La Banda Baader Meinhof – opinione sul film
Qualche giorno fa sono andata a vedere La banda Baader Meinhof, pur non sapendo nulla del periodo storico e del tema in cui è ambientata la trama.
Premetto che sono di stomaco delicato e che le scene violente e sanguinarie non sono il mio piatto preferito, da ciò consegue il fatto che non ho ben digerito questo film.
Ma d’altronde da un film che parla di lotta armata non potevo aspettarmi carezze e biscottini.
Consiglio di andarlo a vedere, soprattutto a chi, come me, non conosce la storia della RAF e quelli che sono stati gli anni di piombo tedeschi. Non che il film, nei suoi generosi 150 minuti, faccia capire a fondo l’ideologia che c’era dietro il gruppo armato, ma di sicuro invoglia ad approfondire il tema e a documentarsi sull’accaduto e sulle varie generazioni che hanno proseguito la lotta della RAF.
Il susseguirsi degli eventi è esposto in modo sempre più frammentato man mano che si avvicina il finale (e ne passa di tempo prima che viene il finale -.-), con meno continuità tra le situazioni, in un climax crescente di paura, violenza e follia.
Il finale, enigmatico ma non troppo, lascia aperte poche strade di interpretazione.
Una cosa che mi ha particolarmente colpito è stato il parallelismo che ho riscontrato tra alcune scene di protesta nel film e delle situazioni che si sono verificate (molto probabilmente) anche durante le recenti proteste studentesche in Italia: avete presente gli infiltrati che fomentano la folla e i poliziotti che inizialmente non intervengono nel pestaggio e poi accorrono a dare manganellate? Ecco..
E poi svelo una cosa che farà aumentare vertiginosamente gli incassi del film: uomini sappiate che si vedono tante chiappe e tette all’aria tra una sparatoria e un’altra :P.
Altro elemento positivo: al cinema Nuovo Sacher (dove sono andata io) il lunedi proiettano il film in lingua originale (tedesco) con sottotitoli in italiano, una buona occasione per chi vuole esercitare l’ascolto!:)
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