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cosa ci frulla nella testa

Il Diavolo veste Prada

E’ una commedia che va giù liscia. Le emozioni sono poche e deboli, la trattazione dei temi è superficiale, nonostante i molti spunti che potrebbero essere sfruttati.

La protagonista è una giovane giornalista che coglie al volo l’opportunità della vita di lavorare come segretaria della direttrice di una grande rivista di moda, con il sogno poi di far carriera per scrivere in testate più impegnate.

Il nuovo lavoro è frenetico e stressante, l’ambiente è quello della moda: con ragazze che non mangiano e che vivono per la propria immagine.
La giovane impara ad essere puntuale ed efficiente, ma il successo sul lavoro comporta lo scontato distacco dal fidanzato e dagli amici.
Quando si accorge che, oltre a questo, bisogna rinunciare anche alla correttezza per sopravvivere tra gli “squali”, la ragazza rinuncia al futuro da persona in carriera, sleale e priva di affetti.

Il film, come ho già detto, offre degli spunti interessanti, come quello del problema del cibo negli ambienti di moda.
Peccato che poi ci si trovi davanti a una trattazione spiazzante: la protagonista è una taglia 42 che viene guardata male perché “cicciotta”, poi diventa una taglia 40, impara a vestire in modo ricercato e per questo è contenta lei e sono contenti tutti.

Il fatto che la protagonista si allontani dal fidanzato e dai migliori amici è commentato con le solite battute che si usano in ogni copione “non ti riconosco più”, “dov’è finita la ragazza che conoscevo?”, come se non fosse normale che, quando si inizia a lavorare seriamente, avvengano dei necessari cambiamenti nella vita di una persona.

Conclusioni

Finalmente un film commerciale che non sfrutta la scia dello stereotipo donna bella e scema Vs donna brutta e intelligente. Qui c’è una donna di aspetto gradevole (anche se per me Anne Hathaway è bellissima), che è anche intelligente.

Certo non è la prima volta che vediamo una tale sintesi, ma quello che apprezzo in questo caso e chè la sintesi viene resa in modo schietto, e non vuole essere modello di perfezione per le adolescenti al cinema.


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