Creata una biblioteca virtuale di manoscritti medievali
Negli ultimi dieci anni, tra i 5000 e i 1000 manoscritti rari e preziosi di epoca medievale sono stati scannerizzati e salvati in formati che potrebbero essere consultati online dagli studiosi…se solo sapessero della loro esistenza!
Così dice Matthew Fisher, ricercatore di Inglese alla University of California, Los Angeles:
Cercando [su Google, NdR] manoscritti medievali si ottengono milioni di risultati, la maggior parte dei quali non hanno niente a che fare con i manoscritti, e quando lo hanno, di solito mostrano solo immagini di una singola pagina invece che l’intero libro.
Fino a poco tempo fa, questi documenti di valore inestimabile, finalmente trasformati in un formato accessibile da chiunque, non erano stati però “pubblicizzati”:
Poiché trovare questi grandi progetti è così difficile, essi sono funzionalmente invisibili.
Due anni fa Fisher, con l’aiuto di due studenti laureati in inglese, un informatico dell’UCLA’s Center for Digital Humanities e Christopher Baswell, un former professor di Inglese, ha deciso di raccogliere link a ogni manoscritto (risalente dal periodo tra l’ottavo e il quindicesimo secolo) che sia stato completamente digitalizzato da biblioteche archivi, istituti o privati di qualsiasi parte del mondo.
Da Dicembre 2008, l’UCLA-based Catalogue of Digitized Medieval Manuscripts linka a quasi 1000 manoscritti di 193 autori in 20 lingue, da 50 biblioteche sparse in tutto il mondo, permettendo agli utenti di spaziare dall’Inghilterra, alla Francia, alla Svizzera, agli Stati Uniti, per nominare solo alcune delle località in cui si trovano gli archivi, con un solo click del mouse.
I pezzi forti degli archivi virtuali comprendono:
- La più grande collezione esistente delle opere di Christine de Pizan, una delle prime donne in Europa a guadagnarsi da vivere con il lavoro di scrittice.
- Una copia irlandese del Vangelo di Giovanni, rilegato in avorio e offerto in dono a Carlo Magno intorno all’800.
- Il manoscritto Junius, uno degli unici quattro principali manoscritti che conservano la poesia in Old English.
Nelle sue prime tre settimane di attività il sito ha ricevuto quasi 5000 visite da molti Stati (tra cui l’Italia), sia da parte di bibliotecari, che di ricercatori, ma anche di appassionati.
Importanti sono le motivazioni che hanno portato Fisher e i suoi collaboratori ad avviare questo progetto:
Il prezzo d’ingresso non deve essere un biglietto d’aereo per una libreria in Europa o in Australia. Questi documenti sono parte del patrimonio culturale del mondo. Chiunque dovrebbe potervi accedere.
Fisher ora spera di ricevere altri fondi, esterni alla sua Università, così da poter velocizzare il processo di indicizzazione e coinvolgere quanti più enti possibile.
Non rimpiazzeremo mai il piacere di sedersi con un libro vecchio di 800 anni, ma porteremo la bellezza di questi manoscritti a persone che altrimenti non ne avrebbero mai potuto fare esperienza.
Il link al catalogo online è questo.
Complimenti a Fisher e al suo gruppo!
Tag: biblioteca, cultura, lettere, libri, medioevo, web











