, ci bacchettava e in punizione dietro la lavagna.
Tabelline a memoria e poesie.
Computer, Informatica, Inglese ????
Spero che i miei figli conoscano una scuola diversa da quella che ho conosciuto io 30 anni fa’.
Non sarà eccezionale ma d’altronde rispecchia la società in cui viviamo.
Chi cavolo ha qualche rimpianto di quel vecchiume pensato da Gentile durante il fascismo ?
Che vi siano dei problemi nella struttura va bene, ma che la soluzione sia un taglio o leggere i dati OCSE solo quando fa’ comodo, non sono deficiente…
@ unochenonhafattosciopero: sappiamo tutti che c’è bisogno di interventi nel sistema universitario. Ma a un sistema male organizzato e con poca razionalità nella gestione delle risorse non si può rispondere con un metodo altrettanto irrazionale. Mettiamoci al tavolo e pensiamo insieme dove, come e perché e decidiamo quali provvedimenti prendere. Perché nel nostro Paese è così difficile prendere delle decisioni ponderate, misurate, studiate appositamente per il problema e discusse non solo tra i politici, ma anche tra esperti del settore? Questa via viene sempre osteggiata, invece si butta tutto in “caciara” e noi siamo lasciati qui ad azzuffarci, all’ombra della certezza che tanto in qualche modo ci hanno fregati.
Ps Leggi il commento 63 ;)
<>
riguardo al soprannome: si infatti piace anche a me è un bel soprannome, pensa che purtroppo il mio è “Rosso” dato che ho i capelli castano rame, quanto lo odio. Per quanto riguarda la risposta che mi hai dato, ti ringrazio molto, adesso ho le idee molto più chiare, cmq devo dire che devi essere una persona molto inteliggente e con un certo bagaglio culturale per avere una così limpida chiave di lettura degli avvenimenti politici dato che l’informazione oggi è così amgigua e contorta da confordere un pò tutti..(per es. italiauno col tg ci sta prendendo proprio per il culo) va be ti ringrazio ancora stammi bene, ciao Koteko. ps. ma fai che il tuo soprannome mi piace tanto perchè mi ricorda Kubrick o konfucio!? ma?
ciao sono tommaso 16 anni 3°liceo scientifico .
io mi troverò nel pieno dei tagli all’istruzione quando andrò all’università.”se vado”
sono uno studente di media 7.1 non sono un geniaccio che prende 8 o 9 e non sono figlio di qualche facoltoso da poter permettermi un univesità cara .
dai precedenti commenti capisco una cosa che io non ho futuro ….. credetemi adesso sono tristissimo non avrò una borsa di studio sono sincero non sono eccllente e meritevole di borse di studio ma voglio laurearmi magari non con 110 e lode ma almeno vorrei avere la possibilità di farlo !!!!!
qualcuno mi sa dire io con un diploma di liceo scientifico ma come i miei colleghi del classico se non potrò andare all’università cosa farò ?
qui si pensa solo all’eccellenza ma dovremmo pensare a premiare il meritevole e anke ad aiutare ki non lo è non possiamo fare tutti gli operai o altri lavori per cui non serve una laurea ?
cioè io spero di essere un laureato medio non un super genio ke inventerà o che farà chi sa cosa …. ma voglio avere la possibilità di mettermi in gioco !!!!!!!!!!
perchè il mondo non è fatto solo di einstein ….. e voi che dite che bisogna premiae il meritevole e magari non lo siete “almeno non tutti” mi dite cosa faccio ? mi date una speranza? o devo in blocco lasciare gli studi e andare a zappare da ora !!!!!!!
Per rispondere a te ed alle tue perplessità in merito al tuo futuro…
Come premessa ti dico che sono un laureato non da 110 (98 in ingegneria informatica) e prima sono stato un diplomato non da 60 (ai miei tempi c’erano i sessantesimi ed io ne ottenni 48). Insomma come tipo di studente sono assimilabile a te.
Che la laurea dia un vantaggio sociale è tutt’altro che garantito secondo me. Che mollare gli studi a diploma conseguito dia meno possibilità che fare l’università è un luogo comune, vero talvolta ma non sempre, anzi.
Es.: conosco persone mie coetanee che, caso estremo, non sono andate oltre il 3° superiore ed hanno cominciato subito a lavorare. Innanzitutto l’estate loro se ne andavano al mare la domenica ed il sabato pomeriggio si riposavano: per me che studiavo il sabato e la domenica erano sui libri fino alla fine dell’esame (perché il “lavoro” di studente universitario “serio” dura ben di più in termini di orari delle 40 ore medie dei lavoratori veri).
Loro cominciavano a mettere soldi da parte, io dipendevo da mamma e papà; intendiamoci, essendo un pigro e non avendo la mia famiglia particolari problemi economici, me ne guardavo bene da farmi dei lavoretti per conto mio (cosa, a scanso di equivoci, sbagliatissima vista con gli occhi dell’adulto che ho ora).
Nel tempo che mi è stato necessario per laurearmi loro hanno raggiunto un livello di salario tale da compensare la differenza di trattamento economico ottenibile con una laurea, l’entry level che ho avuto nell’azienda dove sono entrato da neolaureato, superiore a quello di un neodiplomato, era comunque inferiore o paragonabile al loro stipendio: con la differenza che nel mentre si erano messi da parte un bel gruzzoletto ed avevano già un tot di contributi pagati, io stavo a zero.
Il lavoro che poi ho fatto (e non che non abbia provato a cerca dell’altro, ma poi la crisi ha cristallizzato, se non fatto regreedire, il mercato occupazionale) lo potevo fare tranquillamente da neo dipllomato.
Alcune delle persone che conosco che hanno terminato gli studi con il diploma poi sono diventati imprenditori: chi ha un avviatissimo negozio di animali, chi ha un’attività di vendità di tecnologia on line, chi ha un paio di negozi di bigiotteria e sta registrando il suo marchio, chi ha una remunerativa attività di marketing. Segno che se sei una persona in gamba emergi, anche senza laurea ed anche in un periodo di crisi come questo.
Io, te lo dico brutalmente, fossi in te dopo il diploma prenderei in seria considerazione l’idea di “andare a zappare”, inteso chiaramente, come rimboccarsi le maniche e cercarsi un lavoro anche apparentemente meno appagante di quello di avvocato, medico e via discorrendo. L’Università si deve affrontare con lo scopo di accrescere la propria cultura in un determinato indirizzo, di seguire quella che si sente come una vocazione; con l’intento di emerge e di ergersi al di sopra della massa; non con l’intenzione speranzosa di raggiungere una posizione sociale rilevante: questa è solo una favola e per il tuo bene devi mettertelo in testa fin da subito.
Tornassi indietro comincerei a lavorare subito dopo il diploma: oggi guadagnerei di più, avrei più anni di contributi da parte, avrei più soldi da parte, il mio livello culturale non sarebbe di molto inferiore visto che mi reputo una persona intelligente ed in grado di autoformarsi (poi, con gli strumenti che ci sono a disposizione oggi, veramente se uno vuole crescere culturalmente ci sono moltissime possibilità), avrei fatto risparmiare soldi e preoccupazioni ai miei genitori.
Mi astengo qui dal dare giudizi sui tagli e sul discorso generale che si sta affrontando qui in quanto questa è una risposta dedicata a scikilonz.
Hai pienamente ragione.
http://mindshake.org/lettera-agli-studenti-del-rettore-del-politecnico-di-milano/
Documentatevi bene prima di dire assurdità.
non credo che l’università stia facendo un passo indietro,anzi penso che dando agli atenei la possibilità di ricavare denaro da fonti non governative possa essere un modo per far aumentare le entrate..entrate che non trasformeranno l’universita in private,ma in strutture che dovranno comunque giustificare tramite un amministratore responsabile ogni centesimo di spesa.Questo significa mettere le università nella condizione di gestire fondi che lei stessa si è procurata riducendo la spesa a carico del governo.Insomma lo stato sta dicendo basta a tutti quelli che fino ad ora hanno fatto la cresta sulle risorse statali emesse a ruota libera.questo è secondo me positivo.E chi sono quelli che si sono trovati in passato a gestire i soldi destinati all’università,serperandoli?Sono proprio quelli che adesso scendono in piazza con gli studenti,quei “massoni” dei rettori che adesso si sentono depauperati dai tagli all’università e si fanno in quattro per fare casino e aizzare tutti contro la nuova legge….
Ragazzi vi stanno usando ancora una volta per farsi i c..z loro.il problema non sono i tagli alla ricerca..ma i tagli al loro potere e alle loro possibilità di continuare a fare dell’università ciò che vogliono.E da una vita che esiste il problema della ricerca e se ne accorgono solo adesso questi bastardi ,adesso che vogliono toglier loro la gallina dalle uova d’oro.Questa è comunque solo la mia opinione..
Rispondo a Max79
Io sono nata nel 1977 e come ho ho vissuto i tempi degli scioperi di cui parli…ma forse ti sfugge una cosa! se questo governo continua l’Italia verrà “sfasciata” sotto tutti i punti, altro che scuola! aggiungo solo: poveri noi, poveri coloro che non avranno i soldi per pagare l’università ai loro figli. Dove abito verrà chiusa la scuola-sai cosa vuol dire?? che il comune si dovrà far carico di portare gli studenti da un’altra parte e comporterà un costo-i genitori dovranno dare una tantum…chiudo qui. Saluti a tutti coloro che scrivono in questo forum
rispondo a Omar
Stanno operando tagli in tutti i settori lo capisci questo????
Grazie Vanessa:)
sono una liceale, frequento la seconda in un piccolo paese di provincia dell’emilia romagna.Ho letto il piano dell’offerta formativa della mia scuola…molto interessante ma aimè con molta amarezza devo fare i conti con una realtà ben diversa, ad esempio per quel che riguarda i corsi di recupero, gli sportelli i tutor e chi più ne ha più ne metta(sempre a parole mai a fatti). Ho una isufficienza grave in matematica,ne ho parlato con la mia insegnante e mi sono trovata di fronte ad un muro non ho visto una persona pronta a tendermi una mano. L’insegnante ha ribadito che la scuola non ha i fondi per far partire i corsi di recupero e lei deve andare avanti col programma. Che scuola è questa?La scuola dovrebbe educare i ragazzi alla comprensione, alla mediazione alla capacità di ascolto, alla motivazione….dov’è tutto questo? Favole..solo favole. La scuola si riempie la bocca di belle parole:progetti,aiuti..ma solo al fine di avere più iscritti possibili.Questa è scuola di qualità?NO La scuola si sta livellando sempre più al basso a scapito degli studenti. è giusto che gli insegnanti che si spendono veramente per la scuola siano retribuiti e premiati di più ma è altrettanto giusto che gli insegnanti che lavorano senza motivazione e hanno come unico interesse lo stipendio non occupino questo posto.
rispondo a scikilonz
Ho letto il tuo commento, sono pienamete d’accordo con te. Mi trovo nella tua stessa situazione anche io non sono una studentessa modello..nel senso che non ho la media del 9 o dell’8 ma mi sono sempre impegnata con serietà nella scuola e vorrei avere le stesse opportunità di coloro che hanno alle spalle delle famiglie in vista o facoltose, penso sia un diritto uguale per tutti quello dello studio ma mi sa proprio che ci troveremo a zappare insieme.
“il Laureato deve essere l’uomo d’elite,e poi ci sarà bisogno di chi creerà il formaggio da far mangiare a tutti,costruirà da operaio le case,venderà la carne,sarà una cassiera gentile e veloce,ma vi prego non toccatemi il Laureato”
Va bene, incaxxato nero, ma ti faccio osservare una cosa: secondo te, perchè tenti si laureano? Non per dire “ho la laurea”, come dici tu, ma perchè, se non hai un titolo di studio il più alto possibile, in questa società sei destinato ad essere buttato sul marciapiede, o, se ti va bene, a trovare un lavoro sottopagato. Le possibilità di una vita decente, nel nostro Stato, si riducono anche per gli operai e per le cassiere, così come per qualsiasi lavoratore dipendente, causa diffondersi del precariato e blocco del turnover, perciò i giovani, studiando all’Universtà, cercano semplicemente di crearsi un futuro accettabile (ed anche in quel caso, non è detto che ci riescano: la probabilità che finiscano a fare i cassieri o nei call centers rimane,ANCHE PER CHI ESCE CON 110 E LODE, quindi non è neppure questione di fancazzismo). Almeno, nel caso di un’istruzione tecnica, hai già in mano un diploma cheti abilita al lavoro… Ma uno studente liceale, finiti gli studi, quali altre possibilità ha, oltre all’Università? Andare a zappare, come giustamente afferma, preoccupato, Scikilonz. Io ero nella sua stessa situazione pochi anni fa: stessa media, stesso tipo di studi, nessun amico dell’amico importante. Ciononostante ora faccio medicina (lo desideravo da quando ero alta così), ma forse solo perchè sono riuscita ad entrare quando ancora il Decreto Gelmini era in fase di costruzione. Ora siam parecchio in crisi, però. Nel mio ateneo, noi “medicastri” siamo relativamente fortunati (a parte pagare rette da paura… -_-), perchè le lezioni sono mantenute ed i soldi, tutto sommato, ci sono (anche se i tagli hanno comunque inciso): ma che dire di altri Corsi di Laurea, per non parlare della sezione AFAM? Che dire dei CdL che hanno deciso di sopprimere od accorpare, o di quelli che si troveranno a doverlo fare da soli, per la mancanza di fondi?
E tutto questo davvero permetterà di liberare le università dai “cazzeggiatori”? Non potrebbero rimanerci in mezzo anche dei comunissimi ragazzi che hanno semplicemente voglia di studiare, ma sono privi dei mezzi e delle conoscenze giuste? L’istruzione in Italia ha molti problemi, ma non credo che questo sia il modo giusto di risolverli.
il problema di base…. è :L’italia necessita di una riforma della giustizia.possiamo parlare di decreto gelmini,decreto133/2008 ,tagli universitari etc ma se non ci sono le fondamenta e un buon sistema operativo ,tutte queste occupazioni e manifestazioni serviranno solo ai nostri politici sia di sinistra e sia di destra per scontrarsi .ormai siamo lo strumento principale e lo strumento più debole del sistema politico.a nessuno interessa di noi studenti ,siamo solo monopolizzati.