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cosa ci frulla nella testa

La memoria tradita

Non esiste una storia sola, dicono autorevoli studiosi contemporanei. La storia la fanno i vincitori, dicono altri dotti studiosi. La storia la (ri)facciamo noi, dicono altri politici.

Può esistere un paese continua preda della sua storia nel senso più negativo possibile? Certo, e non dobbiamo guardare molto lontano sfortunatamente. Ma davvero possiamo immaginare un paese dove, dopo più di 60 anni, ci sia ancora chi si riazzardi a rivalutare il fascismo?

Del resto, chi è colto di sorpresa dalle uscite di La Russa e Alemanno, o è un finto tonto o è una persona con una scarsa conoscenza storica e dell’attualità. Il progetto di un’ala politica e sociale inevitabilmente nostalgica dei bei tempi del Ventennio e dell’Impero continua a compiersi giorno dopo giorno, e grazie a piccole dosi di veleno quotidiane, a frasi dette e poi rimangiate, a gesti fatti e poi negati, giorno dopo giorno, un virus si insinua in una società già pervasa e anestetizzata dall’indifferenza e dalla massificazione culturale.

La storia per questa società non ha più valore, innanzitutto perché nessuno la conosce, e per questo chi è al potere, a differenza di quanto accadeva trent’anni fa, può osare pronunciare bugie sfacciate, perché sa che non c’è una coscienza collettiva pronta a sbugiardarlo e a fremere di rabbia.

La società, la storia, la cultura, le coscienze, sono nelle mani di chi si professa vittima ma è carnefice. Di chi si dice perseguitato ma è il peggior perseguitatore. Di chi grida continuamente ma poi per primo tortura quotidianamente quello che di più bello c’è: la libertà della mente.


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1 Comment

  1. facciamo come fascisti su marte…tutti contro i mimimmi

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