Appunti: Inglese Traduttologia
da phantom, in Lingua Inglese | 7 giugno 2008 @ 00:03 | nessun commentoMiei appunti dal corso di Inglese - Linguaggi Settoriali
In questa lezione abbiamo analizzato il rapporto esistente tra diritto e linguaggio e abbiamo ascoltato una lezione introduttiva e generale sul diritto della concorrenza.
Il rapporto tra diritto e linguaggio si basa su una griglia concettuale transfrontaliera. Occorre perciò riscontrare un minimo comune multiplo concettuale e sulla base di esso dedurre la specificità di ciascun ordinamento e capire la giusta corrispondenza della lingua usata per esprimere concetti giuridici.
Teniamo sempre a mente che per ordinamento giuridico intendiamo l’insieme di tutte le norme relative quel paese.
Esaminiamo velocemente l’ambito delle due materie:
- La Traduttologia Giuridica è una scienza studiata dai giuristi
- La Linguistica Giuridica si occupa del linguaggio giuridico vero e proprio
Una sintesi tra le due è possibile, ad esempio, attraverso un esperimento di diritto comparato.
Una prima fonte di conoscenza dell’ordinamento giuridico è proprio la traduzione di testi giuridici, che è anche una premessa necessaria ma non sufficiente per l’applicazione della norma. Per questo il traduttore deve porre la premessa affinché la traduzione sia correttamente corrispondente.
La traduzione è il processo che prende il testo fonte in una lingua e lo riporta in un’altra in modo che il testo di arrivo sia giudicabile come equivalente o simile a quello fonte. Questo vuol dire che il testo di arrivo deve contenere concetti con la stessa portata semantica. Ma come si ricerca questa equivalenza?
Attraverso due procedimenti:
- Ricerca del significato nella lingua di appartenenza mediante tre operazioni:
- Comprendere il settore giuridico di appartenenza
- Capire il contesto tipico di utilizzo della parola. Ad esempio ha un senso diverso dire self-employement e indipendent contractor (lavoro autonomo rispettivamente in Inghilterra e negli U.S.A.)
- Limitazione di uso, cioè capire se quella parola subisce dei limiti nell’ordinamento di appartenenza
- Ricerca del termine adatto (equivalente) nella lingua di arrivo per esprimere quel significato. In cosa consiste l’equivalenza? E’ frutto di:
- Una operazione ermeneutica. Pensiamo, ad esempio, ad un confronto tra culture, visioni e lingue. Poiché effettuiamo un processo di adattamento linguistico, non esiste mai un termine perfettamente corrispondente, perché non operiamo all’interno di un diritto plurilingue, ma tra due ordinamenti diversi, perciò c’è sempre un limite.
- Una duplice opera di traduzione: prima una sistematica, poi dobbiamo capire che, proprio per il fatto che traduciamo sistematicamente, ci sarà sempre una certa approssimazione.
Quando non troviamo l’equivalente, dobbiamo utilizzare delle perifrasi, spiegare il concetto, e si possono perciò utilizzare anche neologismi e spiegarne tra parentesi il significato.
Bisogno inoltre stare attenti al fatto che non esistono identità tra concetti giuridici di ordinamenti diversi. L’equivalenza linguistica inoltre non coincide necessariamente con quelle giuridica perché due termini possono non esprimere concetti giuridici equivalenti.
Esempio: Codice disciplinare —> Disciplinary Code
Per concludere, il traduttore deve tematizzare le differenze giuridiche. Deve prediligere una traduzione molto vicina al testo (letterale) ma basata sulla equivalenza nel contesto giuridico.
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