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La nuova tecnica sperimentale per il 3D

I ricercatori dell’Università Politecnico della Catalogna e dell’Università di Lovanio in Belgio, hanno messo a punto una nuova tecnica per catturare i movimenti umani e mostrarli in 3D sullo schermo di un computer. Il risultato di questa ricerca apre nuovi spunti per le applicazioni nel campo dei videogiochi interattivi, grazie al riconoscimento dei movimenti delle mani e dei piedi.

Uno degli scopi dei ricercatori è stato arrivare al risultato con il minor effetto invasivo possibile. Eravamo abituati a vedere persone con cavi attaccati da tutte le parti o vestite con tute provviste di sensori. Adesso invece basta una telecamera: le immagini filmate vengono analizzate da un algoritmo inventato dai ricercatori. Questo algoritmo sfrutta il concetto matematico di distanza geodesica per riconoscere le estremità del corpo, i dati poi vengono elaborati al fine di creare uno scheletro morfologico grazie al quale vengono individuate le cinque estremità possibili: testa, mano destra, mano sinistra, piede destro e piede sinistro.

Grazie all’uso di due telecamere si ottiene una triangolatura che consente di posizionare i punti colorati che individuano le estremità, in uno spazio tridimensionale. Una telecamera frontale infatti ha il compito di valutare le posizini verticale e orizzontale, la seconda serve alla profondità.

Il margine di errore è compreso tra il 4% e il 9% e il basso livello di complessità del sistema consente la sua installazione in qualsiasi contesto, anche quello domestico: pensiamo alla domotica, alla realtà virtuale applicata ai videogiochi, alle interfacce grafiche dei computer, e in generale a tutti gli obiettivi della ricerca sull’interazione uomo-macchina.


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