Il compleanno di…
Questo post è assolutamente fuori luogo, eppure in linea con il concetto di fondo di Mindshake. E’ il mio compleanno e mi prendo il diritto di dire quello che mi frulla per la testa in data odierna. Innanzi tutto ringrazio le persone che mi hanno fatto gli auguri a voce e quelle che mi hanno riempito di messaggi e telefonate.
Non vi dico quanti anni compio, perché mi farebbe sentire troppo vecchia.
Dovete sapere che prima di fare 18 anni, il mio unico desiderio era diventare maggiorenne, sia per avere la patente, sia per fare una mega festa. E le giustificazioni a scuola? Beh, quelle me le firmavo sempre da sola, ed ero anche la falsaria della classe: bastavano un paio di prove su un fogliaccio..et voilà! Una firma bella e pronta e del tutto somigliante.
La mia festa dei 18 anni è stata fatta per mia volontà in un ristorante con piscina, e nonostante le rigide temperature del 27 settembre di quell’anno, avevo costretto tutti i miei amici a venire in costume. Risultato? Nessuno si voleva fare il bagno, allora io per dare l’esempio mi sono buttata in acqua, al diavolo le due ore dalla parrucchiera e quel filo di trucco che mi ero messa.
Da quando ho passato i 18 preferisco non contare i compleanni, dato che sono vittima della sindrome del Peter Pan Paraculo, cioè vorrei fare sempre quello che mi pare, non crescere mai, divertirmi, coltivare i miei interessi e studiare e non dover pensare ad altro.
Mia nonna è passata a farmi gli auguri e mi ha detto: “Ogni età ha le sue soddisfazioni, le sue esperienze che vale la pena vivere”. Sinceramente una delle cose spiacevoli il cui solo pensiero mi fa rabbrividire è che tra cinquant’anni (se ci arrivo) i ragazzi della mia età mi prenderanno in giro, perchè sarò diventata una canuta rompicoglioni che brontola come “una pila de facioli”. Devo registrarmi mentre dico “Anto, tu sarai una nonnetta simpatica e moderna” e riascoltarmi al momento giusto.
Tra l’altro ancora non ho festeggiato perchè il Koteko se n’è allegramente andato all’Oktoberfest, avevo
provato a chiamarlo ma dopo le prime parole “abbiamo attraversato l’albergo in barca, c’è un cammello sul divano” e “sono molto stanco mi bevo una birra” ho capito che non sarebbe riuscito a rispondere alle mie domande.
Concludo questo drammatico stream of consciousness con un ringraziamento speciale alle persone che NON mi hanno fatto un regalo. Per fortuna c’è qualcuno che ha capito questa mia filosofia, e si accontenta di una parola d’affetto. C’è chi si ostina a comprarmi oggetti, vabbè ringrazio anche loro, purchè il regalo sia stato fatto con il cuore, e non solo per l’occasione.
Un buon NON compleanno a tutti! :)
Tag: compleanno, Oktoberfest












Auguri dolcezza! :*
Phantom,
gran bel post. Sono un po’ più vecchiotta di te, in bilico sul burrone dei 30 e ti posso assicurare che quelli ti fanno paura. Perchè anche io, come te, sono un’eterna fanciulla che crede che il miglior modo di investire il proprio tempo sia quello di arricchire l’anima, coltivando i propri interessi, divertirsi e rimandare le responsabilità. E non è tanto per le rughe che vedo arrivare (no ma sono ancora quelle di espressione, eh :P) o perchè mi sento dire “Prego, signora” da commesse non ancora in età da patente nei negozi (la mia filosofia è quella di rispondere con il “voi”), è propio quello di doversi immaginare “adulta” in un momento in cui adulti ancora non ci si sente.
E allora, Phantom, fanculo a tutti. Ricordati che non devi niente a nessuno, se non a te stessa. Goditi serena il presente e vedrai che quando sarà il momento di crescere, presto o tardi che sia, succederà in modo indolore e morbido, in un passaggio naturale come ne hai già avuti altri.
E questa tua nuova fase la sentirai tua come ora senti tuo l’essere fanciulla :)
Felice compleanno, anche se un po’ in ritardo!
Grazie Groovie, le tue parole sono assolutamente rassicuranti. L’eterna fanciulla che è in me vorrebbe anche soltanto non diventare un’adulta stressata, piena di pregiudizi e talmente presa dagli impegni improrogabili da non poter dedicare un pò di tempo ai propri interessi e da non riuscire più a godersi la vita.
Se poi le aspettative cambieranno, dovrà essere, come dici tu, un passaggio fluido e naturale, in cui in ogni momento potrò sentirmi felice e “mia” proprio come adesso.
:)