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	<description>cosa ci frulla nella testa</description>
	<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 00:29:52 +0000</pubDate>
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		<title>Il testamento di Enzo Baldoni</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 00:29:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli e Riflessioni]]></category>

		<category><![CDATA[enzo baldoni]]></category>

		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

		<category><![CDATA[guerra]]></category>

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		<category><![CDATA[morte]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico interamente il testamento di Enzo Baldoni, come mio promemoria e come personale tributo all&#8217;uomo che fu e di cui conobbi l&#8217;esistenza, purtroppo, solo poco dopo che morì.

Ordunque, trascurando il fatto che io sono certamente immortale, se per qualche errore del Creatore prima o poi dovesse succedere anche a me di morire - evento verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblico interamente il testamento di Enzo Baldoni, come mio promemoria e come personale tributo all&#8217;uomo che fu e di cui conobbi l&#8217;esistenza, purtroppo, solo poco dopo che morì.</em></p>
<hr />
<p>Ordunque, trascurando il fatto che io sono certamente immortale, se per qualche errore del Creatore prima o poi dovesse succedere anche a me di morire - evento verso cui serbo la più tranquilla e sorridente delle disposizioni - ecco le mie istruzioni per l&#8217;uso.</p>
<p>La mia bara posata a terra, in un ambiente possibilmente laico, ma va bene anche una chiesa, chi se ne frega. Potrebbe anche essere la Casa delle Balene, se ci sarà già o ci sarà ancora. L&#8217;ora? Tardo pomeriggio, verso l&#8217;ora dell&#8217;aperitivo.</p>
<p>Se non sarà stato possibile recuperare il cadavere perché magari sono sparito in mare (non è una cattiva morte, ci sono stato vicino: ti prende una gran serenità) in uno dei miei viaggi, andrà bene la sedia dove lavoro col mio ritratto sopra.</p>
<p>Verrà data comunicazione, naturalmente per posta elettronica, alla lista EnzoB e a tutte le altre mailing list che avrò all&#8217;epoca. Si farà anche un annuncio sui miei blog e su qualsiasi altra diavoleria elettronica verrà inventata nei prossimi cent&#8217;anni.<br />
Vorrei che tutti fossero vestiti con abiti allegri e colorati.</p>
<p>Vorrei che, per non più di trenta minuti complessivi, mia moglie, i miei figli, i miei fratelli e miei amici più stretti tracciassero un breve ritratto del caro estinto, coi mezzi che credono: lettera, ricordo, audiovisivo, canzone, poesia, satira, epigramma, haiku.</p>
<p>Ci saranno alcune parole tabù che *assolutamente* non dovranno essere pronunciate: dolore, perdita, vuoto incolmabile, padre affettuoso, sposo esemplare, valle di lacrime, non lo dimenticheremo mai, inconsolabile, il mondo è un po&#8217; più freddo, sono sempre i migliori che se ne vanno e poi tutti gli eufemismi come si è spento, è scomparso, ci ha lasciati. Il ritratto migliore sarà quello che strapperà più risate fra il pubblico. Quindi dateci dentro e non risparmiatemi. Tanto non avrete mai veramente idea di tutto quello che ho combinato.</p>
<p>Poi una tenda si scosterà e apparirà un buffet con vino, panini e paninetti, tartine, dolci, pasta al forno, risotti, birra, salsicce e tutto quel che volete. Vorrei l&#8217;orchestra degli UNZA, gli zingari di Milano, che cominci a suonare musiche allegre, violini e sax e fisarmoniche. Non mi dispiacerebbe se la gente si mettesse a ballare. Voglio che ognuno versi una goccia di vino sulla bara, checcazzo, mica tutto a voi, in fondo sono io che pago, datene un po&#8217; anche a me.</p>
<p>Voglio che si rida - avete notato? Ai funerali si finisce sempre per ridere: è naturale, la vita prende il sopravvento sulla morte. E si fumi tranquillamente tutto ciò che si vuole. Non mi dispiacerebbe se nascessero nuovi amori. Una sveltina su un soppalco defilato non la considerei un&#8217;offesa alla morte, bensì un&#8217;offerta alla vita.</p>
<p>Verso le otto o le nove, senza tante cerimonie, la mia bara venga portata via in punta di piedi e avviata al crematorio, mentre la musica e la festa continueranno fino a notte inoltrata.<br />
Le mie ceneri in mare, direi.</p>
<p>Ma fate voi, cazzo mi frega.</p>
<p>Basta che non facciate come nel Grande Lebowski.</p>
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		<title>In Finlandia un nuovo supercomputer</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 15:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Informatica Libera]]></category>

		<category><![CDATA[cray]]></category>

		<category><![CDATA[finlandia]]></category>

		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

		<category><![CDATA[supercomputer]]></category>

		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Cray Inc. e il CSC (IT Center for Science Ltd) hanno annunciato che il supercomputer Cray del CSC è stato portato a 85 teraflop. Questo fa del Cray XT5 il supercomputer più potente mai prodotto nelle università dei paesi del Nord Europa, e uno dei più veloci supercomputer in tutta l&#8217;Europa.
La PRACE (EU&#8217;s Partnership for [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-1378 alignright" title="prace_logo11" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/11/prace_logo11-400x249.gif" alt="" width="400" height="249" /><strong>Cray Inc.</strong> e il <strong>CSC</strong> (<a href="http://www.csc.fi" target="_blank">IT Center for Science Ltd</a>) hanno annunciato che il supercomputer Cray del CSC è stato portato a <strong>85 teraflop</strong>. Questo fa del Cray XT5 il supercomputer più potente mai prodotto nelle università dei paesi del Nord Europa, e uno dei più veloci supercomputer in tutta l&#8217;Europa.</p>
<p>La <strong>PRACE</strong> (<a href="http://www.prace-project.eu/" target="_blank">EU&#8217;s Partnership for Advanced Computing in Europe</a>) finanzierà un ulteriore aggiornamento che permetterà al Cray di raggiungere un picco di performance fino a <strong>100 teraflop</strong>. PRACE, che attualmente comprende 16 paesi, permette agli scienziati e agli ingegneri europei di avere a propria disposizione delle tecnologie all&#8217;avanguardia e ad alte prestazioni.<strong><br />
 </strong>Il supercompurter Cray da 100 teraflop ci metterà <strong>un millesimo di secondo per risolvere un problema che l&#8217;ESKO, il primo computer finlandese, poteva risolvere in 50 anni.</strong></p>
<p>I ricercatori useranno il supercomputer per risolvere problemi scientifici in tantissimi campi, e ci saranno applicazioni ad esempio nell&#8217;ambito dello studio sui cambiamenti climatici, su energie e materiali, nella ricerca medica.</p>
<p>Come sottolinea <strong>Kimmo Koski</strong>, <em>managing director</em> del CSC, questi due aggiornamenti hanno permesso ai ricercatori e agli ingegneri del CSC di usufruire di tecnologie all&#8217;avanguardia e di confermare il loro impegno nella cooperazione a livello europeo.</p>
<p><strong>Ulla Thiel</strong>, vice presidente del Cray Europe, ha espresso la propria soddisfazione sul ruolo che si prospetta per il CSC, come <strong>centro di eccellenza in cui risolvere i più complessi problemi scientifici</strong> grazie alla tecnologia dei supercomputer.</p>
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		<title>Decreto &#8220;Gelmini&#8221; 180, in vigore dal 10 Novembre 2008</title>
		<link>http://mindshake.org/decreto-gelmini-180-in-vigore-dal-10-novembre-2008/</link>
		<comments>http://mindshake.org/decreto-gelmini-180-in-vigore-dal-10-novembre-2008/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 01:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Noi e la Terra]]></category>

		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>

		<category><![CDATA[gelmini]]></category>

		<category><![CDATA[proteste studentesche]]></category>

		<category><![CDATA[pubblica istruzione]]></category>

		<category><![CDATA[riforma]]></category>

		<category><![CDATA[tremonti]]></category>

		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta  la  necessita&#8217; ed urgenza di dettare norme che dispongono una  distribuzione  delle  risorse  stanziate  per l&#8217;anno 2008 per la qualita&#8217;  del  sistema universitario, tenendo conto dei risultati dei processi  formativi e delle attivita&#8217; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA</p>
<p>Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;</p>
<p><strong>Ritenuta  la  necessita&#8217; ed urgenza di dettare norme che dispongono una  distribuzione  delle  risorse  stanziate  per l&#8217;anno 2008 per la qualita&#8217;  del  sistema universitario</strong>, tenendo conto dei risultati dei processi  formativi e delle attivita&#8217; di ricerca scientifica, nonche&#8217; della efficacia ed efficienza delle sedi didattiche;</p>
<p>Ritenuta  la  necessita&#8217;  ed urgenza di disciplinare, in attesa del riordino   organico   dei  criteri  di  reclutamento dei  professori universitari,   le   procedure  relative  ai  concorsi  di  imminente espletamento,  secondo  criteri  di trasparenza,  imparzialita&#8217; e di valorizzazione del merito;<strong></strong></p>
<p><strong>Ritenuta  la  necessita&#8217; ed urgenza di assicurare immediate risorse aggiuntive  per  garantire  l&#8217;esercizio  del  diritto allo studio</strong>, in attuazione dell&#8217;articolo 34 della Costituzione;</p>
<p>Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 novembre 2008;</p>
<p>Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e del Ministro   dell&#8217;istruzione,  dell&#8217;universita&#8217;  e  della  ricerca,  di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze;</p>
<p>Emana</p>
<p>il seguente decreto-legge:</p>
<h3>Art. 1.</h3>
<p><em><strong>Disposizioni  per il reclutamento nelle universita&#8217; e per gli enti di ricerca</strong></em></p>
<p>1. Le <strong>universita</strong>&#8216; statali che, alla data del 31 dicembre di ciascuno anno, <strong>hanno superato il limite</strong> di cui all&#8217;articolo 51, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, fermo restando quanto previsto dall&#8217;articolo 12, comma 1, del decreto-legge 21 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, <strong>non possono procedere all&#8217;indizione di procedure concorsuali e di valutazione comparativa, ne&#8217; all&#8217;assunzione di personale.</strong></p>
<p>2. <strong>Le universita&#8217; di cui al comma 1, sono escluse dalla ripartizione dei fondi relativi agli anni 2008 - 2009, </strong>di cui all&#8217;articolo 1, comma 650, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.</p>
<p>3. Il primo periodo del comma 13, dell&#8217;articolo 66 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e&#8217; sostituito dai seguenti: «Per il triennio 2009-2011, le universita&#8217; statali, fermi restando i limiti di cui all&#8217;articolo 1, comma 105, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, <strong>possono procedere, per ciascun anno, ad assunzioni di personale nel limite di un contingente corrispondente ad una spesa pari al cinquanta per cento</strong> di quella relativa al personale a tempo indeterminato complessivamente cessato dal servizio nell&#8217;anno precedente.<br />
Ciascuna universita&#8217; destina tale somma per una <strong>quota non inferiore al 60 per cento all&#8217;assunzione di ricercatori a tempo determinato e indeterminato</strong> e per una quota <strong>non superiore al 10 per cento all&#8217;assunzione di professori ordinari.</strong><br />
Sono fatte salve le assunzioni dei ricercatori per i concorsi di cui all&#8217;articolo 1, comma 648, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, nei limiti delle risorse residue previste dal predetto articolo 1, comma 650.».<br />
Conseguentemente, l&#8217;autorizzazione legislativa di cui all&#8217;articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il <strong>fondo per il finanziamento ordinario delle universita&#8217;</strong>, e&#8217; integrata di euro <strong>24 milioni per l&#8217;anno 2009, di euro 71 milioni per l&#8217;anno 2010, di euro 118 milioni per l&#8217;anno 2011 ed euro 141 milioni a decorrere dall&#8217;anno 2012.</strong></p>
<p>4. Per le procedure di valutazione comparativa per il reclutamento dei professori universitari di I e II fascia della prima e della seconda sessione 2008, le <strong>commissioni giudicatrici sono composte da un professore ordinario nominato dalla facolta&#8217; che ha richiesto il bando e da quattro professori ordinari sorteggiati in una lista di commissari</strong> eletti tra i professori ordinari appartenenti al settore scientifico-disciplinare oggetto del bando, in numero triplo rispetto al numero dei commissari complessivamente necessari nella sessione.<br />
<strong>L&#8217;elettorato attivo e&#8217; costituito dai professori ordinari e straordinari appartenenti al settore oggetto del bando.</strong><br />
<strong>Sono esclusi</strong> dal sorteggio relativo a ciascuna commissione <strong>i professori che appartengono all&#8217;universita&#8217; che ha richiesto il bando.</strong><br />
Ove il settore sia costituito da un numero di professori ordinari pari o inferiore al necessario, la lista e&#8217; costituita da tutti gli appartenenti al settore ed e&#8217; eventualmente integrata mediante elezione, fino a concorrenza del numero necessario, da appartenenti a settori affini.<br />
<strong>Il sorteggio e&#8217; effettuato in modo da assicurare, ove possibile, che almeno due dei commissari sorteggiati appartengano al settore disciplinare oggetto del bando.</strong><br />
Ciascun commissario puo&#8217;, ove possibile, partecipare, per ogni fascia e settore, ad una sola commissione per ciascuna sessione.</p>
<p>5. In attesa del riordino delle procedure di reclutamento dei ricercatori universitari e comunque fino al 31 dicembre 2009, le commissioni per la valutazione comparativa dei candidati di cui all&#8217;articolo 2 della legge 3 luglio 1998, n. 210, e all&#8217;articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230, sono composte da un professore ordinario o da un professore associato nominato dalla facolta&#8217; che ha richiesto il bando e da due professori ordinari sorteggiati in una lista di commissari eletti tra i professori ordinari appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando, in numero triplo rispetto al numero dei commissari complessivamente necessari nella sessione.<br />
L&#8217;elettorato attivo e&#8217; costituito dai professori ordinari e straordinari appartenenti al settore oggetto del bando.<br />
Sono esclusi dal sorteggio relativo a ciascuna commissione i professori che appartengono all&#8217;universita&#8217; che ha richiesto il bando.<br />
Il sorteggio e&#8217; effettuato in modo da assicurare ove possibile che almeno uno dei commissari sorteggiati appartenga al settore disciplinare oggetto del bando.<br />
Si applicano in quanto compatibili le disposizioni di cui al comma 4.</p>
<p>6. In relazione a quanto disposto dai commi 4 e 5, le modalita&#8217; di svolgimento delle elezioni, ivi comprese ove necessario le suppletive, e del sorteggio sono stabilite con apposito decreto del Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;universita&#8217; e della ricerca avente natura non regolamentare da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.<br />
Si applicano in quanto compatibili con il presente decreto le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 2000, n. 117.</p>
<p>7. Nelle procedure di valutazione comparativa per il reclutamento dei ricercatori bandite successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, <strong>la valutazione comparativa e&#8217; effettuata sulla base dei titoli e delle pubblicazioni dei candidati, ivi compresa la tesi di dottorato, </strong>utilizzando parametri, riconosciuti anche in ambito internazionale, individuati con apposito decreto del Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;universita&#8217; e della ricerca, avente natura non regolamentare, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentito il Consiglio universitario nazionale.</p>
<p>8. Le disposizioni di cui al comma 5, si applicano, altresi&#8217;, alle procedure di valutazione comparativa indette prima della data di entrata in vigore del presente decreto, per le quali non si sono ancora svolte, alla medesima data, le votazioni per la costituzione delle commissioni.<br />
Fermo restando quanto disposto al primo periodo,<strong> le eventuali disposizioni dei bandi gia&#8217; emanati, incompatibili con il presente decreto, si intendono prive di effetto.</strong><br />
Sono, altresi&#8217;, privi di effetto le procedure gia&#8217; avviate per la costituzione delle commissioni di cui ai commi 4 e 5 e gli atti adottati non conformi alle disposizioni del presente decreto.</p>
<p>9. All&#8217;articolo 74, comma 1, lettera c), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dopo le parole: «personale non dirigenziale» sono inserite le seguenti: «, <strong>ad esclusione di quelle degli enti di ricerca</strong>,».</p>
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		<title>Lettera agli studenti del Rettore del Politecnico di Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 16:32:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Universitarie]]></category>

		<category><![CDATA[Noi e la Terra]]></category>

		<category><![CDATA[decreto 133]]></category>

		<category><![CDATA[gelmini]]></category>

		<category><![CDATA[politecnico di milano]]></category>

		<category><![CDATA[proteste studentesche]]></category>

		<category><![CDATA[riforma]]></category>

		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari Allieve e Allievi del Politecnico di Milano,
In questi giorni ho ricevuto molti messaggi da parte Vostra. In essi vi sono domande volte a cercare di comprendere meglio la attuale situazione, sono espresse preoccupazioni per il futuro di Voi giovani e del nostro Ateneo.
Siamo tanti, più di 2.500 fra docenti, tecnici e amministrativi, quasi 40.000 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Allieve e Allievi del Politecnico di Milano,</p>
<p>In questi giorni ho ricevuto molti messaggi da parte Vostra. In essi vi sono domande volte a cercare di comprendere meglio la attuale situazione, sono espresse preoccupazioni per il futuro di Voi giovani e del nostro Ateneo.</p>
<p>Siamo tanti, più di 2.500 fra docenti, tecnici e amministrativi, quasi 40.000 gli allievi: non possiamo certo riunirci tutti.</p>
<p><strong>Userò quindi il web per mettere a Vostra disposizione quello che so e che ho imparato in questi anni</strong>, presentandovi soprattutto i punti che non sempre appaiono chiari nel confuso dibattito che i media ci presentano. Cercherò di individuare i vostri dubbi e di rispondere alle vostre domande. Presenterò le mie opinioni e il percorso che stiamo intraprendendo, terminerò con alcune conclusioni.</p>
<h3>I decreti Gelmini</h3>
<p>Sulla stampa, in molti striscioni, <strong>nelle manifestazioni si richiamano due realtà completamente diverse</strong>: la proposta del Ministro Gelmini sulla Scuola elementare e la legge 133/08 relativa al contenimento della spesa pubblica, il cui testo ricalca le proposte del Ministro Tremonti.</p>
<p>Vi intratterrò soltanto sulla seconda che riguarda anche le Università.</p>
<p><strong>La legge 133/08 sul contenimento della spesa riguarda tutte le amministrazioni pubbliche, dai Ministeri alle Regioni, dai Comuni alla Polizia, dalle Università a tutte gli innumerevoli enti che sono prevalentemente finanziati dallo Stato.</strong></p>
<p><strong>Le riduzioni previste sono indistinte e colpiscono indiscriminatamente, senza considerare le differenze di funzioni, compiti e risultati delle varie tipologie di amministrazioni.</strong></p>
<p>Per quanto è relativo alle Università statali come la nostra, le due conseguenze più rilevanti di questa legge approvata prima dell&#8217;Agosto 2008 sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>una riduzione del finanziamento statale al sistema universitario (FFO = Fondo di Finanziamento Ordinario) a partire dal bilancio 2010 (quindi dal 1 gennaio 2010); </li>
<li>la drastica riduzione del turn over (ogni 10 persone che vanno in pensione, ne possono entrare soltanto 2 fino al 2012 e poi 5 dal 2013) </li>
<li>la possibilità di trasformare le università in Fondazioni di diritto privato.</li>
</ul>
<h3>Il Finanziamento statale del sistema universitario</h3>
<p>Ogni anno la Finanziaria stabilisce l&#8217;ammontare del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), cioè i soldi che vanno al Sistema Universitario statale. Questa somma è a disposizione del Ministero che la ridistribuisce fra i differenti Atenei. La somma è cresciuta dal 1995 al 2005 ed è praticamente stazionaria da tre anni. Vale oggi circa 7 Miliardi di euro.<strong> La legge prevede una riduzione di circa il 20% in tre anni di tale somma senza considerare che, nel nostro Paese, il finanziamento alle Università è fra i più bassi di Europa. (Basta guardare i dati dell&#8217;OCSE).</strong></p>
<p><strong>Bisogna combattere affinché tale riduzione non avvenga</strong>: ciò è reso difficile non solo dalla situazione economica mondiale che sta peggiorando di giorno in giorno, ma anche dalla disuniformità e dalla credibilità attuale del sistema universitario.</p>
<p><strong>Vi sono Atenei che hanno utilizzato bene la loro autonomia ed altri meno bene.</strong></p>
<p>Vi sono Atenei che hanno investito per migliorare i servizi agli studenti e le infrastrutture di ricerca, altri hanno soltanto assunto persone, talvolta calpestando il merito di altre.</p>
<p><strong>Ma non si può fare di tutta l&#8217;erba un fascio, altrimenti si finisce col dire che nulla funziona.</strong></p>
<p>Gli effetti del taglio di finanziamento possono essere ricondotti a due tipologie differenti.</p>
<p>La prima riguarda quegli <strong>Atenei che hanno esagerato nelle assunzioni di personale ed oggi hanno un costo del personale che praticamente mangia tutta la loro dotazione statale</strong> (forse avete sentito dire che il rapporto fra spese di personale e FFO di ogni Ateneo non dovrebbe superare il 90%, che vi sono Atenei che hanno superato tale rapporto, che con gli adeguamenti stipendiali questo rapporto continuerà ad aumentare). <strong>Questi Atenei, se la legge venisse mantenuta inalterata, sono destinati, chi subito, chi fra due - tre anni a fallire</strong> perché non saranno più in grado di pagare i loro dipendenti.</p>
<p>La seconda riguarda <strong>quegli Atenei, come il nostro, che, pur avendo aumentato negli anni il loro personale docente, tecnico e amministrativo, sono stati attenti a non caricarsi da impegni di spesa troppo onerosi</strong> (il Politecnico di Milano ha spese fisse di personale pari al 67% di FFO a fronte di una media nazionale dell&#8217;86%) ed hanno utilizzato la differenza per investimenti in attrezzature, infrastrutture, creazione e miglioramenti dei servizi offerti. Di fronte a un taglio di finanziamento statale, questi Atenei <strong>non sono condannati al fallimento, ma dovranno ridurre spese e servizi.</strong></p>
<p>Chi, come noi, ha già fatto ogni tipo di razionalizzazione e di economia, dovrà cercare, in tutti i modi possibili, di mantenere la qualità di tutti quei servizi che vi fanno apprezzare il nostro Ateneo.</p>
<p><strong>Io confido che, a meno di cataclismi economici, il Governo dovrà rivedere le sue decisioni,</strong> almeno nei riguardi di quegli Atenei che hanno dimostrato di saper bene gestire le risorse loro assegnate.</p>
<p><strong>Se insisterà nella sua decisione, vorrà dire che il Governo desidera uccidere le nostre università, portando il nostro Paese a diventare vassallo di altre Nazioni,</strong> in particolare di quelle che molto stanno investendo in formazione e ricerca.</p>
<h3>La riduzione del turn over</h3>
<p>La riduzione imposta dalla legge per il turn over nasce forse da un ragionamento meramente economico, ma non considera le conseguenze che sono devastanti per tutti.</p>
<p>Il ragionamento è il seguente: <strong>riduciamo le persone, così riduciamo il costo degli stipendi e quindi compensiamo con tale riduzione il minor finanziamento.</strong> A supporto di tale ragionamento si portano i difetti del sistema: modalità di reclutamento non sempre irreprensibili, proliferazione di corsi di laurea istituiti per soddisfare più gli interessi dei docenti che le necessità formative degli allievi, scarsa presenza dei docenti negli Atenei, incapacità di auto governarsi correttamente, autoreferenzialità e mancanza di valutazione dei risultati.</p>
<p><strong>In fondo si è contribuito a creare uno slogan che purtroppo sta attecchendo nella opinione pubblica: le amministrazioni pubbliche sono costose e inefficienti, l&#8217;università è una amministrazione pubblica, quindi la università è inefficiente e sprecona.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; un ragionamento che combatto da 5 anni</strong> e che non è facile da contestare perché l&#8217;opinione pubblica è sempre più attenta agli aspetti negativi che le vengono presentati che a quelli positivi. Basta una truffa a un test di medicina in un Ateneo per dire che tutti gli Atenei stanno truffando, basta una assunzione chiacchierata per dire che tutti i concorsi universitari sono truccati, basta dire che una università ha scoperto un buco nel suo bilancio per dire che il sistema delle università pubbliche è fallito.</p>
<p>Il gusto della generalizzazione purtroppo ormai caratterizza tutti, molti si accontentano di soli slogan, pochi amano ancora conoscere prima di parlare.</p>
<p><strong>La legge è devastante perché colpisce tutti indiscriminatamente e ingiustamente. Chi ha limitato il numero di assunzioni, chi ha fatto una programmazione attenta dei ricambi generazionali viene colpito irrimediabilmente.</strong></p>
<p><strong>La legge colpisce drammaticamente tutti i giovani che oggi collaborano a vario titolo con i docenti </strong>(dottorandi, post doc, assegnisti di ricerca) e che contavano un giorno non troppo lontano di entrare in una posizione stabile in università.</p>
<p>In definitiva si deve combattere per modificare la decisione legislativa perché è profondamente ingiusta, <strong>perché taglia le gambe al ricambio generazionale, perché colpisce le aspettative dei giovani, perché va esattamente nel senso contrario al riconoscimento del merito</strong>, perché indebolisce in modo irreversibile l&#8217;università che, senza l&#8217;immissione di giovani, diventerà vecchia e obsoleta nel giro di pochi anni.</p>
<h3>La possibilità di trasformare le università in Fondazioni</h3>
<p>E&#8217; stato detto in molti interventi che l&#8217;articolo di legge che consente alle università statali di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato e non dice come e con la partecipazione di chi, che è talmente vago da essere non attuabile, che, con esso, si annuncia un cambiamento di strategia da parte del Governo nei riguardi del sistema della formazione e della ricerca italiano.</p>
<p>Vediamo di ragionarci un attimo. <strong>Un Ateneo potrebbe trasformarsi in fondazione se, accanto allo Stato, intervenissero dei partner privati disposti a sostenere economicamente l&#8217;Ateneo.</strong></p>
<p>L&#8217;On. Mauro, vice presidente del Parlamento europeo, si è chiesto recentemente in un convegno: <strong>dove si può trovare un imprenditore così pazzo da caricarsi l&#8217;onere di contribuire finanziariamente alle spese correnti di un Ateneo o di una Scuola che, per definizione, non sono in grado di restituire utili?</strong> Quale privato può investire a fondo perduto?</p>
<p>Si potrebbe pensare a una Fondazione che veda Stato, Regione, Provincia, Comune insieme a Fondazione Bancarie e Associazioni varie. Ci si dimentica che <strong>è necessario una quota di contribuzione privata maggiore del 50% per rendere &#8220;privata&#8221; una fondazione e quindi per renderla indipendente dalle regole imposte dal contenimento della spesa pubblica</strong> (i famosi parametri di Maastricht).</p>
<p>E&#8217; oggi impensabile che le Fondazioni bancarie si sostituiscano in larga misura allo Stato per finanziare annualmente il sistema della formazione e della ricerca e quindi gli Atenei.</p>
<p><strong>Non vi sono altre alternative: in tutto il mondo le Università funzionano perché ricevono il loro prevalente fabbisogno finanziario o dalla Collettività Sociale o dalla contribuzione diretta degli Allievi.</strong> Nel primo caso l&#8217;Università si caratterizza come pubblica, nel secondo come privata (in Italia la prima è denominata statale, la seconda non statale).</p>
<p><strong>Il primo modello considera prevalente il vantaggio di avere formazione e ricerca a servizio della competitività della intera Comunità sociale. Il secondo modello considera prevalente il vantaggio del singolo (allievo o impresa) che riceve la possibilità di incrementare la propria competitività personale.</strong></p>
<p>In Europa è sicuramente prevalente il primo modello tanto che la quasi totalità di studenti universitari frequentano università pubbliche (in Italia sono oggi il 94%).</p>
<h3>Cosa fare</h3>
<p>Resta un anno per cercare di rovesciare la situazione e certamente non si possono aspettare gli ultimi mesi del 2009 per riuscirvi. D&#8217;altra parte è evidente che azioni non coordinate non possono che essere inutili e controproducenti.</p>
<p>Credo che ognuno, prima di partecipare ad una qualsiasi iniziativa, dovrebbe ragionare non in base ai propri sentimenti, bensì valutando razionalmente le possibili conseguenze.</p>
<p>Mi spiego con un esempio: <strong>le attuali manifestazioni spontanee possono essere considerate esaltanti da chi vi partecipa per il loro forte impatto mediatico, ma il monitoraggio delle loro conseguenze sembra dimostrare che nella opinione pubblica sta crescendo il fastidio e quindi il rafforzamento delle posizioni più contrarie alla nostra università.</strong> Ciò rende ancora meno condiviso dalla maggioranza dell&#8217;opinione pubblica il tentativo di mitigare gli effetti della legge e di mantenere pubblico il nostro sistema universitario. Rende invece più condiviso qualsiasi atto teso a penalizzare i nostri Atenei.</p>
<p><strong>Quello che bisogna fare subito, tutti insieme, riguarda soprattutto la politica interna degli Atenei.</strong> E&#8217; quanto mai necessario che ogni Ateneo risponda, il più rapidamente possibile, alle critiche che vengono mosse in modo generalizzato, o per dimostrare di esserne esente o per modificare i propri comportamenti.</p>
<h3>Quali sono queste critiche?</h3>
<ol>
<li>Le Università sono accusate di aver prolificato i corsi di laurea e gli insegnamenti per favorire i desideri dei docenti. <strong>Si deve rimodulare la didattica</strong> in modo da erogarla sempre più all&#8217;insegna del <strong>principio della effettiva centralità della formazione dell&#8217;allievo</strong> e delle sue <strong>concrete possibilità di trovare sbocchi lavorativi soddisfacenti. </strong></li>
<li>Le Università sono accusate di dissipare tempo e soldi in una ricerca inutile e costosa che serve soltanto alla carriera accademica di chi la produce. Si deve <strong>promuovere una ricerca sempre più al servizio della competitività internazionale</strong> del nostro Paese e quindi ci si deve battere affinché il Governo promuova il <strong>riconoscimento della qualità e del merito a seguito di valutazioni attendibili</strong>, analoghe a quelle ormai abituali in molti paesi europei. </li>
<li>Le Università sono accusate di seguire processi poco trasparenti nel reclutamento dei giovani e nell&#8217;avanzamento di carriera dei docenti. Si deve promuovere un <strong>sistema di valutazione che porti a una qualità certificata da parametri obiettivi e procedure innovative nel reclutamento dei docenti e dell&#8217;inserimento dei giovani. </strong></li>
<li>Le Università sono accusate di aver prolificato a dismisura le loro sedi didattiche. Si deve promuovere una <strong>revisione della distribuzione a livello regionale o macroregionale della propria offerta formativa e della ricerca nell&#8217;interesse dei territori</strong>, anche sviluppando interazioni ed integrazioni forti tra Atenei in un&#8217;ottica di complementarietà; </li>
<li>Le Università sono accusate di avere una visione corporativa nelle proprie modalità di governo. Bisogna testimoniare l&#8217;impegno di modificare il proprio assetto di <em>governance</em> interno per evitare derive autoreferenziali attraverso una <strong>netta separazione tra funzioni di indirizzo delle attività didattiche e scientifiche, e responsabilità di gestione delle risorse</strong>;</li>
<li>Le Università sono accusate di non riuscire a verificare l&#8217;impegno dei propri docenti nella didattica e nella ricerca. Ci si deve attivare per <strong>garantire sempre di più il rispetto di un codice etico di comportamento, anche misurando la produttività dei propri docenti.</strong></li>
</ol>
<h3>Allora cosa fare verso l&#8217;esterno?</h3>
<ol>
<li>Bisogna combattere per <strong>convincere tutti gli Atenei ad attivarsi in queste direzioni.</strong></li>
<li><strong>Bisogna combattere perché alcuni imbocchino questa strada fin da subito</strong>, nella speranza di essere di esempio per gli altri.</li>
<li>Bisogna <strong>mettersi in discussione</strong> di fronte al Paese all&#8217;insegna della <strong>trasparenza e dell&#8217;obiettività</strong>.</li>
<li>Bisogna essere <strong>disponibili a confrontarsi con esperti del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze sui propri bilanci e sui criteri di gestione adottati</strong>, superando ogni forma di autoreferenzialità.</li>
</ol>
<p>Come vedete bisogna imboccare una strada stretta, difficile e in salita che richiede l&#8217;impegno di tutti e soprattutto il rispetto delle Istituzioni di appartenenza.</p>
<p>Il Politecnico di Milano, insieme ad altri Atenei, può già dimostrare di essere esente da molte delle critiche che vi ho sopra riportato e di aver già preso la decisione di attuare processi che gli consentano ulteriori miglioramenti.</p>
<p><strong>Noi, Rettori di questi Atenei, abbiamo il compito di combattere su diversi tavoli per fare in modo che il Governo possa riconoscere la utilità di queste azioni, per convincerlo a stipulare un &#8220;patto di stabilità&#8221;,</strong> cioè un accordo di programma individualizzato Ateneo per Ateneo, che accordi un finanziamento dignitoso a fronte di precisi obiettivi da raggiungere nella didattica, nella ricerca, nella gestione.</p>
<h3>Conclusioni<br />
</h3>
<p><strong>Insieme ad altri Rettori sto combattendo in tutte le direzioni che Vi ho delineato</strong>, ho bisogno dell&#8217;appoggio di tutti e soprattutto di Voi allievi.</p>
<p><strong>Se dovessero arrivare dal Governo segnali precisi di non disponibilità alla discussione sulla base delle linee che Vi ho indicato, allora sarà chiara la sua volontà di penalizzare anche gli Atenei più aperti al cambiamento ed i loro Rettori saranno costretti ad assumere tutte le iniziative necessarie per evitare la catastrofe dell&#8217;intero sistema universitario pubblico del Paese.</strong></p>
<p>Non possiamo perdere la battaglia volta a migliorare la competitività internazionale del nostro Paese, competitività necessaria per assicurare un futuro a tutti Voi.</p>
<p>Resto a Vostra disposizione per approfondire i temi che più Vi interessano, per confrontarmi con Voi, convinto che soltanto attraverso il dialogo possiamo costruire un futuro sempre migliore del nostro Ateneo.</p>
<p><em>Giulio Ballio<br />
 Rettore</em></p>
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		<title>Vergogna</title>
		<link>http://mindshake.org/vergogna/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 20:53:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Noi e la Terra]]></category>

		<category><![CDATA[fascisti]]></category>

		<category><![CDATA[gelmini]]></category>

		<category><![CDATA[proteste studentesche]]></category>

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		<description><![CDATA[
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1354" title="fascisti1" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/10/fascisti1-400x284.jpg" alt="" width="400" height="284" /></p>
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		<title>Legge 133, Decreto Gelmini, tagli all&#8217;Università - Facciamo chiarezza</title>
		<link>http://mindshake.org/legge-133-decreto-gelmini-tagli-alluniversita-facciamo-chiarezza/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 20:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>koteko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Noi e la Terra]]></category>

		<category><![CDATA[decreto 133]]></category>

		<category><![CDATA[gelmini]]></category>

		<category><![CDATA[proteste studentesche]]></category>

		<category><![CDATA[riforma]]></category>

		<category><![CDATA[scuola]]></category>

		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[La protesta studentesca contro i tagli indiscriminati all&#8217;Università e alla Scuola è, com&#8217;è ovvio in questi casi, partita d&#8217;istinto, con rabbia e passione.
Questo ha causato una certa etegeroneità nelle proteste, inizialmente, con slogan non proprio azzeccati e imprecisioni di vario tipo, che chiaramente sono state prontamente sottolineate e cavalcate dai nostri cari Governanti, che proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La protesta studentesca contro i tagli indiscriminati all&#8217;Università e alla Scuola è, com&#8217;è ovvio in questi casi, partita d&#8217;istinto, con rabbia e passione.</strong></p>
<p>Questo ha causato una certa etegeroneità nelle proteste, inizialmente, con <strong>slogan non proprio azzeccati e imprecisioni</strong> di vario tipo, che chiaramente sono state prontamente <strong>sottolineate e cavalcate dai nostri cari Governanti</strong>, che proprio scemi, su certe cose, non sono.</p>
<p>Quindi mi è sembrato necessario fare chiarezza su alcuni punti, affinché chi (giustamente) protesta possa evitare di fare brutta figura qualora intervistato, o anche semplicemente dare informazioni corrette a chi, un po&#8217; tra le nuvole, gli chieda per cosa si protesta.</p>
<p><strong>Partiamo da una frase tipica</strong> dei rappresentanti del Governo in carica:</p>
<h3>Nel Decreto Gelmini non si parla di Università</h3>
<p><strong>Vero</strong>. A qualche lettore parrà sicuramente strano, come fu per me quando tornai a casa dopo la prima assemblea e andai a cercare gli articoli su Università e Ricerca.</p>
<p><a href="http://www.parlamento.it/leggi/decreti/08137d.htm" target="_blank">Potete consultarlo voi stessi</a>, e vedere che solo l&#8217;articolo 6 e 7 trattano di argomenti relativi all&#8217;Università, e sono forse gli unici non espressamente contestati dal movimento <strong>NO GELMINI</strong>.</p>
<h3>Il saggio indica la Luna e lo stolto osserva il dito</h3>
<p>Cos&#8217;è successo? Semplice: non è il decreto Gelmini a causare danni al sistema Universitario e alla Ricerca, bensì <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm" target="_blank">l&#8217;ex Decreto 112, divenuto <strong>Legge 133</strong></a>, proposto dal Ministro Tremonti e approvato dalla maggioranza il 28 Agosto.</p>
<p><strong>La legge 133 è una finanziaria</strong>, composta da 85 articoli di cui quattro o cinque legati all&#8217;Università e alla Ricerca.</p>
<p>Avrete notato che in televisione non si fa altro che sottolineare questa incongruenza, facendo finta di non capire, e senza contestare poi il contenuto della protesta, cioè <strong>i tagli al Fondo e il blocco delle assunzioni.</strong></p>
<p><strong>Ma è nostro dovere di studenti e di cittadini essere informati</strong> per poter contestare il miliardo e mezzo di euro in meno che le Università avranno nel 2013, e le tantissime assunzioni in meno che vi saranno da qui a 5 anni.</p>
<p><strong>Vi invito a leggere direttamente, quindi, gli articoli della Legge 133</strong>, che abbiamo pubblicato e reso un poco più leggibili <a href="http://mindshake.org/decreto-133-gli-articoli-su-universita-e-ricerca/" target="_blank">in questo articolo</a>.</p>
<p>Seguiranno successive analisi, anche coadiuvate dai risultati dei vari Gruppi di Studio formatisi in credo ogni facoltà della Sapienza (e mi auguro anche delle altre Università), per capire veramente ciò che sta succedendo e non permettere più loro di ignorare l&#8217;ingombrante Luna che gli indichiamo, in migliaia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Appunti Geografia del Turismo</title>
		<link>http://mindshake.org/appunti-geografia-del-turismo/</link>
		<comments>http://mindshake.org/appunti-geografia-del-turismo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 22:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Studio e Lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[appunti]]></category>

		<category><![CDATA[geografia del turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultima lezione prima dell&#8217;esonero
Abbiamo parlato la scorsa volta del turismo congressuale, accennando all&#8217;importanza della BTC International, una fiera internazionale di b2b specializzata nell&#8217;organizzazione di eventi, la cui XXIV edizione avrà luogo a novembre alla Fiera di Roma.
 I settori merceologici a cui si rivolge la BTC sono ad esempio catene alberghiere, dimore storiche, centri congressi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Ultima lezione prima dell&#8217;esonero</h3>
<p>Abbiamo parlato la scorsa volta del turismo congressuale, accennando all&#8217;importanza della <a href="http://www.btc.it/index.aspx" target="_blank">BTC International</a>, una fiera internazionale di b2b specializzata nell&#8217;organizzazione di eventi, la cui XXIV edizione avrà luogo a novembre alla <a href="http://www.fieraroma.it/web/index.cfm?id=59E375DD-A6BA-6A39-78C8F4FF7FAF01F4" target="_blank">Fiera di Roma</a>.<br />
 I settori merceologici a cui si rivolge la BTC sono ad esempio catene alberghiere, dimore storiche, centri congressi, enti nazionali del turismo, enti pubblici, società di servizi, ecc.<br />
 L&#8217;evento del congresso è molto appetibile in quanto il turista congressuale spende in media molto più degli altri turisti.</p>
<p>Un&#8217;altra importante organizzazione è <a href="http://www.iccaworld.com/" target="_blank">ICCA</a>, che cura a livello internazionale l&#8217;organizzazione di congressi e i servizi correlati, come l&#8217;ospitalità e il trasporto dei congressisti e ha sede in Olanda.</p>
<blockquote><p><span style="font-family: verdana;">ICCA&#8217;s network of suppliers to the international meetings industry spans the globe, with members in 80 countries. All companies and organisations which have a strategic commitment to provide top quality products and services for international meetings should consider ICCA membership as part of their long term plans.</span></p>
<p>International meeting planners can rely on the ICCA network to find solutions for all their event objectives: venue selection; technical advice; assistance with delegate transportation; full convention planning or ad hoc services. ICCA members represent the top destinations worldwide, and the most experienced specialist suppliers.</p>
</blockquote>
<p>Ogni anno l&#8217;ICCA stila un rapporto e fa uno studio sui dati relativi al numero dei congressi internazionali e sui paesi che li ospitano:</p>
<blockquote><p><span style="font-family: Arial;">The ICCA Data department has been monitoring and analysing trends in international association meetings for the past 30 years. Each year, ICCA produces two statistics reports on the international association meetings market.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;">The following reports are published in 2008:<br />
 <a href="http://www.iccaworld.com/npps/story.cfm?ID=1577" target="_blank"><br />
 </a> </span></p>
</blockquote>
<ol>
<li><span style="font-family: Arial;"><a href="http://www.iccaworld.com/npps/story.cfm?ID=1577" target="_blank">&#8220;</a><a href="http://www.iccaworld.com/npps/story.cfm?ID=1577" target="_blank">ICCA country and city rankings 2007</a>&#8221; (published in April 2008)</span> </li>
<li><span style="font-family: Arial;"><a href="http://www.iccaworld.com/spps/ahpg.cfm?spgid=190" target="_blank">&#8220;</a><a href="http://www.iccaworld.com/spps/ahpg.cfm?spgid=190" target="_blank">The International Association Meetings Market 2007</a>&#8221; (published in June 2008)</span> </li>
<li><span style="font-family: Arial;">&#8220;<a href="http://www.iccaworld.com/spps/sitepage.cfm?catid=32&amp;expNav=1" target="_blank">The International Association Meetings Market 1998-2007</a>&#8221; (published in July 2008)</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: Arial;">Come possiamo notare, è difficile confrontare gli USA con un singolo paese europeo, sarebbe più corretto un confronto con tutta l&#8217;Europa. E&#8217; anche vero però che non sono due realtà totalmente comparabili dato che caratteristiche di organizzazione politica le rendono molto differenti.</span></p>
<p><span id="more-1330"></span></p>
<p>ICCA ci da poi una spiegazione delle fonti numeriche che hanno usato per la loro analisi, e si tratta di dati registrati su eventi di <strong>base regolare</strong> (non hanno valenza quelli occasionali) e <strong>stabile/statica</strong> (non eventi tipo il Giubileo a Roma che può svolgersi solo in questa città e attiva una serie di servizi particolari).</p>
<p>E&#8217; possibile stilare queste &#8220;classifiche&#8221; grazie:<br />
 - alla capacità dei paesi di raccogliere dati<br />
 - alla disponibilità di chi i dati li ha, a fornirli</p>
<p>Vienna e Berlino hanno adattato la loro offerta turistica e sono ai primi posti di questa lista, Singapore è un po&#8217; una situazione a parte, essendo uno stato-città è un&#8217;entità totalmente particolare.</p>
<p>Ma come mai sono USA e Germania ad avere il primato ni congressi? Il motivo è che in questi paesi hanno sede grandi multinazionali, che hanno forti interessi nell&#8217;organizzare numerosi meeting.</p>
<p>E Roma come si colloca in questa classifica? Un articolo uscito sul Sole 24 ore riassume efficacemente la posizione della nostra capitale, attraverso il titolo <em>Roma periferia dei grandi eventi.</em> Roma è ventiquattresima insieme ad altre città, nonostante il suo grande potenziale. Ecco qualche dato sulla nostra città:</p>
<p>Congressi internazionali a Roma nel 2007-2008</p>
<p>-Palazzo dei Congressi +35%<br />
 -Auditorium Parco della Musica +20%<br />
 -Nuova Fiera di Roma +100%</p>
<p>Vediamo perciò che nonostante la crisi, c&#8217;è stato un incremento degli eventi, tuttavia il Palazzo dei Congressi è una stuttura di dimensioni alquanto ridotte, e l&#8217;Auditorium dedica ai congressi internazionali solo il 5% della sua attività, essendo stato realizzato per altri scopi. La Nuova Fiera di Roma è attualmente lo spazio più sfruttato, ma rispetto ai centri congressi delle altre città europee, può ospitare un numero troppo piccolo di congressisti.</p>
<p>Cosa ci sarà in futuro a Roma? All&#8217;EUR si sta costruendo un nuovo centro congressi, denominato <a href="http://www.06blog.it/post/385/la-nuvola-di-fuksas-la-citta-che-verra" target="_blank">Nuvola di Fuksas</a>, la cui inaugurazione è prevista per la fine del 2010. Il giro di affari complessivo è stimato sui 190 milioni di euro l&#8217;anno, di cui 55 milioni saranno di ricavi diretti e 135 di indotto. Il centro è servito dalla metro B, ma ci si è accorti tardi della ridotta capienza (8500 persone) che non può assolutamente competere con i centri congresso di Vienna ad esempio, che possono ospitare diverse decine di migliaia di persone. Per rimediare sono state acquisite altre sette strutture, grazie alle quali si potranno accogliere circa 26500 persone.</p>
<p>Dal sito del WTO osserviamo invece i numeri del turismo in tutto il mondo. C&#8217;è stata una buona crescita nei paesi asiatici, in Italia invece i numeri restano abbastanza stabili e quello su cui dobbiamo puntare è la qualità dell&#8217;offerta.</p>
<p>A partire dal 2000 l&#8217;andamento dei dati è stato discontinuo. Nel 2001, dopo l&#8217;11 settembre c&#8217;è stato un drastico calo dei viaggi. In seguito, con l&#8217;aumento delle misure di sicurezza negli areoporti, si è ripreso a viaggiare e per i successivi quattro anni c&#8217;è stato un trend molto positivo, con una crescita di circa il 7% annuo. Attualmente c&#8217;è solo un rallentamento di questa tendenza positiva.</p>
<p>Il diagramma sull&#8217;Italia relativo agli <em>International Tourist Arrivals</em> vede un picco nella stagione estiva, mentre a livello mondiale c&#8217;è meno concentrazione in questi periodi. Ecco la graduatoria dei primi 10 paesi, secondo il WTO:</p>
<p>1.Francia<br />
 2.Spagna<br />
 3.USA<br />
 4.Cina<br />
 5.Italia<br />
 6.RU<br />
 7.Messico<br />
 8.Germania<br />
 9.Turchia<br />
 10.Austria</p>
<p>Questi dati non sono significativi quanto le stime economiche. Infatti sono i giri di affari ad avere la maggiore importanza, con le <strong>entrate valutarie per turisti in dollari USA e moneta locale</strong>.</p>
<p>Perché il mercato interno di un paese è importante per l&#8217;industria del turismo? Perché in momenti di crisi o difficoltà economica, le persone tendono a restare nel proprio paese per risparmiare. Perciò se io ho una grande domanda interna, posso mantenere vivo il settore anche se diminuiscono i turisti stranieri.</p>
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		<title>Wall•E - Recensione</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 06:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica, Film e Libri]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<category><![CDATA[film]]></category>

		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<category><![CDATA[wall-e]]></category>

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		<description><![CDATA[Wall-e è tutto solo con il suo amico insetto a comprimere e accatastare spazzatura sulla Terra disabitata. Siamo nel 2700 e gli umani hanno abbandonato il pianeta per l&#8217;eccessivo inquinamento, lasciando dei piccoli robot a ripulire il pianeta. Wall-e è l&#8217;unico di essi ancora in funzione e passa le giornate a fare il suo lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Wall-e è tutto solo con il suo amico insetto a comprimere e accatastare spazzatura sulla Terra disabitata</strong>.<img class="alignright size-medium wp-image-1323" title="Walle e Eve" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/10/walle_eve-400x313.jpg" alt="" width="400" height="313" /> Siamo nel 2700 e gli umani hanno abbandonato il pianeta per l&#8217;eccessivo inquinamento, lasciando dei piccoli robot a ripulire il pianeta. <strong>Wall-e è l&#8217;unico di essi ancora in funzione</strong> e passa le giornate a fare il suo lavoro e a raccogliere gli oggetti che lo incuriosiscono.</p>
<p>Poi dallo spazio giunge una navicella con sopra <strong>Eve, una robottina-sonda super tecnologica</strong>, incaricata di cercare segni di vita.</p>
<p>Wall-e riesce a non farsi polverizzare da Eve e a guadagnarne la fiducia, poi quando l&#8217;astronave torna a prendere Eve, Wall-e decide di seguirla e riesce a salire a bordo, da li <strong>inizia la loro avventura insieme</strong>.</p>
<p>Il film in se contiene pochi dialoghi, soprattutto nella prima parte, dove dominano i suoni emessi da Wall-e e dalla sua amica. Ma scusate se è poco, <strong>è stato proprio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ben_Burtt" target="_blank">Benn Burtt</a> a curare il linguaggio di questi personaggi </strong>(se non sapete chi è Burtt vi dico solo che, tra le tante cose, ha creato i suoni di Star Wars e ideato il rumore delle spade laser).</p>
<p><strong>Poi c&#8217;è AUTO, il pilota automatico, con un &#8220;occhio&#8221; rosso come quello di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HAL_9000" target="_blank">HAL 9000</a></strong>, riferimento e tributo a Kubrick, che temendo per la sua sopravvivenza e per il successo della missione, si ammutina contro il Capitano.</p>
<p>Lo stato di assopimento in cui l&#8217;umanità vive ormai da generazioni sarà involontariamente infranto dalla comparsa dei due robottini sulla nave spaziale da crociera Axiom. <strong>Gli esseri umani sono corpi obesi, bombardati da pubblicità e privati di ogni spunto intellettuale</strong>, che non muovono più neanche un passo perché ogni movimento viene compiuto grazie alle macchine e trascorrono le loro giornate a bere e mangiare cibo della BuyInLarge.</p>
<p>In questa visione distopica del futuro, <strong>Eve e Wall-e daranno in modo involontario una nuova speranza agli uomini</strong>. La speranza di poter tornare ad abitare la Terra e la volontà di agire e reagire contro l&#8217;eccessivo inquinamento e lo sfruttamento delle risorse naturali che avevano causato la fine di ogni forma di vita e la fuga nello spazio.</p>
<p>Lo consiglio vivamente, è una miniera d&#8217;oro di riferimenti cinematografici e nuovi spunti di riflessione.</p>
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		<title>Riformare: modificare a scopo di miglioramento uno stato di cose - Garzanti (di Silvia Z.)</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 17:12:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronache Universitarie]]></category>

		<category><![CDATA[decreto 133]]></category>

		<category><![CDATA[riforma]]></category>

		<category><![CDATA[società]]></category>

		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai già da tempo si parla dell&#8217;inefficienza del sistema scolastico italiano, il quale sforna sempre più spesso studenti ignoranti ed impreparati ad affrontare il mondo del lavoro, almeno a detta delle statistiche. Una riforma della scuola dovrebbe andare a colmare le grandi lacune del nostro sistema, affinché dalle scuole e dalle università italiane escano giovani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1312" title="Ministero Istruzione" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/10/ministero_istruzione.jpg" alt="" width="300" height="246" />Ormai già da tempo <strong>si parla dell&#8217;inefficienza del sistema scolastico italiano</strong>, il quale sforna sempre più spesso studenti ignoranti ed impreparati ad affrontare il mondo del lavoro, almeno a detta delle statistiche. <strong>Una riforma della scuola dovrebbe andare a colmare le grandi lacune del nostro sistema, affinché dalle scuole e dalle università italiane escano giovani preparati</strong>, sui quali far ruotare tutto il sistema sociale, nonché economico, del nostro paese. Al centro dell&#8217;attenzione dovrebbe quindi esserci il problema sul come formare al meglio gli studenti italiani, e a tale scopo l&#8217;attuale ministro dell&#8217;istruzione Mariastella Gelmini avrebbe dovuto “proporre” la nuova riforma.</p>
<p>L&#8217;impressione è però un&#8217;altra; più che una riforma della scuola, <strong>quella proposta dalla Gelmini sembra essere una riforma economica, col solo fine di far quadrare il bilancio dello stato</strong>. Avete mai pensato a qual&#8217;è il termine più utilizzato nei notiziari o negli articoli di giornale negli ultimi tempi? - Tagli -. Si “taglia” ovunque per racimolare più denaro possibile, e giustamente <strong>non si può mica tagliare sugli stipendi dei parlamentari</strong>? Non sarebbe giusto! <strong>Si taglia invece alle scuole pubbliche, alle università, al fondamento stesso della nostra società</strong>. Tutti i provvedimenti presi mirano a risparmiare denaro pubblico, e non importa se, per risparmiare sugli stipendi dei maestri, un bambino si troverà in classi numerosissime dove a fine anno - forse - il maestro sarà riuscito a ricordare il suo nome, o se ad uno studente universitario verrà insegnata una materia di cui il professore ne sa - forse - un po&#8217; più di lui, tutto perché c&#8217;è stato un taglio sul personale docente.</p>
<p>La nuova legge va chiaramente contro il principio stesso di riforma, la quale, proprio per definizione, dovrebbe modificare uno stato di cose al fine di migliorarlo.</p>
<p>Come si può chiaramente notare, anche e soprattutto grazie ai numerosi altri articoli scritti a proposito, <strong>la nuova riforma (e non aggiungerei altro) andrà a danneggiare studenti e docenti, senza sconti per nessuno, se non per i famigerati baroni</strong> che, come sempre, non mancano. <br />
 Forse è già tardi per protestare, perché la legge 133 è già passata, guardacaso ad <strong>agosto</strong> (altro punto su cui si potrebbe molto discutere), ma la speranza è l&#8217;ultima a morire.</p>
<p>Per difendere la nostra università, il nostro diritto allo studio, <strong>occorre una protesta diversa, </strong><img class="alignright size-medium wp-image-1313" title="protesta" src="http://mindshake.org/wp-content/uploads/2008/10/protesta.jpg" alt="" width="222" height="133" /><strong>compatta, coerente ed organizzata, una protesta che faccia notizia e che  possa coinvolgere anche persone che forse oggi non hanno nulla a che fare con l&#8217;università, ma che magari un giorno vi ci vedranno  studiare i propri figli o nipoti, o che invece vogliano solo che la nostra società migliori dalle sue radici</strong>.</p>
<p>Noi italiani siamo noti per essere un popolo dotato di molta inventiva; <strong>è forse arrivato il momento di sfruttare questa nostra caratteristica per qualcosa di veramente importante</strong>, e magari anche per dimostrare ai tanti che criticano i giovani, che sappiamo fare molto più che sfilare, urlare e scrivere “okkupazione”.</p>
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		<title>Si chiamava Lilla</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 20:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phantom</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Noi e la Terra]]></category>

		<category><![CDATA[animali]]></category>

		<category><![CDATA[porcellini d'india]]></category>

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		<description><![CDATA[I miei nonni sono agricoltori in Calabria, e fin da piccola ho imparato a conoscere e ad affezionarmi agli animali, a vederli vivere in libertà, a rispettare i loro tempi, a non trattarli come giocattoli e a convivere con loro. Ogni estate partivo per la Calabria da giugno a settembre e mia nonna mi faceva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I miei nonni sono agricoltori in Calabria, e <strong>fin da piccola ho imparato a conoscere e ad affezionarmi agli animali</strong>, a vederli vivere in libertà, a rispettare i loro tempi, a non trattarli come giocattoli e a convivere con loro. Ogni estate partivo per la Calabria da giugno a settembre e mia nonna mi faceva trovare cuccioli sempre diversi. <strong>Ho cresciuto cani, gatti, conigli, caprette, galline, anatre, maialini, vitelli</strong>. Ma non come una bambina viziata che vuole il pupazzo per un giorno. Mi prendevo cura di loro e non mi azzardavo a strapazzarli. E quando tornavo a Roma avevo sempre nostalgia di loro, fino a quando non li rivedevo l&#8217;estate successiva.</p>
<p><strong>Non ho mai chiesto ai miei genitori di farmi avere a Roma un cane o un gatto</strong>, ho sempre pensato che avessero bisogno di spazi aperti, di indipendenza e libertà, come dai nonni.</p>
<p>Un giorno di sette anni fa andai con una mia amica in un negozio di animali e <strong>vidi in una gabbia un porcellino d&#8217;india</strong> pelosissimo, dagli occhioni dolci. Lo portai via, tutto tremolante, in una scatola di cartone e il giorno dopo aveva già la sua gabbia con il fieno, frutta fresca, acqua e verdura.<img class="alignright" title="Lilla" src="http://www.maleasohr.altervista.org/_altervista_ht/lilla2.jpg" alt="" width="360" height="269" /></p>
<p><strong>Non so se avete mai avuto la fortuna di avere un animaletto a casa</strong>. In compagnia della mia porcellina (era femmina) ho trascorso gli anni del liceo e questi dell&#8217;università. Non sono riuscita a trovarle mai un nome che mi piacesse. In famiglia l&#8217;abbiamo sempre chiamata con nomignoli temporanei. Finché uno non è stato usato più degli altri: Lilla. Banale, convenzionale e usato per i cani. <strong>Ma a noi piaceva, e così lei è diventata Lilla.</strong></p>
<p><strong>Lilla fischiava, saltava, faceva le feste quando rientravamo a casa</strong>. Le piacevano le coccole ed era una cicciona golosa. Sapeva riconoscere il rumore del frigorifero che si apriva e quello delle buste di insalata e faceva il suo verso finché non ne riceveva una foglia. Ogni volta che le pulivamo la gabbia, si faceva lunghe passeggiate sul terrazzo per sgranchirsi le zampe e poi quando era stanca si avvicinava a noi per rientrare in casa. Mio padre le fischiava e lei rispondeva, mia madre la chiamava e lei iniziava a saltare. Da me voleva le coccole, da mia sorella il cibo.</p>
<p>Una settimana fa la abbiamo trovata immobile nella gabbia, con la testa bassa. <strong>Non voleva mangiare né bere e non fischiava più</strong>. Siamo corsi in una clinica di pronto soccorso, ci hanno dato vitamine e antibiotico e l&#8217;hanno mandata via. Dopo alcuni giorni l&#8217;abbiamo fatta ricoverare perché peggiorava.</p>
<p><strong>La mia Lilla non c&#8217;è più</strong>. Stamattina l&#8217;ho seppellita in un grande parco, tra un cespuglio di more e un grande albero, sotto uno strato di terra umida e soffice che si asciugava sotto un bel cielo azzurro.</p>
<p>Non ho rimpianti, è stata sempre trattata con ogni riguardo, con affetto. L&#8217;unica cosa che cambierei se potessi tornare indietro è che <strong>non l&#8217;avrei fatta morire nella clinica, ma a casa sua, con noi a coccolarla</strong>.<br />
 Se solo avessi fatto in tempo.</p>
<p>Adesso mi manca.<strong> Mi manca tutto di lei, mi manca che non sia qui con me a farmi arrabbiare, a farmi aprire il frigorifero ogni due minuti per darle da mangiare</strong>. Mi sembra impossibile averla persa.</p>
<p>Ma quando passerà la tristezza voglio ricordarla con un sorriso, e con il pensiero rivolto al suo dolce musetto che annusa l&#8217;aria mentre dico il suo nome.</p>
<p><strong>Lilla</strong>.</p>
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