Wall-e è tutto solo con il suo amico insetto a comprimere e accatastare spazzatura sulla Terra disabitata.
Siamo nel 2700 e gli umani hanno abbandonato il pianeta per l’eccessivo inquinamento, lasciando dei piccoli robot a ripulire il pianeta. Wall-e è l’unico di essi ancora in funzione e passa le giornate a fare il suo lavoro e a raccogliere gli oggetti che lo incuriosiscono.
Poi dallo spazio giunge una navicella con sopra Eve, una robottina-sonda super tecnologica, incaricata di cercare segni di vita.
Wall-e riesce a non farsi polverizzare da Eve e a guadagnarne la fiducia, poi quando l’astronave torna a prendere Eve, Wall-e decide di seguirla e riesce a salire a bordo, da li inizia la loro avventura insieme.
Il film in se contiene pochi dialoghi, soprattutto nella prima parte, dove dominano i suoni emessi da Wall-e e dalla sua amica. Ma scusate se è poco, è stato proprio Benn Burtt a curare il linguaggio di questi personaggi (se non sapete chi è Burtt vi dico solo che, tra le tante cose, ha creato i suoni di Star Wars e ideato il rumore delle spade laser).
Poi c’è AUTO, il pilota automatico, con un “occhio” rosso come quello di HAL 9000, riferimento e tributo a Kubrick, che temendo per la sua sopravvivenza e per il successo della missione, si ammutina contro il Capitano.
Lo stato di assopimento in cui l’umanità vive ormai da generazioni sarà involontariamente infranto dalla comparsa dei due robottini sulla nave spaziale da crociera Axiom. Gli esseri umani sono corpi obesi, bombardati da pubblicità e privati di ogni spunto intellettuale, che non muovono più neanche un passo perché ogni movimento viene compiuto grazie alle macchine e trascorrono le loro giornate a bere e mangiare cibo della BuyInLarge.
In questa visione distopica del futuro, Eve e Wall-e daranno in modo involontario una nuova speranza agli uomini. La speranza di poter tornare ad abitare la Terra e la volontà di agire e reagire contro l’eccessivo inquinamento e lo sfruttamento delle risorse naturali che avevano causato la fine di ogni forma di vita e la fuga nello spazio.
Lo consiglio vivamente, è una miniera d’oro di riferimenti cinematografici e nuovi spunti di riflessione.
Appena tornata dal cinema, dopo aver visto Kung Fu Panda, uscito proprio ieri nelle sale italiane.

pagato il proprio prodotto, della libertà di utilizzarlo come meglio credono.
ruzzola giù dal nido e finisce sul sentiero.
Caro Nessuno, morire non è poi la cosa peggiore che possa capitare ad un uomo. Guarda me: sono morto da tre giorni, e finalmente ho trovato la pace. Dicevi sempre che la mia vita era appesa ad un filo, beh… adesso anche la tua è appesa ad un filo, e sono in molti a volerlo tagliare quel filo; ma a te piace rischiare, è il tuo modo di sentirti vivo. Ecco vedi, forse la differenza tra me e te è tutta qui: io, quando capivo che c’era un guaio in vista se potevo lo evitavo; tu no, se il guaio non c’è te lo inventi, e poi risolvi tutto lasciando il merito a un altro, così puoi continuare ad essere nessuno; non è mal pensata sai?
Recentemente il capo della polizia di Los Angeles William Bratton, ha criticato le proposte provenienti dalle più alte cariche della California, a favore della protezione delle celebrità con una scorta della polizia. L’uomo ha energicamente dichiarato: “Chi è una celebrità? Voi? Io?” facendo capire che se anche esiste una definizione di personaggio famoso, chi può decidere di escludere o includere in una categoria statica delle persone il cui grado di visibilità può cambiare da un giorno all’altro? E magari proprio chi hai escluso viene preso di mira.
immagine si costruisce anche sulla base degli scatti rubati dai paparazzi. Se L.A. dovesse decidere di fornire una protezione speciale alle celebrità, paradossalmente il fatto di avere la scorta diventerebbe uno status. Chi va in giro con la polizia è il più famoso. Ma sarebbero in molti a voler godere delle premure destinate solo alle vere celebrità. Quelle il cui nome è sulla bocca di tutti e che vengono costantemente prese d’assalto dai flash. In questo game allora chi fosse senza protezione, sarebbe su un gradino inferiore e farebbe di tutto per fare un passo avanti. Chi avesse la protezione dovrebbe in ogni caso mantenere sempre desta l’attenzione su di se. E questo sarebbe possibile solo avendo intorno i paparazzi e concedendosi alle pagine dei tabloid.
Prima di decidere se è il film per voi, dovete sapere che dura più di un secchio di pop-corn. Di quelli grandi.
E’ una commedia che va giù liscia. Le emozioni sono poche e deboli, la trattazione dei temi è superficiale, nonostante i molti spunti che potrebbero essere sfruttati.











